Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Cerimonia per la Giornata mondiale contro le droghe

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Anzitutto benvenute e benvenuti al Quirinale. È davvero un piacere accogliervi in questo Salone dei Corazzieri e in questa sede, che è la casa comune per tutti noi cittadini italiani.

Quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano, mi ha proposto di svolgere qui, al Quirinale, la Giornata mondiale della lotta alle droghe, ho accettato con convinzione. Per sottolineare, non soltanto quanto sia fondamentale l’impegno su questo fronte, ma anche la riconoscenza della Repubblica nei confronti di chi se ne occupa e vi si impegna.

Abbiamo, questa mattina, ascoltato alcune manifestazioni di riflessione, di esperienza.

Una vera e propria carrellata di esperienze diverse, tra chi è impegnato nel servizio pubblico; chi è impegnato nelle comunità; chi è impegnato nelle società scientifiche che si occupano di ricerca e di esame e analisi degli strumenti; chi è impegnato nella ricerca di sé stesso, nel volere amare la vita – come ha detto Aurora – nella ricerca del futuro e nella conquista del futuro; i familiari che accompagnano, spesso con sofferenza, questi percorsi.

Ecco, tutte queste esperienze, da punti di osservazione differenti, diverse tra di loro, con specifiche condizioni e riflessioni, hanno un punto in comune, tutte quante, che le accomuna: quello del valore della persona nella sua integralità. Che non vi è nulla che si possa fare se non si affronta complessivamente, l’integrale persona, da cui, come capita sempre nella vita, per chiunque, nel cui ambito nascono problemi, difficoltà, sovente non viste, sovente non conosciute.

È un percorso comune per tutti, ragazzi, quello di cercare sé stessi, di trovare sé stessi, la strada che si ha davanti.

Naturalmente vi sono condizioni, purtroppo, che l’incontro con la droga moltiplica, nelle difficoltà, moltiplica negli impacci, nei freni, negli abbassamenti di tensione e di vita.

E quindi è molto più meritorio quanto voi fate uscendone e ritrovando, conquistando il futuro. Per questo il ringraziamento è molto alto.

Il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone è dato dalla generazione che sale, dai bambini, dai ragazzi, dai giovani. Ne vorremmo anche di più!

Ma ecco, curarli, averne cura, dar loro le prospettive che li rassicurino e li escludano da condizioni insidiose come quella della droga, è un fronte decisivo.

Il pericolo, che è stato così ben descritto, poc’anzi, dal Sottosegretario Mantovano, nelle percentuali, nelle rilevazioni sui giovani, è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese. Pubblico e privato: delle istituzioni, della società, delle sue varie componenti.

Per questo il ringraziamento che intendo esprimere a chi, su questo fronte, è impegnato con generosità, nelle comunità, nella ricerca, nelle strutture pubbliche, è un ringraziamento convinto e molto alto. È un’opera straordinaria.

Anche soltanto il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile.

Il recupero e il ritrovamento della vita e del futuro, di una quantità di giovani che, grazie al lavoro che svolgono le comunità, le strutture e tanti volontari impegnati, è un patrimonio che arricchisce il nostro Paese.

Per questo il ringraziamento è convinto e molto alto. E vorrei anche ringraziare il Sottosegretario Mantovano per l’opera propulsiva, di sollecitazione, anche di coordinamento e raccordo, che svolge su questo fronte, che è un fronte, ripeto, per il nostro Paese e per il suo futuro, decisivo.

Grazie per quanto fate e auguri per i vostri impegni.

En primer lugar, bienvenidos al Quirinale. Es un verdadero placer darles la bienvenida a este Salón de los Corazzieri y a este lugar, que es el hogar común de todos los ciudadanos italianos.

Cuando el Subsecretario de la Presidencia del Consejo de Ministros, Mantovano, me propuso celebrar el Día Mundial contra las Drogas aquí, en el Quirinale, acepté con entusiasmo. Esto fue para subrayar no solo la importancia fundamental de nuestro compromiso en este frente, sino también la gratitud de la República hacia quienes trabajan y se dedican a él.

Esta mañana, escuchamos diversas reflexiones y experiencias.

Una auténtica gama de experiencias diversas: de quienes se dedican al servicio público; de quienes participan en comunidades; de quienes pertenecen a sociedades científicas que realizan investigaciones y examinan y analizan instrumentos; de quienes se dedican al autodescubrimiento, a amar la vida —como decía Aurora—, a buscar el futuro y conquistarlo; y de los familiares que acompañan, a menudo con sufrimiento, estos caminos.

Aquí, todas estas experiencias, desde diferentes perspectivas, distintas entre sí, con condiciones y reflexiones específicas, tienen algo en común, algo que las une: el valor de la persona en su totalidad. Que nada se puede hacer si no nos acercamos a la persona en su conjunto, de la cual, como siempre sucede en la vida, para todos surgen problemas y dificultades, a menudo invisibles, a menudo desconocidos.

Es un viaje común para todos nosotros, los jóvenes, el de buscarnos a nosotros mismos, de encontrarnos, de hallar el camino a seguir.

Por supuesto, existen condiciones, lamentablemente, en las que el encuentro con las drogas se multiplica: en las dificultades, en los obstáculos, en las inhibiciones, en las caídas de tensión y en la vida.

Y por lo tanto, lo que haces para salir adelante y redescubrirte, para conquistar el futuro, es mucho más meritorio. Por ello, nuestra gratitud es inmensa.

El mayor activo que posee nuestro país, como cualquier otro, es la generación emergente, los niños, los adolescentes, los jóvenes. ¡Queremos aún más!

Pero miren, tratarlos, cuidarlos, brindarles perspectivas que les den seguridad y los alejen de situaciones peligrosas como la drogadicción, es un frente crucial.

El peligro, tan bien descrito anteriormente por el Subsecretario Mantovano, en los porcentajes y encuestas sobre jóvenes, es tan grande que requiere un esfuerzo conjunto del país. Público y privado: de las instituciones, de la sociedad, de sus diversos componentes.

Por eso, mi agradecimiento a quienes generosamente se comprometen en este frente, en las comunidades, en la investigación, en las instituciones públicas, es sincero y profundo. Es una labor extraordinaria.

Incluso la recuperación de una sola persona, dado el valor incalculable de cada una, es un éxito extraordinario e inestimable.

La recuperación y el redescubrimiento de la vida y un futuro para tantos jóvenes, gracias al trabajo de las comunidades, las organizaciones y tantos voluntarios comprometidos, es un legado que enriquece a nuestro país.

Por ello, mi gratitud es sincera y profunda. También quisiera agradecer al subsecretario Mantovano por su labor proactiva, alentadora y coordinadora en este ámbito, que es crucial, insisto, para nuestro país y su futuro.

Gracias por todo lo que hace y le deseo mucho éxito en sus proyectos.