Papa Francesco: la cura al tempo del coronavirus

0

Città semi deserte, strade vuote, scuole, università, negozi chiusi, crollo delle borse, e presidio costante della polizia. Una metamorfosi mai vista, dopo l’ulteriore stretta voluta dal governo per frenare l’epidemia del coronavirus. Un’Italia blindata, congelata, a zona rossa, con oltre 18mila contagiati. Il premier Conte in un video messaggio manda un appello forte agli Italiani affinché tutti rispettino regole e prescrizioni, ma, aggiunge, qualunque cosa succeda “L’Italia ce la farà”. Per combattere il Covid19 ci sono state nell’ultimo decreto misure più restrittive: rimanere a casa, limitare al minimo gli spostamenti, e uscire solo per necessità, queste le parole d’ordine. Ma l’obiettivo è cercare di contenere i contagi che stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale, con un picco di ricoveri e di pazienti nelle terapie intensive. Un virus che fa il giro del mondo. Il numero di persone infette aumenta ogni ora. Il contagio si diffonde a macchia d’olio in tutta Europa, epicentro della pandemia. L’Organizzazione mondiale della Sanità dichiara lo stato di pandemia per la diffusione in 110 Paesi al mondo del coronavirus, che finora ha provocato più di 5.000 morti.

Nonostante tutto, c’è un’altra curva in Italia: quella della solidarietà, in aumento. Le guerre si vincono in trincea, in questo caso negli ospedali. C’è anche l’altro fronte: tenere alto il morale della gente, di chi è chiamato al lavoro e di quelli che rimangono a casa.  Papa Francesco nell’introduzione in una delle messe di questi giorni via streaming a Santa Marta prega affinché i pastori “Non lascino solo il Santo popolo fedele di Dio”, senza parole e sacramenti. Senza la possibilità di pregare. Chiede ai vescovi di valutare bene cosa fare in questa crisi perché “le misure drastiche non sempre sono buone”. Papa Francesco vuole una Chiesa presente, capace sì di pensare alla salute del corpo, ma con un’attenzione particolare alla salute dello spirito, dell’anima, andando in soccorso ai fedeli in questo momento difficile. Vuole pastori vicini ai parrocchiani, presenti nella solitudine di chi non ha nessuno con cui parlare, o vicini a chi non ha speranza nel futuro, nei letti degli ospedali, o nel dare l’ultimo addio ad un caro scomparso. Una chiesa viva, e al servizio del prossimo, senza dimenticare i feriti nell’anima. Ha affidato pochi giorni fa l’Italia alla protezione della Madre di Dio. Nel Santuario romano del Divino Amore, per la Giornata di preghiera e di digiuno, il Pontefice si rivolge con una preghiera con cui i romani hanno sempre invocato la Vergine nei momenti più difficili: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi, che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e Benedetta”. I fedeli devono essere aiutati a tirare fuori da questo “male” un bene, una crescita. Come crescere in queste settimane, in queste circostanze?  La fede, nella storia dell’umanità, ha rappresentato sempre un balsamo per l’uomo.

Segue ………..

Dejar respuesta

Please enter your comment!
Please enter your name here