Senza Nome / Sin Nombre Mostra personale di Acquerelli di Christian Flores

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Christian Flores è un artista plastico peruviano

Le Cronache quotidiane che si vedono in televisione sul fenomeno migratorio, sono molto sconvolgenti. Raccontano storie tragiche su soggetti individuali e collettivi. Si sa che queste persone diventano vulnerabili rischiando le loro vite per attraversare il mare e territori sconosciuti a piedi, in treno, in aereo o a bordo di imbarcazioni. Prendere la decisione di migrare vuol dire che la loro vita ha compiuto un ciclo finale nel loro luogo di origine e che decidono spostarsi a un nuovo luogo per motivi di guerra, di lavoro, politici o solo per il fatto di cercare di sopravvivere.

Molti di loro lasciano un modo di vita spaventoso, come la guerra, il terrorismo o la fame che divora la loro vita (gesto involontario), altri cercano un modo di vita migliore al precedente (gesto volontario). Qualunque sia la motivazione, la migrazione conduce la gente a un compromesso serio e che comporta il sacrificio di integrarsi in una nuova realtà rispettando le leggi del luogo di accoglienza.

Per questo motivo, come artista compromesso con l’arte sociale, sento il dovere di mostrare non solo cio’ che e’ bello, perfetto e sublime, ma anche la parte dolorosa, incompresa di persone che mi somigliano. Questi ritratti, eseguiti tutti con la tecnica dell’acquerello, riflettono l’espressione profonda dell’essere migrante, un problema universale e atemporale.

Con questi ritratti, collettivi e assieme individuali, cerco di porre in evidenza una problematica umana universale, cercando di risvegliare, a livello collettivo, una riflessione nello spettatore.

“Senza nome” e’ il titolo di questa serie che rappresenta migliaia di persone fra quelli che emigrano. E’ questo il luogo in cui radica l’importanza del mio lavoro, nell’anonimato. Ogni soggetto esprime un’emozione per noi familiare. Lungo la sua storia sconosciuta non si sa se alla fine la sua vita vissuta risponderà alle sue aspettative.

In questa mostra presento 20 acquerelli circa, tutti di diverso formato: individuali, dittici o politici che formano parte della mia mostra personale che si terrà, per comune accordo, presso il Consolato Peruviano.

INTERVISTA A CHRISTIAN FLORES

Perche’ sei motivato a lavorare su temi sociali?

Da 7 anni vivo in Italia e ho potuto confrontare la mia arte e le mie proposte in Italia e in Perú, il mio paese d’origine,  in cui le problematiche sociali non mi sono mai state indifferenti ma, al contrario hanno contribuito alla mia  ispirazione artistica, nel momento di scegliere una problematica da trattare.

La tematica scelta, mi deve far riflettere per poi poter condividerla e offrirla al pubblico cercando lo stesso effetto che ha causato a me. Un contesto sociale in un determinato tempo, sarà sempre nuovo, offrirà sempre nuove notizie perche’ il mondo e’ in movimento continuo.

Durante gli anni 1990 in Perú ho lavorato a temi molto delicati e poco accettati dalla società como l’omosessualità, il terrorismo, gli omicidi, il feminicidio con differenti tecniche come la fotografia, la pittura a olio, l’acrilico e l’acquerello.

Quando stavo in Francia mi hanno motivato alcuni problemi dell’essere umano come i problemi domestici in un contesto familiare, l’inquinamento del pianeta, l’effetto artificiale e naturale di questi elementi.

In Italia ho toccato temi sulla migrazione, sugli stranieri, la guerra, la fame. Mi sento onorato di partecipare in uno spazio del mio paese in Italia e poter cosi’ contribuire a mostrare una società migrante e multiculturale che ha bisogno di essere assistita.

Questi ritratti qui presenti sono dipinti con la tecnica dell’acquerello, sono molti e sorpassano la barriera grafica per arrivare a contatto con una complessa multiculturalità.

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