Il Presidente Meloni al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (ES)

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Buon pomeriggio a tutti, grazie di essere qui. Saluto e ringrazio il Ministro Nordio, il Ministro Piantedosi, la Presidente Colosimo, il Sindaco Lagalla, i Prefetti Pisani e Mariani, i Generali Longo e De Gennaro, il Procuratore De Lucia, il Questore Calvino. Insomma, ringrazio e saluto tutte le autorità che sono presenti. Siamo qui per fare il punto sull’impegno che lo Stato e le istituzioni a ogni livello stanno portando avanti per garantire la sicurezza di questo territorio, per individuare insieme le soluzioni più efficaci per continuare ad affrontare, dare risposte ai problemi che sono più urgenti per i cittadini di Palermo.

Il Ministro Piantedosi, che ringrazio, ha già presieduto questo Comitato poco meno di un mese fa. Oggi il Comitato torna a riunirsi e io ho scelto di esserci perché la sicurezza dei cittadini si costruisce soprattutto dialogando con i territori, soprattutto dialogando con coloro che su quei territori garantiscono la sicurezza. Ma sono qui anche per ribadire, ancora una volta, che questa città e i suoi cittadini sono al centro dell’azione del governo delle istituzioni. Lo facciamo in una giornata che per Palermo e non solamente ha un valore particolare. Noi saremo tra poco al Museo del Presente per scoprire la Fiat croma bianca su cui il 23 maggio del 1992 viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Giuseppe Costanza. Quell’auto che era custodita fino ad oggi nella scuola di formazione della Polizia Penitenziaria a Roma, adesso è stata ceduta temporaneamente alla Fondazione Falcone ed è un gesto che ha un valore simbolico molto, molto importante per il quale devo ovviamente ringraziare il Ministro Nordio.

È una giornata importante in una settimana importante che, come voi sapete meglio di me, si conclude con il 34esimo anniversario della strage di Via D’Amelio che uccise il Giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta, uomini e donne. Una giornata che chiaramente ci consegna una responsabilità ancora più forte, perché questa è una città che con la sua storia ha contribuito alla identità, alla coscienza civile della nostra Nazione nel suo complesso. È un luogo in cui lo Stato ha dimostrato, più forse che in ogni altro luogo, la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di non essere disposto ad indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. Ed è un messaggio che chiaramente noi raccogliamo e proviamo a rilanciare, proviamo a ribadire con la stessa determinazione anche oggi, non solamente celebrando chiaramente i nostri eroi del passato, ma anche provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell’esempio e di quell’insegnamento.

Sappiamo bene che cosa è accaduto di recente in alcune zone di questa città, in particolare nella periferia nordovest in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni ai commercianti e agli imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini. Sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare. E allora io sono qui anche e soprattutto per dire grazie, perché lo Stato non è rimasto a guardare. Proprio nelle scorse ore, i carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, ai quali chiaramente va il nostro ringraziamento, hanno eseguito il fermo di 22 persone, poi diventate 24, se non vado errata, ritenute protagoniste dell’escalation criminale degli ultimi mesi.

Quindi gli autori mandanti degli attentati e delle intimidazioni che da novembre scorso hanno terrorizzato il mandamento di Tommaso Natale San Lorenzo, sono le stesse mani che avevano riportato i kalashnikov nelle strade di questa città. Un’indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore De Lucia, con accuse che rivano fino all’estorsione, alla detenzione di armi da guerra aggravate dal metodo mafioso.

Insomma, è un segnale che io considero inequivocabile, particolarmente bello perché arriva in questa settimana. Chi pensa di riportare Palermo indietro, chi pensa di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà di fronte a sé uno Stato determinato che reagisce e che colpisce.
E di questo io devo ringraziare il Procuratore De Lucia, tutti i magistrati, gli inquirenti, tutte le forze dell’ordine. Quindi questo tavolo, diciamo, nella sua complessità. E voglio ricordare che accanto a queste indagini lo Stato ha agito subito anche sul territorio.

Il Prefetto Mariani, che pure ringrazio, ha disposto l’istituzione delle zone rosse a Sferracavallo, allo Zen, i quartieri che sono più esposti a questi fenomeni, il Ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio, sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi, il Ministero dell’interno insieme al Prefetto Pisani, ha individuato ulteriori risorse per l’assunzione di personale della Polizia Locale per l’attività straordinaria di controllo, ai 9 milioni di euro che sono stati già assegnati a Palermo e ai comuni dell’area metropolitana, se ne aggiungeranno altri 6 e sono chiaramente risorse molto preziose che servono a finanziare i progetti di sicurezza urbana e di potenziamento dei presidi sul territorio.

In particolare, partirà tra poco la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone che sono più a rischio della città. Telecamere che sono gestite direttamente dalla squadra mobile per prevenire e per reprimere i reati.
Penso che siano segnali importanti di una capacità, soprattutto che c’è, di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale e costante che, dal mio punto di vista, va ancora rafforzata e che siamo qui per ragionare di come rafforzare ancora insieme anche per continuare a garantire il massimo sostegno alle vittime delle intimidazioni del racket. Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia sole le persone per bene, quelle che ogni giorno si rimboccano le maniche per creare ricchezza e lavoro in questo territorio.

Però, io penso però io penso che possiamo riuscire a fare di più, che possiamo riuscire a fare ancora meglio. Allora, penso che l’obiettivo di questo comitato dovrebbe essere quello di fissarsi come obiettivo: trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un’operazione straordinaria di controllo e di presidio fisso del territorio a partire dai quartieri che sono più a rischio. Penso, soprattutto, allo Zen, ma non solamente. Presidio che si può garantire ovviamente con le forze di polizia, ma non solamente, forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell’esercito in operazioni congiunte, se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano strade sicure.

E penso che questo sia il passo successivo che possiamo fare per rafforzare ancora di più un lavoro importante che è stato fatto e che è necessario per stroncare l’escalation di violenza che una parte di questo territorio sta vivendo, mandare avanti un lavoro del quale dobbiamo andare fieri.
Dal 2023 a oggi, qui a Palermo, sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, comprese quelle nelle stazioni ferroviarie. Sono stati impiegate oltre 3000 unità di forze di polizia, sono state controllate più di 14000 persone, con le zone rosse sono state controllate circa 45000 persone, di cui quasi 3500 stranieri, allontanando i soggetti che sono stati ritenuti pericolosi con precedenti di polizia.

Negli ultimi quattro anni nella città metropolitana di Palermo i beni confiscati alla mafia, che sono stati restituiti alla collettività, trasferiti agli enti locali, sono cresciuti di quasi il 60%, 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all’emergenza abitativa, cioè la ricchezza strappata alle mafie torna nella disponibilità della collettività per aiutare i problemi delle famiglie, particolarmente di quelle più fragili.

Lo Stato non ha qui abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione.

Dobbiamo insistere evolvendo, anche perché chiaramente le mafie cambiano, investono nell’economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo, e per questo è fondamentale anche continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni che sono impegnate su questo fronte. Quindi io sono qui soprattutto per dire grazie a voi, e con voi, per dare un messaggio chiaro, e cioè che a Palermo lo Stato c’è e vuole essere sempre più presente con determinazione, certo con umiltà, ma con costanza e con determinazione senza mai indietreggiare, perché questo è il modo più serio che conosciamo di onorare la memoria di chi ha dato la vita per la libertà, per la legalità in territori come questo.

Quindi davvero grazie.

Buenas tardes a todos, gracias por estar aquí. Saludo y agradezco al Ministro Nordio, al Ministro Piantedosi, al Presidente Colosimo, al Alcalde Lagalla, a los Prefectos Pisani y Mariani, a los Generales Longo y De Gennaro, al Fiscal De Lucia y al Comisario de Policía Calvino. En resumen, agradezco y saludo a todas las autoridades presentes.

Nos reunimos para revisar los esfuerzos del Estado y de las instituciones en todos los niveles para garantizar la seguridad de esta región, e identificar conjuntamente las soluciones más efectivas para seguir abordando y respondiendo a los problemas más acuciantes que enfrentan los ciudadanos de Palermo.

El Ministro Piantedosi, a quien agradezco, presidió esta Comisión hace poco menos de un mes. Hoy, la Comisión se reúne nuevamente, y he decidido estar presente porque la seguridad de los ciudadanos se construye principalmente a través del diálogo con las comunidades locales, especialmente con quienes velan por la seguridad en ellas. Pero también estoy aquí para reiterar, una vez más, que esta ciudad y sus ciudadanos son el centro de las acciones del gobierno. Nos reunimos en un día de especial significado para Palermo y para toda la región. Pronto visitaremos el Museo del Presente para descubrir el Fiat Croma blanco en el que viajaban Giovanni Falcone, Francesca Morvillo y Giuseppe Costanza el 23 de mayo de 1992. Ese coche, que hasta ahora se conservaba en la escuela de formación de la Policía Penitenciaria de Roma, ha sido donado temporalmente a la Fundación Falcone. Este gesto tiene un profundo valor simbólico, por el que, obviamente, debo agradecer al Ministro Nordio.

Es un día importante en una semana importante que, como bien saben, concluye con el 34.º aniversario de la masacre de Via d’Amelio, en la que murieron el juez Paolo Borsellino y cinco de sus escoltas, hombres y mujeres. Es un día que, sin duda, nos impone una responsabilidad aún mayor, porque esta es una ciudad cuya historia ha contribuido a la identidad y la conciencia cívica de nuestra nación en su conjunto. Es un lugar donde el Estado ha demostrado, quizás más que en ningún otro sitio, su capacidad para no ceder ante las dificultades más extremas, para no retroceder ante la violencia de la mafia. Es un mensaje que abrazamos con convicción y que nos esforzamos por reiterar hoy con la misma determinación, no solo honrando a nuestros héroes del pasado, sino también tratando de comprender cómo podemos contribuir a estar a la altura de su ejemplo y de esa lección.

Somos plenamente conscientes de lo ocurrido recientemente en algunas zonas de esta ciudad, especialmente en las afueras del noroeste de varias localidades costeras, desde Isola delle Femmine hasta Capaci y Carini: el incendio provocado por Kalashnikov, la intimidación a comerciantes y empresarios, la quema de depósitos de gasolina para aterrorizar a la ciudadanía. Son imágenes que no veíamos desde hace mucho tiempo, pero que no estamos dispuestos a tolerar. Por eso estoy aquí, sobre todo, para dar las gracias, porque el Estado no se ha quedado de brazos cruzados. En las últimas horas, los Carabinieri de la Comandancia Provincial de Palermo, a quienes expresamos nuestro agradecimiento, detuvieron a 22 personas, cifra que posteriormente elevó a 24, si no me equivoco, consideradas figuras clave en la escalada delictiva de los últimos meses.

Así pues, los autores de los ataques e intimidaciones que han aterrorizado el barrio Tommaso Natale San Lorenzo desde noviembre pasado son los mismos que reintrodujeron los Kalashnikov en las calles de esta ciudad. La investigación, coordinada por la Dirección Antimafia del Distrito y dirigida por el fiscal De Lucia, abarca cargos que van desde la extorsión hasta la posesión de armas de guerra con el agravante de métodos mafiosos.

En definitiva, se trata de una señal que considero inequívoca, especialmente positiva por producirse esta semana. Quien crea que puede volver a Palermo, quien crea que puede aterrorizar a quienes trabajan honradamente, se encontrará con un Estado decidido que reacciona y contraataca.
Y por ello, debo agradecer al fiscal De Lucia, a todos los magistrados, a los investigadores y a todos los organismos encargados de hacer cumplir la ley. En resumen, esta mesa redonda, con toda su complejidad. Y quiero destacar que, paralelamente a estas investigaciones, el Estado también tomó medidas inmediatas sobre el terreno.

El prefecto Mariani, a quien también agradezco su labor, ha establecido zonas rojas en Sferracavallo y Zen, los barrios más expuestos a estos fenómenos. El ministro Piantedosi ha destinado 90 agentes adicionales para patrullar la zona, sumándose a los 850 ya asignados desde 2025 hasta la fecha. El Ministerio del Interior, junto con el prefecto Pisani, ha identificado recursos adicionales para la contratación de personal de la Policía Local para actividades de control extraordinarias. A los 9 millones de euros ya asignados a Palermo y los municipios del área metropolitana, se añadirán otros 6 millones, recursos claramente muy valiosos necesarios para financiar proyectos de seguridad urbana y reforzar la presencia policial local.

En particular, próximamente comenzarán las pruebas de sistemas de videovigilancia con fines de investigación en las zonas de mayor riesgo de la ciudad. Estas cámaras son gestionadas directamente por la Brigada Móvil para la prevención y la represión del delito.

Creo que estos son indicios importantes de una capacidad, sobre todo, de trabajo en equipo, de un enfoque genuino y constante que, en mi opinión, debe reforzarse aún más. Estamos aquí para debatir cómo fortalecer esto juntos, y también para seguir garantizando el máximo apoyo a las víctimas de la intimidación por extorsión. El mensaje debe ser claro: el Estado está presente, no abandona a la gente honrada, a quienes se arremangan cada día para generar riqueza y empleo en esta zona.

Sin embargo, creo que podemos hacer más, que podemos hacerlo aún mejor. Por lo tanto, creo que el objetivo de este comité debería ser el siguiente: encontrar soluciones operativas lo antes posible para lanzar una operación extraordinaria de control y protección permanente del territorio, comenzando por los barrios más vulnerables. Pienso, sobre todo, en Zen, pero no solo en eso. Esta protección puede ser garantizada por la policía, pero no solo eso, quizás también mediante la participación de las fuerzas armadas en operaciones conjuntas. Si es necesario, también podemos intervenir en la normativa vigente sobre seguridad vial.

Y creo que este es el siguiente paso que podemos dar para fortalecer aún más el importante trabajo que se ha realizado y que es necesario para frenar la escalada de violencia que sufre parte de esta región, continuando una labor de la que debemos sentirnos orgullosos. Desde 2023, en Palermo se han llevado a cabo 118 operativos de alto impacto, incluyendo operativos en estaciones de tren. Se han desplegado más de 3.000 agentes de policía, se ha controlado a más de 14.000 personas y, contando las zonas rojas, se ha controlado a aproximadamente 45.000 personas, incluyendo a cerca de 3.500 extranjeros, expulsando a individuos considerados peligrosos con antecedentes penales. En los últimos cuatro años, en el área metropolitana de Palermo, los bienes confiscados a la mafia, que han sido devueltos a la comunidad y transferidos a las autoridades locales, han aumentado casi un 60%. 128 propiedades confiscadas se han destinado principalmente a cubrir necesidades de vivienda. Es decir, la riqueza incautada a la mafia se devuelve a la comunidad para ayudar a las familias, especialmente a las más vulnerables.

El Estado no ha bajado la guardia; continúa combatiendo al crimen organizado en sus intereses económicos, sus estructuras y su capacidad de intimidación. Debemos perseverar en la evolución, también porque las mafias están cambiando claramente, invirtiendo en la economía legal, explotando nuevas tecnologías, buscando nuevas vías de infiltración y nuevas herramientas para influir en el tejido productivo. Por lo tanto, es fundamental seguir fortaleciendo los instrumentos de investigación y apoyando la labor de todas las instituciones que trabajan en este ámbito.

Así pues, estoy aquí, sobre todo, para darles las gracias y, junto a ustedes, para enviar un mensaje claro: que el Estado está presente en Palermo y quiere estar cada vez más presente, con determinación —con humildad, por supuesto, pero con perseverancia y firmeza, sin ceder jamás—. Esta es la forma más seria que conocemos de honrar la memoria de quienes dieron su vida por la libertad y la legalidad en zonas como esta.

Así pues, muchas gracias de corazón.