Dal Giappone a Milano, un filo che unisce tradizione, creatività e moda circolare.

0
52

Sashiko: rinascita, semplicità e condivisione

 

Tra i workshop del MADEBACK Festival, uno dei più affascinanti è stato dedicato al sashiko, un’antica tecnica giapponese di cucitura che oggi trova nuova vita nel contesto della moda circolare.

Nato nelle comunità rurali del Giappone, il sashiko era utilizzato per rinforzare, riparare e prolungare la vita degli abiti. Attraverso piccoli punti regolari e visibili, tessuti usurati venivano recuperati e trasformati, evitando lo spreco e valorizzando il lavoro contenuto in ogni capo.

Oggi questa pratica dialoga con le sfide contemporanee della sostenibilità e del riuso. Durante il festival abbiamo incontrato una designer giapponese che condivide questa tecnica con le studentesse del Politecnico di Milano, mostrando come una tradizione secolare possa diventare fonte di ispirazione per il design contemporaneo.

Le opere realizzate raccontano una filosofia semplice ma profonda: ciò che è stato usato non perde necessariamente valore. Al contrario, può acquisire una nuova identità attraverso la cura, il tempo e la creatività.

Tra i workshop del MADEBACK Festival abbiamo scoperto il sashiko, una pratica antica che insegna a guardare gli abiti con occhi diversi. Non come oggetti da sostituire, ma come materiali da curare, riparare e trasformare. Una lezione di sostenibilità che arriva dal Giappone e che oggi trova nuova espressione tra le studentesse del Politecnico di Milano.
Tessuti diversi, colori e trame si incontrano in un esercizio di recupero e reinterpretazione. Nel sashiko, ciò che è stato usato non viene nascosto ma valorizzato, diventando parte della storia dell’oggetto
Arrivata da Siviglia per un semestre di scambio accademico, una studentessa lavora su un capo esistente utilizzando il sashiko. La tecnica giapponese trasforma la riparazione in un elemento visibile e creativo, dando nuova vita ai materiali.