🇮🇹 I Assemblea “TALITHA KUM” contro la tratta. 🇵🇪1a Asamblea “TALITHA KUM” contra la trata.

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Care sorelle,

sono veramente lieto di potervi ricevere oggi in occasione della vostra prima Assemblea Generale. Ringrazio Suor Kafka e Suor Bottani per la loro introduzione. Talitha Kum è nata nel 2001 da un’intuizione missionaria dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali, e si presenta oggi come una rete mondiale che coordina gli sforzi degli istituti di vita consacrata impegnati contro la tratta di persone. In soli dieci anni è arrivata a coordinare 52 reti di religiose presenti in più di 90 Paesi in tutti i continenti. I numeri del vostro servizio parlano chiaro: duemila operatori, più di quindicimila vittime di tratta assistite e più di duecentomila persone raggiunte con attività di prevenzione e di sensibilizzazione.

Mi congratulo per l’importante opera che state realizzando in questo ambito così complesso e così drammatico. Un’opera che unisce la missione e la collaborazione tra gli istituti. Voi avete scelto di stare in prima linea. Perciò meritano riconoscenza le numerose congregazioni che hanno lavorato e lavorano come “avanguardie” dell’azione missionaria della Chiesa contro la piaga della tratta di persone. E anche lavorare insieme: è un esempio. È un esempio per tutta la Chiesa, anche per noi: uomini, preti, vescovi… È un esempio. Andate avanti così!

Questa vostra prima assemblea si è posta come obiettivo principale la valutazione del cammino percorso e l’identificazione delle priorità missionarie per i prossimi cinque anni. Avete deciso di mettere a tema nelle varie sessioni di lavoro due questioni principali, legate al fenomeno della tratta. Da una parte, le grandi differenze che ancora segnano la condizione femminile nel mondo, derivate in prevalenza da fattori socio-culturali. Dall’altra, i limiti del modello di sviluppo neoliberista, che con la sua visione individualistica rischia di deresponsabilizzare lo Stato. Si tratta indubbiamente di sfide complesse e urgenti, che richiedono risposte adeguate ed efficaci. So che nella vostra assemblea vi siete impegnate ad individuare proposte di soluzione, evidenziando le risorse necessarie per realizzarle. Apprezzo questo lavoro di progettazione pastorale in vista di un’assistenza più qualificata e proficua alle Chiese locali.

Seppure importanti, queste non sono le uniche sfide che ci troviamo ad affrontare. La Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha recentemente pubblicato gli “Orientamenti Pastorali sulla Tratta di Persone”, un documento che esplicita la complessità delle sfide di oggi e offre indicazioni chiare per tutti gli operatori pastorali che vogliano impegnarsi in questo ambito.

Voglio rinnovare il mio incoraggiamento a tutti gli istituti femminili di vita consacrata che hanno disposto e sostenuto l’impegno delle loro suore nella lotta contro la tratta e nell’assistenza delle vittime. Mentre vi invito a dare continuità a questo impegno, rivolgo il mio appello anche ad altre congregazioni religiose, sia femminili sia maschili, affinché aderiscano a quest’opera missionaria, mettendo a servizio personale e risorse così da poter raggiungere ogni luogo. Auspico, inoltre, che si moltiplichino le fondazioni e i benefattori che assicurano il loro generoso e disinteressato sostegno alle vostre attività. Riguardo a questo invito ad altre congregazioni religiose, penso ai problemi che hanno tante congregazioni, e forse alcune, sia femminili sia maschili, potranno dirvi: “Noi abbiamo tanti problemi da risolvere all’interno, non possiamo…”. Dite loro che il Papa ha detto che i problemi “all’interno” si risolvono uscendo sulla strada, così che entri l’aria fresca.

Considerando la portata delle sfide poste della tratta, è necessario promuovere un impegno sinergico da parte delle diverse realtà ecclesiali. Se da una parte la responsabilità pastorale è essenzialmente affidata alle Chiese locali e agli Ordinari, dall’altra è auspicabile che questi ultimi sappiano coinvolgere nella progettazione e nell’azione pastorale le congregazioni religiose femminili e maschili e le organizzazioni cattoliche presenti nel loro territorio, così da rendere più tempestiva ed efficace l’opera della Chiesa.

Nella lotta contro la tratta le congregazioni religiose stanno realizzando in modo esemplare il loro compito di animazione carismatica delle Chiese locali. Le vostre intuizioni e iniziative pastorali hanno tracciato la via di una risposta ecclesiale urgente ed efficace. Voglio però ribadire che «il cammino della vita consacrata, sia femminile sia maschile, è il cammino dell’inserimento ecclesiale». È il cammino che lo Spirito Santo ha fatto: è l’Autore del “disordine”nella Chiesa, con tanti carismi, e allo stesso momento è l’Autore dell’armonia nella Chiesa. Un cammino di ricchezza. E questo è essere nella Chiesa, con i doni dello Spirito Santo: è la libertà dello Spirito. E se qualcuno di voi ha dei dubbi, prenda gli Atti degli Apostoli e veda quale creatività ha lo Spirito, quando i credenti hanno il coraggio di uscire dalla Sinagoga, di andare fuori. «Fuori dalla Chiesa– di questa Chiesa – e in parallelo con la Chiesa locale, le cose non funzionano» (ibid.). Ma questa Chiesa, ricca di tanti carismi, è quella che ci darà la forza.

Care sorelle, vi benedico e affido alla Vergine Maria i vostri buoni propositi per il futuro; e vi assicuro un ricordo nella preghiera. E anche voi, non dimenticatevi di pregare per me, perché ne ho bisogno. E mi permetto un consiglio finale. Mai concludere la giornata senza pensare allo sguardo di una delle vittime che avete conosciuto: questa sarà una bella preghiera. Grazie.

Queridas Hermanas,

Estoy realmente complacido de poderlas recibir hoy con ocasión de su primera Asamblea General. Agradezco a la hermana Kafka y a la hermana Bottani por su presentación. Talitha Kum nació en 2001 de una intuición misionera de la Unión Internacional de Superiores Generales, y se presenta hoy como una red mundial que coordina los esfuerzos de los institutos de vida consagrada comprometidos contra la trata de personas. En solo diez años ha llegado a coordinar 52 redes religiosas presentes en más de 90 países en todos los continentes. Los números de su servicio hablan por sí mismos: dos mil operadores, más de quince mil víctimas de trata asistidas y más de doscientas mil personas alcanzaron actividades de prevención y sensibilización.

Les felicito por el importante trabajo que están haciendo en esta área tan compleja y dramática. Un trabajo que combina la misión y la colaboración entre institutos. Ustedes han elegido estar en primera línea. Por lo tanto, las numerosas congregaciones que han trabajado y trabajan como “vanguardias” de la acción misionera de la Iglesia contra el flagelo de la trata de personas merecen gratitud. Y también trabajar juntos: es un ejemplo. Es un ejemplo para toda la Iglesia, también para nosotros: hombres, sacerdotes, obispos … Es un ejemplo. ¡Sigan así!

Esta su primera asamblea se han fijado como objetivo principal la evaluación del camino recorrido y la identificación de las prioridades misioneras para los próximos cinco años. Han decidido discutir dos cuestiones principales relacionadas con el fenómeno de la trata en las diversas sesiones de trabajo. Por un lado, las grandes diferencias que aún marcan la condición de la mujer en el mundo, derivadas principalmente de factores socioculturales. Por otro lado, los límites del modelo de desarrollo neoliberal, que con su visión individualista corre el riesgo de desresponsabilizar al Estado. Sin duda, son desafíos complejos y urgentes que requieren respuestas adecuadas y efectivas. Sé que en su asamblea se han comprometido a identificar soluciones, destacando los recursos necesarios para llevarlas a cabo. Aprecio este trabajo de planificación pastoral con miras a una asistencia más calificada y fructífera a las Iglesias locales.

Si bien es importante, estos no son los únicos desafíos que enfrentamos. La Sección de Migrantes y Refugiados del Departamento para el Servicio Integral de Desarrollo Humano ha publicado recientemente las “Directrices pastorales sobre la trata de personas”, un documento que explica la complejidad de los desafíos actuales y ofrece indicaciones claras para todos los trabajadores pastorales que desean participar este ámbito.

Quiero renovar mi aliento a todas las instituciones femeninas de vida consagrada que han organizado y apoyado el compromiso de sus hermanas en la lucha contra la trata y en ayudar a las víctimas. Al invitarles a dar continuidad a este compromiso, también hago un llamado a otras congregaciones religiosas, tanto femeninas como masculinas, para que adhieran a esta obra misionera, poniendo servicios y recursos personales para que puedan llegar a todos los lugares. También espero que las fundaciones y los benefactores se multipliquen y garanticen su apoyo generoso y desinteresado para sus actividades. Con respecto a esta invitación a otras congregaciones religiosas, pienso en los problemas que tienen muchas congregaciones, y tal vez algunas, tanto mujeres como hombres, podrán decirles: “Tenemos tantos problemas que resolver por dentro que no podemos …”. Dígales que el Papa dijo que los problemas “internos” se resuelven saliendo a la calle, para que entre aire fresco.

Teniendo en cuenta el alcance de los desafíos que plantea la trata, es necesario promover un compromiso sinérgico por parte de las diferentes realidades eclesiales. Mientras que, por un lado, la responsabilidad pastoral se confía esencialmente a las Iglesias y Ordinarios locales, por el otro, es deseable que estos sepan cómo involucrar a las congregaciones religiosas masculinas y femeninas y a las organizaciones católicas presentes en su territorio en la planificación y la acción pastoral. para hacer el trabajo de la Iglesia más oportuno y efectivo.

En la lucha contra la trata, las congregaciones religiosas están cumpliendo su tarea de animación carismática de las Iglesias locales de una manera ejemplar. Sus intuiciones e iniciativas pastorales han allanado el camino para una respuesta eclesial urgente y efectiva. Sin embargo, quiero reiterar que “el viaje de la vida consagrada, tanto femenina como masculina, es el camino de la inserción eclesial”. Es el camino que ha hecho el Espíritu Santo: es el Autor del “desorden” en la Iglesia, con muchos carismas, y al mismo tiempo es el Autor de la armonía en la Iglesia. Un camino de riqueza. Y esto es estar en la Iglesia, con los dones del Espíritu Santo: es la libertad del Espíritu. Y si alguno de ustedes tiene dudas, tome los Hechos de los Apóstoles y vea qué creatividad tiene el Espíritu, cuando los creyentes tienen el coraje de abandonar la Sinagoga, para salir. “Fuera de la Iglesia, de esta Iglesia, y en paralelo con la Iglesia local, las cosas no funcionan”(ibid.). Pero esta Iglesia, rica en tantos carismas, es la que nos dará fuerzas.

Queridas hermanas, les bendigo y confío sus buenas intenciones para el futuro a la Virgen María; y les aseguro un recuerdo en la oración. Y ustedes también, no olviden de rezar por mí, porque lo necesito. Y me permito un consejo final. Nunca termines el día sin pensar en la mirada de una de las víctimas que has conocido: esta será una hermosa oración. Gracias.

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