SINODO/ AHI AHI… ARRANCA LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA?– di GIUSEPPE RUSCONI

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Nuestro Columnista y Vaticanista, Giuseppe Rusconi,  nos hace conocer el comportamiento de los miembros del Sínodo sobre las Familias que se está llevando a cabo en el Vaticano. Los conservadores y los progresistas, los círculos y sus posiciones. Todo ello por tratar de acercar más la Iglesia a la sociedad y la relación de ésta con la Familia, denominada la célula de la sociedad, desde el matrimonio entre hombre y mujer, el concepto de familia, la relación entre el hombre y la mujer. Temas muy vivos, como nos indica Giuseppe Rusconi, hace vivir pasiones. 

Dalla lettura delle relazioni dei 13 Circuli minores sulla prima parte dell’ Instrumentum laboris traspare come il dibattito all’interno del Sinodo sia vivacissimo. In nome della fedeltà alla dottrina della Chiesa i cosiddetti ‘conservatori’, assai numerosi, non appaiono disposti a cedere sui temi più controversi. Molto nervoso il fronte ‘progressista’, che già non ha digerito la relazione introduttiva del card. Peter Erdoe, giudicata dai più gentili “obsoleta”.

Alcune osservazioni – che non pretendono certo di essere esaustive – emerse dai primi giorni del secondo Sinodo sulla famiglia, quello che presenterà proposte precise sull’argomento al Papa. Che poi deciderà sul da farsi.

La prima: papa Francesco ha confermato che non è un arbitro che prende atto semplicemente dello sviluppo del gioco. E’ un arbitro che si sente in dovere di intervenire spesso. Di certo quando percepisce che il gioco si sviluppa con dinamiche impreviste. Il Papa ha già fatto sentire pubblicamente per cinque volte la sua voce: dapprima con il discorso alla veglia di sabato 3 ottobre e con l’omelia della messa d’apertura di domenica 4 (con una prima parte in cui ha insistito più del solito sul matrimonio “tra uomo e donna”). Poi con tre interventi: all’inizio dei lavori in aula lunedì 5 come previsto, martedì 6 e venerdì 9 ottobre. In quest’ultimo caso si è trattato di un nuovo, accorato appello alla comunità internazionale per la riconciliazione e la pace in Medio Oriente e in alcune zone del continente africano. Martedì 6 invece Francesco è intervenuto a sorpresa, non certo a caso: l’impressione è che abbia ritenuto impellente cercare di tranquillizzare i padri sinodali e nel contempo ribadire che “Indietro non si torna”, preoccupato per la consistenza e la vivacità del fronte ‘conservatore’, che il giorno precedente aveva esposto con vigore i propri timori per uno sbandamento dottrinale de facto del Sinodo sulla dottrina cattolica in materia di matrimonio oltre a criticare con durezza certa nuova metodologia sinodale. .

La seconda: da subito, forse anche per le note, penose esternazioni di presbiteri nei giorni precedenti il Sinodo, il fronte cosiddetto ‘progressista’ ha denotato grande nervosismo. Che si è ulteriormente accresciuto dopo la lettura della relazione introduttiva da parte del card. Peter Erdoe. Si osserverà qui che quest’anno la relazione era proprio sua, non come l’anno scorso quando lo stesso relatore si trovò a leggere un testo preconfezionato che in parte non riconosceva come proprio. Ci si ricorderà a tale proposito delle pubbliche prese di distanza del porporato ungherese da parti ‘delicate’ della relazione a sua firma in sede di conferenza-stampa.

La relazione di quest’anno è stata stroncata dal fronte ‘progressista’ già subito dopo la sua presentazione davanti a una sala stampa vaticana gremita da giornalisti di tutto il mondo. Da membri della segreteria del Sinodo e da diversi padri sinodali (anche nelle conferenze-stampa di martedì, mercoledì e giovedì) la relazione – disponibile solo in italiano – è stata ritenuta sostanzialmente un pezzo di carta come tanti altri. Da trombettieri, gazzettieri e turiferari vari – organici alla nota e gioiosa macchina da guerra sinodale – sono venuti commenti sprezzanti. La relazione è stata definita ad esempio “chiusa ed arretrata” e “un’ostentata provocazione”. Ma gustate quest’altra perla di eleganza sopraffina, sempre con bersaglio il card. Erdoe: “Papa Francesco lo ha lasciato fare. Egli confida che la maggioranza dei padri sinodali sappia e comprenda che la Chiesa cattolica non è l’Ungheria” con il suo “muro di filo spinato”.

Il nervosismo diffuso del fronte ‘progressista’ deriva dalla percezione che il fronte ‘conservatore’ si è presentato al Sinodo molto meglio organizzato dell’anno scorso (in cui pure era riuscito a intaccare pesantemente la relazione intermedia, ‘aperturista’). Insomma si teme da quelle parti che i già incisivi ‘sassolini’ dell’ottobre 2014 si moltiplichino e frenino ulteriormente la marcia, apparentemente meno spavalda, della nota e gioiosa macchina da guerra.

La terza: La lettura venerdì 9 ottobre dei testi delle relazioni dei 13 Circuli minores sulla prima parte dell’Instrumentum laboris (parte ‘filosofica’) ha confermato la consistenza del fronte ‘conservatore’. In genere nelle relazioni – cui ha fatto seguito l’inoltro di diverse centinaia di emendamenti (analogamente all’anno scorso) perché siano esaminati dalla Commissione che redigerà il documento finale – si evidenziano critiche riguardanti struttura, forma, leggibilità dei punti 1-36 dell’Instrumentum, di cui si apprezzano in genere peraltro alcuni passaggi. In alcuni casi si chiede di riscrivere interi punti. Corpose un po’ dappertutto le discussioni di carattere semantico, ad esempio sul significato da attribuire alla parola ‘famiglia’. Diffuse le perplessità sulle traduzioni dall’italiano, ritenuto spesso lacunose e ingannevoli perché ‘pedestri’. Comune è anche il suggerimento di insistere maggiormente, nell’incipit (e non solo) dell’Instrumentum sugli aspetti positivi della vita matrimoniale di cui anche oggi testimoniano tante famiglie. Richiesta forte è quella di esprimersi con ampiezza, con chiarezza, senza equivoci sul dilagare dell’ideologia del gender, sovversiva dell’antropologia giudaico-cristiana. Quasi tutti i gruppi hanno segnalato anche la necessità di evitare che l’Instrumentum possa presentarsi come un testo in cui si evidenziano problematiche prevalentemente euro-centriche o in ogni caso ‘occidentali’: l’orbe cattolico va molto al di là di Gibilterra.

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QUALCHE PASSO DALLE RELAZIONI DEI CIRCULI MINORES SULLA PRIMA PARTE DELL’INSTRUMENTUM LABORIS

Circulus Italicus A (moderator card. Montenegro, relator p. Arroba Conde – tra i 20 membri i card. Caffarra, Bassetti, Coccopalmerio, Rylko, Sandri, Sturla Berhouet/Uruguay, Urosa Savino/ Venezuela; Sua Beatitudine Shevchuk/Ucraina, mons. Celli, Fisichella, Gądecki/pres. conf. episc. polacca, il gesuita p. Spadaro)

  • Una buona parte dei padri, nell’analizzare il testo dell’introduzione al documento, ha segnalato l’esigenza di utilizzare formule che lascino fuori dubbio sin dall’inizio che l’unico modello di famiglia che corrisponde alla dottrina della Chiesa è quello fondato sul matrimonio tra uomo e donna. L’indicazione è stata raccolta prontamente avvalendosi dell’omelia di papa Francesco nella Messa di apertura di questa assemblea.
  • . Sul contesto antropologico e culturale è parso necessario riferirsi con maggiore abbondanza ai rischi dell’ideologia del ‘gender’, nonché alla sua incidenza negativa nei programmi educativi di molti Paesi.

Circulus Italicus B (moderator card. Menichelli, relator card. Piacenza – tra i 21 membri i card. Bertello, Eijk/Olanda, Ravasi, Vegliò; il patriarca Twal, mons. Paglia, Pezzi, Semeraro, p. Aldegani)

  • Con una visione fondamentalmente positiva del testo si sono redatti i singoli modi (emendamenti) sempre avendo a mente quel realismo pastorale che intendiamo perseguire. In generale si è rilevata la convinzione di asciugare un poco il testo, di evitare il più possibile frasi subordinate e rivederlo sotto l’aspetto stilistico.
  • E’ opportuno ricordare che la pari dignità fra uomo e donna ha radici evangeliche. Si ricorda e si rilancia la realtà della donna e del suo ruolo all’insegna della reciprocità, valorizzando l’uguaglianza e la differenza, evitando eccessi e unilateralità. D’altro canto si sottolineano i limiti di un femminismo all’insegna della sola uguaglianza che schiaccia la figura della donna su quella dell’uomo e i limiti di quello all’insegna della sola differenza, che tenta di allontanare le identità uomo-donna. (…) I Padri segnalano la necessità di denunciare lo sfruttamento del lavoro minorile, dei bambini-soldato, del corpo della donna (prostituzione, utero in affitto, violenza fino al femminicidio e lo stupro come ‘arma di guerra’)

Circulus Italicus C (moderator card. Bagnasco, relator mons. Brambilla – tra i 21 membri i card. Amato, Calcagno, Calcagno, Clemente Macario do Nascimiento/Portogallo, Filoni, Parolin, Scherer/Brasile, Sgreccia, Stella, Tettamanzi, Versaldi; mons. Solmi)

  • La tessitura del testo è apparsa a molti fortemente connotata da una prospettiva occidentale (europea e nordamericana), soprattutto nella descrizione degli aspetti e delle sfide aperte dalla secolarizzazione e dall’individualismo che connota la società dei consumi.
  • Forza e fragilità della famiglia oggi: questo numero è stato riscritto, anticipando il n. 10 che risultava la conclusione un po’ debole del primo capitolo.
  • Teoria del genere: il Circolo precisa le implicazioni del numero 8 sulle teorie del genere, mettendo più chiaramente in luce il loro carattere ideologico e offrendo alle famiglie un aiuto per riprendersi il loro originario diritto all’educazione dei figli nel dialogo responsabile con gli altri soggetti educativi.
  • Altri emendamenti riguardano le nuove forme di povertà, i disabili e la comunità cristiana, un nuovo ordine dei numeri 31-33 sul tema della rilevanza della vita affettiva.

CIRCULUS GALLICUS A (moderator card. Lacroix/Canada, relator mons. Ulrich/Lille – tra i 18 membri il card. Tauran, il patriarca Younan (Chiesa siro-cattolica), mons. Pontier/pres. conf. episc. francese, mons. Lovey/Sion)

  • Vogliamo che questo testo adotti il punto di vista della vita delle famiglie, senza limitarsi a quelle delle coppie e al matrimonio, anche se sarà essenziale parlarne (NdR: frase assai contorta e poco chiara… che significa qui ‘famiglie’?)
  • Alcuni (di noi) che hanno esperienza esprimono una certa inquietudine che tutti gli emendamenti che proponiamo, stiliamo e adottiamo dopo intensa discussione non saranno ritenuti! (…) Questi emendamenti sono stati elaborati con molta attenzione e con discussioni che hanno richiesto non solo molta energia, ma anche molta abnegazione per scriverli, tenendo conto al meglio dei pareri di tutti.

CIRCULUS GALLICUS B (moderator card. Sarah, relator p. Dumortier/gesuita, rettore Gregoriana – tra i 19 membri i card. Backis/Lituania, Danneels/Belgio, Mamberti, Monsengwo Pasinya/Rep. Democratica del Congo, Raï/Patriarca maronita-Libano, Scola; mons. Bonny/Belgio, Hoser/Polonia).

  • I diversi numeri e capitoli di questa prima parte hanno evidentemente suscitato reazioni, osservazioni, riflessioni, che dovevano assumere la forma di emendamenti sottoposti al giudizio di tutti; noi abbiamo molto lavorato a partire dal testo e sul testo e abbiamo votato una ventina di emendamenti. A volte abbiamo dovuto resistere alla tentazione di riscrivere certe parti del testo; è una tentazione, se si può dire, naturale per un gruppo di persone che leggono un testo di cui sanno l’importanza, l’importanza per la Chiesa, per il mondo, per ciascuno e per ognuno di noi.
  • La ‘teoria del genere’ è stata oggetto di un’ampia discussione nel nostro gruppo: è stato evidenziato il suo carattere ‘ideologico’, soprattutto quando è diffusa o imposta da certe organizzazioni internazionali.

CIRCULUS GALLICUS C (moderator mons. Piat/Isole Maurizio, relator mons. Durocher/Canada – tra i 17 membri il card. Ouellet e il patriarca Sako/Chiesa Caldea-Iraq)

  • In particolare vogliamo aiutare le nostre famiglie a rispondere a due domande. Quella della vocazione: Famiglia, chi sei tu? E quella della missione: Famiglia, che fai tu? Tutto il resto, per interessante che sia, è secondario. Il nostro testo (l’Instrumentum ) dovrebbe essere purificato secondo tale criterio.
  • Noi domandiamo alla commissione di redazione di preparare una nuova introduzione complessiva per il documento finale, che non sarà più un documento di lavoro.

CIRCULUS ANGLICUS A (moderator card. Pell, relator mons. Kurtz/pres. conf. episc. statunitense – tra i 21 membri i card. Gracias/India, Turkson, mons. Cupich/Chicago)

  • Si deve dare più attenzione alla riflessione teologica sulla fedeltà e l’amore dei coniugi e della famiglia, che, spesso eroicamente, offrono una testimonianza autentica di grazia della famiglia.
  • Abbiamo dato grande attenzione alle famiglie di migranti, richiamando a una speciale generosità le comunità di fede e i governi così che apprezzino il dono di queste famiglie.

CIRCULUS ANGLICUS B (moderator card. Nichols, relator mons. Diarmud Martin/Dublino – tra i 20 membri il card. Dolan/New York e mons. Kondrusiewicz/Minsk)

  • Si è notato che, oltre alle sfide socio-culturali con cui si confrontano le famiglie, dovremmo riconoscere l’inadeguatezza del sostegno pastorale che le famiglie ricevono dalla Chiesa nel loro itinerario di fede.
  • Guardando alle sfide riguardanti determinate categorie, il nostro gruppo propone un’ampia revisione dei paragrafi 17-30 sotto il titolo La famiglia lungo il pellegrinaggio della vita.

CIRCULUS ANGLICUS C (moderator mons. Eamon Martin/pres. conf. episcop. irlandese – tra i 20 membri i card. Dew/Wellington e Wuerl/Washington, p. Nicolas/generale dei Gesuiti)

  • Abbiamo passato molto tempo in discussioni di carattere semantico. Ad esempio abbiamo dibattuto a lungo su ciò che intendiamo quando parliamo di ‘famiglia’ (…) Alcuni pensano che sarebbe più sensato parlare di ‘famiglie’, considerati i molti differenti generi di famiglie che oggi noi vediamo. Altri preferiscono riferirsi specificamente a ‘famiglia cattolica’, ma qui latitava un consenso corale su ciò che questa locuzione significhi. Ci sono molti differenti generi di famiglie cattoliche. Alla fine abbiamo optato per una definizione generica di ‘famiglia’ come unica forma di comunità umana fondata e derivata dal matrimonio tra un uomo e una donna.

CIRCULUS ANGLICUS D (moderator card. Collins/Toronto, relator mons. Chaput/Filadelfia – tra i 21 membri il card. Njue/Nairobi)

  • Abbiamo generalmente due osservazioni. La prima: mentre diversi elementi dell’ Instrumentum sono apprezzabili, troviamo che molto nel testo è ‘liquido’ o inadeguato (…) La seconda: noi ci sentiamo limitati nella nostra capacità di rispondere perché non è chiaro a chi questo documento è destinato. In altre parole, scriviamo per il Santo Padre, per le famiglie cattoliche o per il mondo?
  • Il nostro gruppo pensa che nel testo manchino numerosi elementi: una seria riflessione sull’ideologia del gender, una maggior riflessione sulla cura pastorale dei disabili, sul ruolo di padri e uomini così come sul ruolo delle donne e un approfondimento della natura distruttiva della pornografia e di altri abusi connessi alla tecnologia elettronica. Alcuni hanno criticato molti dei punti della prima sezione, ritenendo che la presentazione sia caotica, senza una logica interna. Altri ancora pensano che il linguaggio usato nell’ Instrumentum sia troppo prudente e politicamente corretto e, a causa di ciò, il contenuto è ambiguo e talvolta incoerente.

CIRCULUS GERMANICUS (moderator card. Schoenborn, relator mons. Koch/Berlino – tra i 14 membri i card. Kasper, lo svizzero Koch, Marx, Müller, il patriarca Laham (Chiesa greco-melkita cattolica, Siria)

  • I punti di vista differenti dei partecipanti erano arricchenti e sono stati considerati con attenzione. Il lavoro in questo gruppo ha mostrato a nostro modo di vedere ancora una volta che il pluralismo è prezioso.
  • Si è posto un doppio problema di traduzione: la traduzione alla lettera del testo in italiano e la traduzione culturale del contenuto. (…) La traduzione dovrebbe essere non parola per parola, ma sensata. Nella stesura del testo, poi, si dovrebbe porre attenzione al fatto che le affermazioni ecclesiali e teologiche non siano comprensibili solo internamente, ma accessibili anche a un ambiente secolarizzato. Perciò diventa necessaria una ‘traduzione culturale’.

CIRCULUS HIBERICUS A (moderator card. Rodriguez Maradiaga, relator card. Lacunza/Panama – tra i 24 membri i card. Ezzati/pres. conf. episc. cilena, Rivera Carrera/Città del Messico, Poli/Buenos Aires, Martinez Sistach/Barcellona; mons. Osoro Sierra/Madrid, Fernandez/Argentina)

  • Il testo della relazione riporta una quindicina di commenti a punti precisi dell’Instrumentum. Dai commenti si è passati poi alla stesura degli emendamenti sottoposti al voto del gruppo. Al termine dell’analisi dei 36 punti della prima parte dell’Instrumentum sono stati approvati 54 emendamenti inoltrati alla segreteria del Sinodo.

CIRCULUS HIBERICUS B (moderator card. Robles Ortega/Guadalajara, relator mons. Porras Cardoso/Venezuela – tra i 24 membri il card. Braz de Aviz e mons. Blazquez Perez/pres. conf. episc. spagnola)

  • Bisogna impegnarsi di più nel tradurre bene, poiché non sempre le traduzioni concordano con l’originale italiano e, talvolta, si utilizzano vocaboli estranei allo spagnolo o al portoghese.
  • Il relatore ha elencato poi una quindicina di osservazioni su cui si è raggiunto un largo consenso. Ad esempio:
  • non parlare della famiglia in astratto, ma delle realtà distinguibili nella stessa; le mutazioni antropologiche sono più profonde di quanto noi immaginiamo (biotecnologia, ideologia del gender)
  • tenere in considerazione la lacunosa iniziazione cristiana e la frammentazione della pastorale. Anche la realtà della diminuzione dei membri della Chiesa.

www.rossoporpora.it

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