Prof. Giovanni Mottini, per cambiare l’Africa innanzitutto dobbiamo cambiare noi

0
45

Abbiamo intervistato il professor Giovanni Mottini, infettivologo, esperto di cooperazione internazionale del Campus Biomedico e presidente del Comitato scientifico culturale di Harambee-Africa.org che ha come missione la promozione umana e sociale.

Perché Papa Francesco sta andando in questi tre paesi?

Papa Francesco vede un futuro in Africa, un futuro autentico, che mette al centro l’essere umano, che in quella parte del mondo è stato calpestato finora. Da buon pastore, al centro della sua attenzione ci saranno le piccole chiese. Il pontefice porterà un messaggio vero, che altri non portano, gli altri vedono l’Africa come un futuro mercato. Da lì a pensare che l’Africa avrà un ruolo importante nel futuro del pianeta rischia di essere una scontatezza. È chiaro che questa è una sfida gigantesca. Se vogliamo vedere nella pratica, l’educazione è la chiave di volta, sicuramente molto difficile, molto ardua da proporre, perché chi decide le sorti del mondo non mette l’educazione al primo posto, ma mette l’economia, il mercato. Poi per cambiare l’Africa innanzitutto dobbiamo cambiare noi, dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento della cultura occidentale nei confronti di questo continente. Noi per anni abbiamo esportato in Africa solo i nostri difetti, non le nostre qualità.

Cosa si aspetta il popolo africano da Papa Francesco?

Gli Africani vedono Papa Francesco come un padre, in questo si vede ancora molta spontaneità, come è caratteristico in questi paesi, però Il limite è che non comprenderanno del tutto la sua missione. È un messaggio che sicuramente verrà accolto con grande entusiasmo, ma che rischia di non avere radici profonde. Ma dobbiamo anche dire che c’è stato un lavoro eroico e straordinario dai missionari che dà molti anni hanno professato la nostra fede in questi paesi. La loro presenza è vista con molta positività.

Come definirebbe la fede del popolo africano?

Se vogliamo definire la fede del popolo africano possiamo dire che è molto giovane, possiamo dire che è una fede molta genuina e molta sincera, la fede nativa, perché l’Africano è naturalmente religioso, come in realtà è naturalmente religioso l’uomo. Solo che in quel contesto lo percepisci di più. Non ci sono le nostre soprastrutture culturali, filosofiche che interferiscono sulla fede. Loro sanno perfettamente che c’è un Dio che veglia su tutto e a cui fare riferimento, motivo per cui hanno un forte legame con la religione.

Ma quando parliamo di una fede giovane, genuina in Africa, a cosa si riferisce?

Quando diciamo che è una fede giovane, vogliamo dire che non è una fede completamente matura, e le interferenze sono legate soprattutto al mondo tribale da cui provengono. Come dottore, posso dire che alcune malattie ancora vengono viste come una punizione, maledizione, questo è molto forte. Quindi diventa una fede molto facilmente influenzabile. Anche il livello della preparazione dottrinale è decisamente modesta. Ora se non c’è un’educazione, se le scuole sono scadenti, parlo soprattutto dell’educazione ai bambini fra i 5 e 10 anni, dove il futuro di una nazione se gioca proprio in quell’età, avremo persone che continueranno magari ad essere buone, ma che non hanno gli strumenti intellettivi per tradurre questa bontà in atti buoni.

Perché la visita di Papa Francesco sarà un momento di approfondimento sulla fede?

Se per chiesa intendiamo chi rappresenta la chiesa come gerarchia allora i problemi ci sono. I ministri risentono alcune carenze culturali e dottrinali. A noi potrà sembrerà scandaloso, ma ci sono alcuni sacerdoti cattolici che hanno una mentalità ancora animista. Ci sono grossi problemi di moralità, il fatto che un sacerdote possa avere “moglie e figli” ed essere se vogliamo “coppia di fatto” siamo arrivati al punto che non scandalizza più. È vero, noi occidentali spesso ci scandalizziamo su alcune costumi africani… Ai miei studenti dico sempre: “Quando vedi qualcosa in Africa che ti scandalizza devi pensare a come saresti tu se fossi cresciuto in quel contesto e in quella situazione…saresti come loro! Perché dobbiamo tenere presente che molti africani hanno avuto talmente poco dalla vita, e a volte deformato, che per quale motivo dovrebbero essere diversi dà ciò che sono? Questo ti aiuta a capirli, ti aiuta ad aiutarli, a fare qualcosa di utile per loro. Non serve scandalizzarsi. Si alimenta anche la strategia di chi non vuole bene alla chiesa. I ministri sanno, per la formazione che hanno ricevuto, cosa è il sacramento dell’ordine, il celibato, sanno anche che le scelte personali non sono in linea con il sacerdozio e che la loro condotta non è corretta. Ma purtroppo questo è dovuto ad una fede poco consapevole, non interiorizzata, non c’è una fede matura, non hanno mai assimilato fino in fondo magari la scelta che hanno compiuto. Penso che il Papa è capace di una paternità che saprà correggere senza ferire, perché guidato dall’amore e non dall’intento di giudicare.

Qual è la situazione della cooperazione?

I passati decenni di cooperazione, sviluppo, imprenditoria verso l’Africa non hanno avuto successo. La necessità di una revisione critica profonda dell’impegno per lo sviluppo, non solo nei suoi mezzi ma anche nello spirito che lo anima. Si è tutti d’accordo nella constatazione che il modello assistenziale non può rappresentare la strada per l’affrancamento dei popoli dall’indigenza. La precondizione facilitatrice per la salute umana è il rispetto e la promozione dei diritti umani. Se migliorano le condizioni di vita della gente migliora anche la loro salute. Quindi la situazione non è affatto migliorata, anzi oggi stiamo ancora in una logica di vero sfruttamento.  Fino a che gli africani non saranno messi nelle condizioni di costruirsi il proprio futuro; e ciò passa attraverso una educazione che permetta loro di pensare e progettare con libertà. Cioè meno gli africani pensano, più il mercato africano sarà fiorente per chi africano non è . L’Occidente si è mascherato per anni dietro una forma di solidarietà che è stata per molti versi inautentica; perché troppo centrata sul fare e sul costruire e poco attenta alla vera promozione della persona.

https://www.harambee-africa.org

Dejar respuesta

Please enter your comment!
Please enter your name here