Si è concluso il MADEBACK Festival. La visione della della prof.ra Maria Valeria Iannilli

0
65

En la próxima Revista
Panorámica Latinoamericana-UE
la versión castellana ampliada. 

Noi abbiamo partecipato all’apertura del MADEBACK Festival per conoscere da vicino un’iniziativa che mostra come creatività, sostenibilità e design possano convergere in nuovi modelli di lavoro e di produzione. In questo contesto, il riuso non rappresenta soltanto una pratica ambientale, ma una vera opportunità progettuale capace di dare nuova vita a capi preziosi, tessuti unici e indumenti che conservano ancora un valore materiale, estetico ed emozionale.

Sono stati tre giorni di workshop, installazioni, talk, live demo e uno Swap Market che finora ha raccolto oltre 600 capi di vestiario. 

Durante questa seconda edizione del festival il Living Lab ha ospitato quattro workshop aperti dedicati a diverse pratiche di trasformazione tessile, il sashiko con Motomi Maekawa e CosquilLab, la serigrafia con a.d.d.o.s.s.o, il block printing con Elena Campa e il patching con Raffaella Zurlo. Accanto ai workshop, una live demo sull’appliqué con Ginevra Consoli e la postazione Clothes Doctor di Silvia Di Napoli, dove piccoli interventi di riparazione eseguiti dal vivo prolungano concretamente la vita degli abiti.

La Gallery Espositiva Il gesto sulla materia raccoglie invece contributi di designer, studi, imprese e startup attraverso una matrice curatoriale che rende leggibile il percorso della materia in tre fasi: Materia, Processo, Forma. Espongono Readymade, LCH, Redesign the Planet, ebe collective, Canto Primo, Nazena, CDC Studio e Rifò. A questo percorso si affianca Arc’teryx, presente su due fronti: da un lato con la presentazione di Sperro SV – il primo hardshell Arc’teryx ad alte prestazioni certificato TESTEX® Circularity e la prima giacca GORE-TEX del brand realizzata con materiali riciclati e riciclabili, all’interno del programma di circularity System 0™; dall’altro i lavori degli studenti del Politecnico nati dal workshop condotto con il brand nella scorsa edizione.

Per comprendere meglio il significato di queste esperienze e il ruolo che il design può svolgere nelle transizioni sostenibili, abbiamo incontrato la professoressa Maria Valeria Iannilli, docente ordinario presso il Politecnico di Milano e co-fondatrice del Fashion & Textile Living Lab «Too Cool to Go Wasted», uno spazio di ricerca e sperimentazione dedicato alle pratiche circolari nel settore della moda.

Dal suo profilo dal Politecnico, la sua ricerca si sviluppa inizialmente tra architettura e design industriale, con un focus sul retail design come spazio relazionale tra impresa, sistemi-prodotto e mercato. Influenzata da approcci umanistici e sistemici, interpreta il retail come un sistema narrativo capace di costruire significati e attivare dinamiche culturali. In questo quadro, il retail evolve da luogo di consumo a dispositivo di interazione, integrato in una dimensione phygital e caratterizzato da continuità omnicanale tra contesti fisici e digitali. Negli sviluppi più recenti, la ricerca si concentra sulle sustainability transitions nei sistemi moda, retail e design dei servizi, esplorando il ruolo del design come leva per la transizione verso modelli circolari. Il retail viene così ripensato come attivatore di processi sostenibili, attraverso modelli design-driven basati su product-service systems e logiche di servitization (SPOKE 5/PNRR MUSA). Parallelamente, indaga i living lab come infrastrutture di apprendimento trasformativo, co-creazione e open innovation, in cui la pratica del design abilita il cambiamento delle cornici interpretative degli attori coinvolti. È co-fondatrice del Fashion & Textile Living Lab «Too Cool to Go Wasted», contesto di ricerca design-driven per la sperimentazione di soluzioni circolari (progetto interdipartimentale SPOKE3/PNRR MUSA). Nel loro insieme, queste attività configurano un ecosistema progettuale in cui retail, servizi e living lab convergono come infrastruttura abilitante per le transizioni sostenibili.

Didattica

È professore ordinario presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Insegna attualmente Fashion Retail Experience nel programma di laurea magistrale in Design for the Fashion System ed è docente in numerosi corsi e master post-laurea, in Italia e all’estero.

Dal call ai workshop: come trasformiamo gli abiti

La nuova opportunità: il lavoro dei riparatori nel Made in Italy