E5. L’intervento del Presidente Meloni (ES)

0
27

Buon pomeriggio a tutti, grazie di essere qui.

Grazie al Cancelliere Merz, grazie a Friedrich per aver immaginato questa iniziativa.

Colgo anche io l’occasione per ringraziare Keir Starmer, il Primo Ministro Starmer, per l’ottima cooperazione che abbiamo avuto in questi mesi, per l’ottima cooperazione che abbiamo avuto tra Italia e Regno Unito e tra Europa e Regno Unito. Quindi, grazie ancora Keir.

Chiaramente l’occasione ci ha offerto l’opportunità di approfondire gli strumenti che abbiamo a disposizione per rafforzare la capacità comune di rispondere alle complesse sfide che la storia ci sta mettendo di fronte, in un momento storico nel quale l’architettura di sicurezza globale sta cambiando con una velocità estrema.

Partiamo chiaramente tutti dalla stessa consapevolezza: l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di sicurezza, portando avanti con decisione il cammino che ha intrapreso per una componente europea più solida dell’Alleanza atlantica, più forte in un’ottica chiaramente di complementarietà con la colonna americana, valorizzando le eccellenze che possediamo e incentivando la nascita di una robusta base industriale europea.

Dopodiché, come sappiamo altrettanto bene, gli impegni che tutti gli Stati membri della NATO si sono assunti l’anno scorso all’Aja non riguardano solamente la difesa senso classico, riguardano e abbracciano un concetto più ampio di sicurezza, di resilienza strategica. Significa mettere al riparo le infrastrutture critiche, garantire l’approvvigionamento energetico, difendere i dati delle famiglie e delle imprese dagli attacchi cyber, significa rafforzare la capacità di risposta all’emergenza, significa proteggere i nostri confini.

Quindi, la strada che vogliamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza e quella di un’attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell’Alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che, chiaramente, è sempre più instabile e sempre più competitivo.

Significa anche che dobbiamo saper rendere ogni investimento più efficace e concreto possibile, anche per tentare di guidare l’innovazione invece che limitarci a rincorrerla, un’altra grande sfida che l’Europa può vincere. Questo è il contributo al quale l’Italia vuole partecipare, con il proprio knowhow, rafforzare l’alleanza atlantica, rendere ancora più solido il legame transatlantico che rimane uno dei pilastri costitutivi dell’unità dell’Occidente.

Nel proseguo dei lavori ci concentreremo anche sui principali dossier internazionali, a partire chiaramente da Ucraina e Medio Oriente.

Sull’Ucraina, ribadiamo il nostro impegno per una pace giusta e duratura all’interno di uno scenario che richiede prima di tutto garanzie di sicurezza efficaci per la Nazione aggredita. Ma niente è possibile se noi non continuiamo a sostenere Kiev fino a quando non sarà possibile avere una pace giusta e duratura. L’Italia, come sapete, in questo senso continua a essere impegnata, in particolare siamo impegnati per quanto riguarda le infrastrutture critiche e la resilienza energetica, fronte decisivo che il Presidente Zelensky ha rimarcato anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio europeo.

Sul Medio Oriente, la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è per tutti chiaramente un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario e di quanto sia necessario contribuire, compiere ogni sforzo per consolidare il quadro.

Restano centrali chiaramente il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali, con annessa libertà di navigazione – quindi Stretto di Hormuz -, una priorità strategica per tutti. Su questo l’Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, ferme restando ovviamente le autorizzazioni che nel caso sarebbero necessarie.

Ci aspettano quindi decisioni e appuntamenti importanti e l’Italia, come sempre, farà la propria parte. Grazie ancora Friedrich, e in bocca al lupo Keir.

Buenas tardes a todos, gracias por estar aquí.

Gracias, Canciller Merz, y gracias, Friedrich, por haber concebido esta iniciativa.

Aprovecho también esta oportunidad para agradecer al Primer Ministro Keir Starmer la excelente cooperación que hemos mantenido en los últimos meses, tanto entre Italia y el Reino Unido como entre Europa y el Reino Unido. Así pues, gracias de nuevo, Keir.

Sin duda, esta ocasión nos ha brindado la oportunidad de explorar las herramientas a nuestra disposición para fortalecer nuestra capacidad común de respuesta ante los complejos desafíos que nos plantea la historia, en un momento en que la arquitectura de seguridad global está cambiando a un ritmo vertiginoso.

Comencemos todos con la misma premisa: Europa debe asumir sus responsabilidades en materia de defensa y seguridad, perseverando en el camino emprendido hacia un componente europeo más sólido de la Alianza Atlántica, más fuerte y con un claro enfoque en la complementariedad con el pilar estadounidense, aprovechando nuestras fortalezas actuales y fomentando la creación de una sólida base industrial europea.

Además, como bien sabemos, los compromisos que todos los Estados miembros de la OTAN asumieron el año pasado en La Haya no se limitan a la defensa en el sentido tradicional; abarcan un concepto más amplio de seguridad y resiliencia estratégica.

Esto implica proteger las infraestructuras críticas, garantizar el suministro energético, proteger los datos de familias y empresas frente a los ciberataques, fortalecer nuestra capacidad de respuesta ante emergencias y proteger nuestras fronteras.

Por lo tanto, el camino que deseamos seguir es el de un enfoque multidimensional del concepto de defensa y seguridad, y la atención a todos los aspectos de la Alianza para proteger nuestra libertad y soberanía frente a las amenazas y los riesgos sistémicos de un mundo cada vez más inestable y competitivo.

Esto también significa que debemos ser capaces de hacer que cada inversión sea lo más eficaz y concreta posible, e impulsar la innovación en lugar de simplemente perseguirla, otro gran reto que Europa puede superar.

Esta es la contribución que Italia desea aportar, con su experiencia, para fortalecer la Alianza Atlántica y consolidar aún más el vínculo transatlántico, que sigue siendo uno de los pilares de la unidad occidental.

En nuestra labor continua, nos centraremos también en cuestiones internacionales clave, comenzando claramente con Ucrania y Oriente Medio.

Respecto a Ucrania, reiteramos nuestro compromiso con una paz justa y duradera en un contexto que exige, ante todo, garantías de seguridad efectivas para la nación atacada.

Sin embargo, nada será posible si no seguimos apoyando a Kiev hasta que se alcance una paz justa y duradera. Italia, como saben, mantiene su compromiso con este fin; estamos particularmente comprometidos con la infraestructura crítica y la resiliencia energética, una cuestión crucial que el presidente Zelensky destacó recientemente durante la cumbre del G7 y el Consejo Europeo.

En cuanto a Oriente Medio, la firma del Memorando de Entendimiento entre Estados Unidos e Irán es, sin duda, una señal muy positiva para todos, pero somos conscientes de la precariedad del contexto y de la necesidad de contribuir y hacer todo lo posible por consolidar el marco.

La cuestión nuclear, la estabilidad regional y la seguridad de las rutas marítimas internacionales, incluida la libertad de navegación —el estrecho de Ormuz—, siguen siendo, sin duda, fundamentales y una prioridad estratégica para todos. Italia ya ha ofrecido su apoyo en este asunto, sujeto, por supuesto, a las autorizaciones necesarias.

Por lo tanto, nos esperan decisiones y reuniones importantes, e Italia, como siempre, hará lo que le corresponde.

Gracias de nuevo, Friedrich, y mucha suerte, Keir.