La Commissione propone €1,4 milioni del FEG per gli ex lavoratori di Alitalia in Italia

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Nel periodo 2008-2012, il traffico aereo a livello mondiale è aumentato del 4,6% all’anno mentre il traffico aereo tra l’Europa e il resto del mondo è cresciuto a un ritmo più lento (2,4%). Ciò ha portato a una diminuzione della quota di mercato della UE-27 nel settore dei trasporti aerei, misurata in ricavi passeggeri/km (RPK). La stessa tendenza è proseguita nel 2013 e nel 2014. Il traffico aereo in Europa è cresciuto del 3,8% nel 2013 e del 5,7% nel 2014 rispetto all’anno precedente ma in misura inferiore alla media mondiale (rispettivamente 5,2% e 6,3%). Esso rappresenta attualmente il 38% del traffico aereo mondiale (misurato in RPK) cioè 1 punto percentuale in meno rispetto al 2012. Il Medio Oriente resta la regione a più rapida crescita a livello globale, con un’espansione del 10,9% nel 2013 e del 13,4% nel 2014 e una quota del 14% del traffico internazionale.

In termini di traffico di transito, il Medio Oriente vanta ottimi risultati in tutti e tre i grandi aeroporti di Doha (Qatar), Abu Dhabi (EAU) e Dubai (EAU), che servono il 15% circa dell’intero traffico aereo dall’Asia verso l’Europa e dall’Europa verso il Pacifico sud-occidentale. Il volume globale del traffico tra Europa e Asia cresce del 7% circa ogni anno, ma il traffico Europa-Asia lungo le rotte del Medio Oriente aumenta del 20% circa all’anno. Nel periodo 2004-2013, anche l’aeroporto Istanbul-Atatürk in Turchia ha notevolmente incrementato la sua capacità di attirare flussi di traffico tra l’Asia e l’Europa.

Il forte aumento del numero di passeggeri trasportati da e verso l’Italia registrato da compagnie che operano da tali aeroporti è avvenuto soprattutto a spese di Alitalia. La diminuzione del numero di passeggeri trasportati nel 2014 rappresenta un calo del 3,6% rispetto al 2013 e del 6,4% rispetto al 2012. Ciò è avvenuto in concomitanza con perdite accumulate a partire dalla privatizzazione di Alitalia (2009), che nel primo trimestre del 2014 avevano raggiunto €1,137 miliardi. Questi eventi congiunti hanno dato luogo a 1,249 esuberi nel Gruppo Alitalia per i quali l’Italia ha chiesto il sostegno del FEG.

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La maggior parte degli esuberi si concentrano nella Regione Lazio, nel cui territorio sono andati persi, nel periodo 2008-2013, oltre 38.000 posti di lavoro. Inoltre, nello stesso periodo l’occupazione nel settore del trasporto aereo italiano è diminuita di quasi il 20%. Gli esuberi del Gruppo Alitalia aggravano ulteriormente una situazione occupazionale già difficile.

Un commercio più aperto con il resto del mondo si traduce in vantaggi complessivi per la crescita e l’occupazione, ma talora anche nella perdita di posti di lavoro a spese soprattutto di comparti vulnerabili e dei lavoratori meno qualificati. Per aiutare coloro che cercano di adeguarsi alle conseguenze della globalizzazione è stato istituito il FEG. Dall’inizio della sua attività nel 2007, il FEG ha ricevuto 138 domande. Per aiutare quasi 130,000 lavoratori sono stati chiesti fondi per €550 milioni.

Con qualche ritocco per migliorarne il funzionamento, il Fondo proseguirà la sua attività nel periodo 2014-2020 e continuerà a essere un’espressione della solidarietà della UE. Il suo campo di applicazione è stato ampliato a lavoratori collocati in esubero a causa della crisi economica, a lavoratori con contratti a tempo determinato, a lavoratori autonomi e, a titolo di deroga fino alla fine del 2017, a giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione o formazione (NEET), residenti in regioni ammissibili ai sensi dell’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile (YEI), fino a un numero pari a quello dei lavoratori in esubero beneficiari del sostegno.

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La Commissione europea ha proposto di versare all’Italia €1,4 milioni  del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per aiutare 184 ex lavoratori di Alitalia a trovare un nuovo posto di lavoro.

Marianne Thyssen, Commissaria UE per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori ha commentato: “Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è un segno concreto della solidarietà europea. A causa della globalizzazione, molti settori e attività industriali in Europa stanno attraversando una fase di grandi cambiamenti strutturali. Attraverso questo Fondo, stiamo sostenendo la transizione dei lavoratori ex Alitalia verso nuovi posti di lavoro. I risultati mostrano un incoraggiante tasso di ricollocamento pari a quasi il 50% tra i lavoratori che hanno beneficiato di questa forma di assistenza personalizzata e mirata”.

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