Chiesa missionaria: alla scoperta della bellezza delle vocazioni di fronte a un cambiamento epocale

0
540

Chiesa missionaria: alla scoperta della bellezza delle vocazioni di fronte a un cambiamento epocale

I giovani chiedono a gran voce una Chiesa autentica, luminosa, trasparente, e gioiosa. “Solo una Chiesa di santi può essere all’altezza di tale esigenza”

È tutto pronto per l’inizio del primo Simposio dal titolo “Uomo-donna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni” che si terrà dal 1 al 2 marzo in Vaticano. L’incontro, organizzato dal Centre de Recerche et d’Anthropologie des Vocations, vedrà la partecipazione di Papa Francesco e del Cardinal Marc Ouellet, Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi. Questa iniziativa, seconda tappa di un appuntamento iniziato nel 2022 con il Simposio “Teologia fondamentale del Sacerdozio”, rappresenta un motivo di speranza e impegno vocazionale di fronte a una società sempre più secolarizzata, un’occasione per approfondire i temi dell’antropologia cristiana come il matrimonio, il sacerdozio e la vita consacrata, tenendo conto soprattutto delle sfide poste dal mondo contemporaneo.

La giornata di riflessione, aperta a tutti, vedrà la partecipazione di numerosi esperti della Sacra Scrittura, filosofia e teologia, con una chiamata alle scienze umane e alla pedagogia per rispondere alla domanda “A chi è diretta la chiamata di Dio?”

Il cardinale Marc Ouellet sottolinea l’urgenza di una più attiva partecipazione dei fedeli nella vita della Chiesa, per generare “una più profonda comunione ecclesiale che incide sulla missione”, come intende riflettere l’attuale Sinodo. Le nostre società vivono esperienze comuni quali la solitudine, l’individualismo, il consumismo eccessivo, le dipendenze multiple, i suicidi, ecc – spiega Ouellet – fenomeni che trovano le loro radici nella crisi della famiglia, nella scomparsa di validi punti di riferimento, acuiti da un’indifferenza globalizzata, dalle ideologie e da una crisi generalizzata della speranza”.

Il Simposio pone diversi interrogativi all’alba di un salto qualitativo per la specie umana sulla cuspide di una mutazione transumanista resa possibile dalla tecno-scienza e dall’eccesso di comunicazione, e stimolata dalla proliferazione di esperimenti biomolecolari, transgender e spaziali. Tutte le ipotesi sembrano aperte, se non fosse che è fin troppo facile dimenticare che la stragrande maggioranza degli esseri umani vive in condizioni sub-umane, che le folle vengono gettate sulle rotte migratorie da pressioni climatiche o di altro tipo, che lo scoppio di conflitti multipli e il riarmo generale sfidano la ragione etica.

Le tendenze culturali contemporanee, che sollevano attualmente molte domande e incertezze sull’identità umana e cristiana necessitano – racconta Ouellet – di “una Chiesa sinodale in cui le vocazioni abbiano il dovere di essere accoglienti verso tutti che potrà crescere nella misura in cui andrà oltre la discussione delle idee, per incoraggiare l’impegno delle persone e delle vocazioni”.

Durante l’ultima Giornata mondiale della Gioventù i giovani hanno chiesto a gran voce una Chiesa autentica, luminosa, trasparente, gioiosa: “Solo una Chiesa di santi può essere all’altezza di tale esigenza!”. La cultura del provvisorio – che favorisce un prolungamento indefinito dell’adolescenza e il rinvio delle decisioni – e la paura del definitivo, generano una sorta di paralisi decisionale”. Inoltre, “non sempre le famiglie educano i figli al futuro con una logica vocazionale. A volte, la ricerca del prestigio sociale o del successo personale, l’ambizione dei genitori o la tendenza a determinare le scelte dei figli, invadono lo spazio del discernimento e condizionano le decisioni.

Davanti al cambiamento epocale, il Simposio chiede che non si può più sognare un ritorno a uno stato di cose precedente, dopo una “tregua” e un superamento dell’attuale “crisi”. Dobbiamo pensare al futuro del cristianesimo in altri termini, dove i cristiani possano trovare un nuovo paradigma per testimoniare la loro identità.