Grazie Emmanuel, buon pomeriggio a tutti.
Voglio davvero ringraziare per questa occasione, per l’ospitalità, per aver potuto conoscere Cap d’Antibes, per aver potuto visitare il primo museo dedicato a Pablo Picasso, per aver potuto anche guardare persone che facevano il bagno al mare, e per una giornata che è molto importante per le relazioni tra Italia e Francia.
Approfitto per fare, ancora una volta, i complimenti al Presidente Macron per il successo del G7 della scorsa settimana. È stato molto importante, molto ben riuscito, in un momento nel quale lo scenario internazionale è particolarmente complesso. È uscito dal G7 un importante segnale di unità con i partner, ma anche una capacità di dialogare oltre i blocchi tradizionali, sono stati molti i partner e gli interlocutori con i quali ci siamo confrontati in quella due giorni e penso vada dato atto al Presidente Macron, all’organizzazione francese, davvero di un G7 ben riuscito. So quanto lavoro ci voglia, perché l’Italia ha presieduto il G7 due anni fa, e sono contenta che abbiamo ritrovato nei lavori del G7 francese anche parte del lavoro che era stato portato avanti durante la Presidenza italiana.
Le occasioni di confronto – come diceva correttamente il Presidente Macron – in questi giorni, in queste settimane tra noi non mancano: abbiamo parlato del G7, il Consiglio europeo, ieri eravamo a Berlino per l’incontro degli E5, ci vedremo la settimana prossima per il Vertice della NATO.
Ciononostante, abbiamo ritenuto che fosse più che sensato e anzi importante trovare un momento in questi molteplici incontri che abbiamo sul piano multilaterale, per fare il punto anche sulle nostre relazioni bilaterali
È un impegno che avevamo preso da tempo, e che oggi finalmente portiamo a compimento.
Oggi celebriamo il trentaseiesimo Vertice intergovernativo tra Italia e Francia, e credo che questo numero racconti bene quanto le relazioni tra le nostre Nazioni siano strutturate nel tempo e profonde.
Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono. Noi siamo due grandi Nazioni fondatrici dell’Unione Europea con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarità strategica da un punto di vista politico, da un punto di vista economico, da un punto di vista industriale, culturale e sociale, che sono la nostra ricchezza e rappresentano un valore aggiunto per l’intero Continente europeo e non solo, e vengono riflesse nella ampiezza della nostra cooperazione.
Penso ovviamente al fatto che le molte intese che avete visto firmare oggi e quelle al cui scambio non si è assistito ma che fanno parte di questa giornata, così come il lavoro ottimamente riuscito del Business Forum, raccontino quanto ampie e molteplici siano le materie delle quali insieme ci occupiamo e sulle quali cooperiamo da molto tempo. In questo tempo ci stiamo concentrando e vogliamo concentrarci soprattutto sulle materie più strategiche, sulle materie che hanno un alto valore e un’alta componente tecnologica. Tra queste sicuramente ci sono le materie della difesa, penso alla collaborazione che ci consente di contribuire all’autonomia strategica europea, particolarmente faccio riferimento al Programma SAMP/T, l’unico sistema europeo di difesa aerea e antimissile a lungo raggio, progettato e costruito interamente in Europa.
Una cooperazione che noi vogliamo rendere sempre più forte e si dimostra anche con la roadmap 2026-2031, ma abbiamo capito in questo tempo, prima con l’Ucraina e poi con il Golfo, quanto questo sistema sia all’avanguardia e quanto anche possa aiutarci nel tempo complesso nel quale ci troviamo.
Vogliamo potenziare la nostra collaborazione anche nell’ambito della space economy, come ricordava correttamente il Presidente Macron. Italia e Francia, anche qui, possono vantare nel settore una filiera industriale all’avanguardia, oltre a essere le uniche due nazioni europee ad avere un accesso autonomo allo spazio grazie ai lanciatori di satellite Vega-C e Ariane 6. È un ambito nel quale possiamo fare la differenza, che ha ancora enormi potenzialità. Ci auguriamo che la nostra cooperazione possa anche sostenere il successo del programma Bromo che punta a far nascere un campione europeo in questo settore.
Altrettanto fondamentale è il lavoro congiunto che intendiamo portare avanti sul fronte dei grandi progetti infrastrutturali, come la seconda canna del Frejus, il nuovo tunnel del Tenda, la riapertura del Moncenisio e la linea Cuneo-Breil-Ventimiglia.
Vogliamo ovviamente continuare a lavorare per potenziare le nostre ampissime relazioni economiche e commerciali. Nel 2025 l’interscambio ha superato la soglia record di 112 miliardi di euro. La Francia rimane il primo investitore estero in Italia, ma io penso che anche su questo si possa sempre fare meglio e torno sul tema del Business Forum che ci racconta anche di quanta disponibilità ci sia a fare ancora meglio da parte dei nostri reciproci sistemi produttivi.
Ci siamo, come diceva correttamente il Presidente, confrontati ampiamente anche sui temi dell’agenda europea e internazionale. Ci sarebbe qui moltissimo da dire, io mi limiterò ad alcuni punti. Il primo riguarda la collaborazione che si riflette anche in una delle intese che sono state scambiate sulla gestione dei flussi migratori, fondamentale tra due Nazioni come le nostre, se vogliamo essere efficaci nel contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani. Noi cooperiamo sul tema da molto tempo, cooperiamo efficacemente, ma con le nuove regole europee potremo farlo con risultati ancora migliori. Ma intanto penso che dobbiamo anche essere contenti dei risultati che sta già dando un nuovo approccio europeo alla materia e al governo della migrazione per il quale, come sapete, anche personalmente mi sono molto spesa.
Nel 2026 noi abbiamo assistito a un’ulteriore diminuzione del 40% degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione Europea. Quindi siamo sulla buona strada. La sicurezza dei confini però si deve estendere anche alle altre grandi emergenze del nostro tempo e qui non posso non ricordare la lotta al traffico di droga, domani ricorre la Giornata mondiale contro le droghe e vale la pena di ricordare che Italia e Francia hanno deciso di dare ulteriore impulso alla coalizione europea che hanno lanciato insieme, alla quale hanno aderito già oltre 30 nazioni. Nei prossimi mesi noi ospiteremo in Italia, e segnatamente nella comunità di San Patrignano che è un’eccellenza italiana, un evento dedicato ai temi della prevenzione e del recupero.
Terzo punto riguarda il negoziato sul prossimo bilancio europeo. Qui Italia e Francia concordano su molte cose. Concordano sul fatto che le nuove priorità europee non possano essere finanziate a scapito della politica agricola comune, a scapito della coesione. PAC e coesione non sono retaggi del passato, sono precondizioni senza le quali semplicemente è inutile parlare di competitività quanto di autonomia strategica, perché sono due precondizioni della competitività e dell’autonomia strategica.
Quarto punto su cui vorrei soffermarmi è il Medio Oriente. Noi continueremo a fare la nostra parte per dare una mano nell’intesa tra Stati Uniti e Iran e soprattutto per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, che è una priorità strategica per tutti. Su questo siamo a lavoro anche in vista del prossimo Vertice della NATO, dopodiché la drammatica situazione di Gaza e della Cisgiordania restano al centro delle nostre preoccupazioni, ma siamo altrettanto attenti sulla crisi in Libano dove Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza. Sono due nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità. Come sapete a fine anno terminerà la missione Unifil ed è necessario dal nostro punto di vista garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza, ed è la ragione per la quale insieme abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil, magari anche immaginando presto una conferenza internazionale per l’avvio dell’iniziativa.
Ucraina. Con il Presidente Macron abbiamo avuto innumerevoli scambi sulla materia e chiaramente l’obiettivo è come si possa contribuire al meglio al sostegno dell’Ucraina e come si possa accompagnare al meglio un processo per una pace giusta e duratura per questa Nazione martoriata. Constatiamo che, a fronte di una ripetuta disponibilità di Kiev al negoziato, da parte russa invece si continui a rifiutare il dialogo, ponendo precondizioni che sono oggettivamente irricevibili.
Ma in questo complesso contesto matura con sempre maggiore convinzione la consapevolezza che vi sia spazio e vi debba essere spazio per un ruolo dell’Europa, partendo dal presupposto che sia il percorso per la pace sia il futuro assetto post conflitto si associano ad interessi fondamentali del nostro continente. È materia che abbiamo ampiamente discusso ieri durante la riunione degli E5 a Berlino, anche confrontandoci su come rappresentare queste priorità. Caro Emmanuel, noi oggi non celebriamo solo un’amicizia storica, affermiamo una comune consapevolezza e cioè che Italia e Francia sono due nazioni fondamentali per costruire un’Europa che sia davvero capace di affrontare le sfide difficili di fronte alle quali la storia le pone, ed è il compito che noi cerchiamo con umiltà ma con determinazione, di portare a termine e sul quale continueremo a lavorare insieme se possibile anche meglio di come abbiamo fatto fino ad ora.
Grazie ancora per la tua ospitalità, grazie ancora per questa giornata molto importante per le nostre relazioni.








