Dalle origini medievali alla stagione della Serenissima, fino alla rinascita dopo anni di silenzio: storia di una dimora storica che torna a dialogare con il territorio.
Ci sono luoghi in cui il passato non è soltanto una traccia da conservare, ma una presenza che continua a interrogare il presente. Villa Priuli Crisanti, a Villa del Ferro, nel territorio di Val Liona, è uno di questi. Immersa nel paesaggio dei Colli Berici, la dimora custodisce secoli di storia, architettura e trasformazioni, raccontando una vicenda che intreccia la grande tradizione delle ville venete con la vita concreta di una comunità. La sua storia comincia molto prima che assumesse le forme eleganti che oggi la contraddistinguono.
All’origine vi era un fortilizio medievale, una struttura legata alla difesa e al controllo del territorio. Nel 1536 la proprietà passò alla famiglia veneziana Priuli, una delle casate più illustri della Serenissima. Fu con i Priuli che l’edificio intraprese la trasformazione da struttura fortificata a residenza signorile e centro di una tenuta agricola.
È il passaggio da un’epoca all’altra a rendere particolarmente interessante questa dimora: la necessità della difesa lascia progressivamente spazio a una nuova idea di architettura, nella quale rappresentanza, organizzazione degli spazi e attività produttive convivono in un equilibrio misurato.

L’eleganza austera della villa veneta
L’architettura, attribuita a Vincenzo Scamozzi, uno dei maggiori interpreti del Rinascimento veneto e continuatore della lezione palladiana, riflette una cultura che cercava nella proporzione e nella funzionalità le proprie forme di bellezza. La villa non si esaurisce nella facciata monumentale. Il suo carattere emerge dall’organizzazione degli ambienti, dal rapporto con il giardino e dalla relazione con il paesaggio circostante.
Le linee architettoniche, sobrie e rigorose, restituiscono l’immagine di una dimora concepita non soltanto per essere ammirata, ma anche per essere abitata e vissuta. All’interno, gli affreschi che ricordano le unioni matrimoniali della famiglia Priuli raccontano alleanze, genealogie e strategie familiari. Le decorazioni trasformano le pareti in una sorta di memoria visiva, nella quale la storia privata di una casata si intreccia con quella più ampia della società veneziana. Tra gli elementi di maggior pregio figurano inoltre le opere pittoriche provenienti da altri edifici storici vicentini, comprese testimonianze legate a Giandomenico Tiepolo. Sono dettagli che invitano a leggere la villa non come un monumento isolato, ma come parte di una rete di relazioni artistiche e culturali che ha attraversato il territorio nel corso dei secoli. Il tempo del silenzio Come molte dimore storiche italiane, anche Villa Priuli Crisanti ha conosciuto stagioni difficili.
Per circa vent’anni i cancelli sono rimasti chiusi, mentre la villa perdeva progressivamente il proprio ruolo nella vita del territorio. L’abbandono di un edificio storico non riguarda soltanto le sue strutture materiali.
Quando una dimora rimane inaccessibile, si interrompe anche il rapporto con la comunità, si riducono le occasioni di conoscenza e si allontana la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni una parte della memoria collettiva. Il recupero di una villa storica richiede perciò qualcosa di più di un intervento edilizio. Significa confrontarsi con i segni lasciati dal tempo, individuare ciò che può essere conservato e restituire significato agli spazi senza cancellarne le stratificazioni.

Una nuova stagione
Nel 2022 la villa è stata acquistata da Andrea Crisanti e dalla moglie Nicoletta Catteruccia, dando avvio a una nuova fase della sua storia. Il progetto di recupero ha restituito centralità alla dimora, con l’obiettivo di conservarne il patrimonio architettonico e renderla nuovamente accessibile. La riapertura al pubblico, avvenuta nel 2024, ha segnato un passaggio importante: da residenza rimasta a lungo chiusa, la villa è tornata a essere un luogo visitabile, capace di attirare l’interesse di appassionati di storia, architettura e paesaggio.
Visite guidate, iniziative culturali e attività rivolte alla comunità rappresentano occasioni per riportare l’edificio al centro della vita locale.
In questa prospettiva, la tutela non si limita alla conservazione delle pietre, degli affreschi e degli arredi: diventa anche un progetto di partecipazione e di trasmissione della conoscenza. Il futuro della villa si misura così nella capacità di tenere insieme due esigenze: rispettare l’identità storica del complesso e trovare modalità nuove per renderlo vivo e fruibile.

Una storia che appartiene al territorio
Villa Priuli Crisanti racconta, in fondo, una storia che va oltre le vicende delle famiglie che l’hanno posseduta. È la storia di un paesaggio modellato nei secoli, di un’architettura che ha saputo adattarsi ai mutamenti della società e di un patrimonio che, dopo aver attraversato periodi di oblio, può tornare a essere riconosciuto come bene condiviso.
In un’epoca in cui la valorizzazione dei luoghi storici è sempre più legata alla loro capacità di creare relazioni, la villa pone una questione essenziale: che cosa significa davvero salvare un monumento? La risposta non si trova soltanto nei lavori di restauro, per quanto necessari. Si trova anche nella possibilità di aprire le porte, raccontare le storie custodite negli ambienti, coinvolgere le scuole, favorire la conoscenza del territorio e costruire nuove occasioni di incontro.
È in questo dialogo tra passato e presente che Villa Priuli Crisanti può trovare il significato più profondo della propria rinascita. Non soltanto una dimora restituita alla sua bellezza, dunque, ma un luogo in cui la memoria torna a essere esperienza, conoscenza e patrimonio da trasmettere.
Villa Priuli Crisanti: un progetto di rinascita, solidarietà e futuro Villa Priuli Crisanti non è soltanto una dimora storica da preservare, ma un patrimonio di memoria, cultura e identità da restituire alla comunità.
Il suo valore più profondo risiede nella possibilità di trasformarla in un luogo vivo, capace di accogliere un progetto sociale che unisca persone, generazioni e sensibilità diverse, mettendo al centro la solidarietà, la partecipazione e il bene comune. Il progetto di rinascita della Villa nasce dal desiderio di ridarle vita, custodirne la storia e costruire nuove opportunità per il futuro. È un impegno concreto e condiviso, che richiede passione, dedizione, responsabilità e la volontà di credere che un bene storico possa continuare a vivere quando una comunità sceglie di prendersene cura.
Mantenere Villa Priuli Crisanti significa andare oltre il recupero delle sue strutture: significa preservarne l’anima, valorizzarne la bellezza e renderla una risorsa per le persone, un luogo di incontro, di crescita e di condivisione, capace di generare valore sociale e culturale.
La rinascita della Villa rappresenta anche un atto di responsabilità verso le generazioni future. Ciò che oggi viene salvaguardato, restaurato e valorizzato potrà essere domani un’eredità preziosa, non soltanto architettonica, ma anche umana e culturale. Perché trasmettere un patrimonio non significa semplicemente conservarlo intatto, ma mantenerlo vivo, affinché continui a raccontare la propria storia e a offrire nuove possibilità.
Il sogno è che Villa Priuli Crisanti diventi un simbolo di rinascita e speranza: la testimonianza di ciò che si può realizzare quando la cura del patrimonio storico si intreccia con l’impegno sociale, la solidarietà e la volontà di costruire un futuro migliore. Salvare la Villa, dunque, significa molto più che preservare un edificio: significa custodire una storia, rafforzare un legame con il territorio e lasciare alle future generazioni un luogo ricco di significato, capace di continuare a vivere, accogliere e ispirare. Perché il vero patrimonio non è soltanto ciò che riceviamo dal passato, ma ciò che scegliamo di proteggere, far crescere e consegnare al futuro. Perché un luogo vive davvero quando qualcuno se ne prende cura, rinasce quando una comunità lo ama e diventa eterno quando viene consegnato al futuro. E che Villa Priuli Crisanti possa continuare a essere, per chi verrà dopo di noi, non soltanto il ricordo di ciò che è stato, ma la luminosa promessa di ciò che insieme siamo riusciti a costruire.

Informazioni utili:
Aeroporti più vicini: sono quello di Verona, a circa 60-65 km (50-60 minuti in auto), Venezia Marco Polo, a circa 85-95 km (1 ora e 15 minuti), e Treviso, a circa 95-105 km (1 ora e 20 minuti). Un’altra possibilità è l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, a circa 150-165 km (1 ora e 45 minuti/2 ore).
Aeroporti più vicini: sono quello di Verona, a circa 60-65 km (50-60 minuti in auto), Venezia Marco Polo, a circa 85-95 km (1 ora e 15 minuti), e Treviso, a circa 95-105 km (1 ora e 20 minuti). Un’altra possibilità è l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, a circa 150-165 km (1 ora e 45 minuti/2 ore).
Per chi arriva in treno: le stazioni più vicine sono Lonigo a circa 20-25 minuti, Montebello Vicentino, a circa 20-30 minuti, e Vicenza, a circa 30-40 minuti dalla Villa.
Consigliamo di noleggiare un’auto per raggiungere comodamente la struttura e visitare i dintorni. Il noleggio è disponibile presso i principali aeroporti e anche nella zona di Lonigo.
In alternativa, possiamo organizzare su richiesta un servizio di trasferimento privato con autista.
–Per quanto riguarda il pernottamento, Villa Priuli Crisanti offre diverse soluzioni, con la possibilità di affittare i singoli alloggi oppure l’intera proprietà.
-L’appartamento indipendente può ospitare fino a 6 persone e dispone di una camera matrimoniale, una camera con due letti singoli, due bagni, cucina attrezzata e ampio soggiorno.
-La dependance può ospitare 2 persone, con la possibilità di aggiungere un lettino per un bambino. È immersa nel verde, con vista sull’uliveto, e dispone di uno spazio esterno privato con pergola, barbecue, cucina esterna e forno per la pizza.
-La villa principale può ospitare fino a 6 persone e dispone di tre camere matrimoniali, di cui due master bedroom con bagno privato, oltre ad ampi saloni, cucina, sala da pranzo, biblioteca e sala TV.
–Affittando l’intera proprietà, è possibile ospitare complessivamente 12 persone, con la possibilità di aggiungere 2 lettini per bambini -Il soggiorno comprende l’utilizzo della piscina privata. Tutti gli alloggi sono dotati di aria condizionata e riscaldamento.
Affreschi di Tiepolo

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