Il Papa inaugura una nuova fase dei rapporti tra fede e sapere: “La vostra Università, porta un nome divino, è luogo di studio da secoli, forma al pensiero critico”
Papa Leone XIV, nella sua visita pastorale presso la prestigiosa Università La Sapienza di Roma, ha segnato un incontro storico aprendo una nuova fase nei rapporti tra fede e sapere, tra la Chiesa e l’Università di Roma. Dopo diciotto anni un altro Papa ha fatto il suo ingresso tra le mura di una delle più antiche università italiane, per riannodare il dialogo interrotto in seguito alla mancata visita di Benedetto XVI nel 2008, quando venne dipinto come il “nemico della scienza”.
Da secoli, infatti, l’Università La Sapienza segna il cammino e la vita della città di Roma, valorizzando le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Ad invitare il Pontefice è stata la rettrice dell’Università, Antonella Polimeni, che ha sottolineato l’alto valore simbolico dell’incontro, descrivendolo come un “momento di dialogo, capace di rilanciare un messaggio comune e condiviso di pace e di speranza”. La visita è stata interpretata come un ponte tra il mondo accademico laico e la dimensione spirituale.
A dare il benvenuto nella cappella universitaria della “Divina Sapienza” sono stati il cardinale vicario Baldo Reina, la Magnifica Rettrice Antonella Polimeni e il cappellano Gabriele Vecchione. La giornata si è svolta con un breve momento di preghiera silenziosa all’interno della cappella; successivamente, il Pontefice ha salutato un gruppo di studenti, docenti e personale amministrativo e di servizio, ha firmato il Libro d’Onore e ha tenuto il suo discorso ufficiale nell’Aula Magna
“La vostra Università si caratterizza come polo d’eccellenza in diverse discipline e, al contempo, ha detto il Pontefice, per il suo impegno in favore del diritto allo studio, anche di chi ha minori disponibilità economiche, delle persone con disabilità, dei detenuti e di chi è fuggito da zone di guerra”.
Leone XIV ha apprezzato molto il lavoro svolto tra la Diocesi di Roma e La Sapienza, che hanno firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza: “È dunque importante per me, che sono Vescovo di Roma da poco più di un anno, potervi incontrare. Con cuore di pastore vorrei rivolgermi dapprima agli studenti e poi ai docenti”.
Il Pontefice ha ricordato alla comunità universitaria il suo legame spirituale con Sant’Agostino, che da giovane fu inquieto e commise anche gravi errori, ma non perse mai la sua passione per la bellezza e la sapienza: “Non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male: qualcuno, però, può avere l’impressione che i problemi non finiscano mai. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni”.
Leone XIV parla con chiarezza: “È la menzogna pervasiva di un sistema distorto che riduce le persone a numeri, esasperando la competitività e abbandonandoci a spirali d’ansia. Proprio questo malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo, né materia casualmente assemblata in un cosmo muto. Noi siamo un desiderio, non un algoritmo”.
La visita di Papa Leone XIV a La Sapienza non è stata un mero evento cerimoniale, ma un profondo gesto di vicinanza e un invito alla riflessione per le nuove generazioni. In un mondo spesso segnato dall’incertezza, il Pontefice ha continuato il suo discorso: “A voi giovani questo malessere chiede: ‘Chi sei?’. Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna. ‘Chi sei?’ è la domanda che ci facciamo l’un l’altro; la domanda che, silenziosamente, poniamo a Dio; la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Noi siamo i nostri legami, il nostro linguaggio, la nostra cultura: a maggior ragione, è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri”.
La presenza del Santo Padre diventa un faro di speranza, ricordando l’importanza della fede e dei valori cristiani nella costruzione di un futuro migliore. Nel suo discorso, Leone XIV pone anche la domanda che molti adulti si fanno sul malessere giovanile: “Che mondo stiamo lasciando?”. “Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato”.
Papa Prevost ha ricordato i suoi predecessori e il loro richiamo al ripudio della guerra, sancito anche nella Costituzione italiana, che sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali. L’Università La Sapienza diventa così uno spazio in cui accademia e fede si intrecciano, offrendo agli studenti un percorso olistico di formazione umana e cristiana: “una casa per tutti, un luogo di incontro, dialogo e crescita spirituale”.
In uno scenario mondiale segnato da guerra e povertà, il Papa americano ha ricordato che nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: “Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce la fiducia nella diplomazia e arricchisce élite cui nulla importa del bene comune. Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e sull’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non deresponsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti”.
Nell’ateneo con il più alto numero di iscritti d’Europa, che accoglie studenti da ogni parte del mondo, il Pontefice ha sottolineato che quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano e in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento: “Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!”.
Il Pontefice ha inoltre ricordato l’impegno sull’ecologia espresso nell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’, che evidenzia scientificamente il preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Davanti a questo scenario, il Santo Padre ha incoraggiato soprattutto i giovani a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia: “C’è bisogno di tutta la vostra intelligenza e audacia. Voi, infatti, potete aiutare chi vi ha preceduto a ristabilire un autentico orizzonte di senso, per non fermarci all’ennesima, rapida fotografia della situazione nella quale ci troviamo. Occorre passare dall’ermeneutica all’azione”.
La missione evangelizzatrice della Chiesa trova nelle università un terreno fertile per seminare i valori del Vangelo. Papa Leone XIV, con la sua presenza e le sue parole, ha incoraggiato i giovani a partecipare attivamente alla propria fede, a viverla autenticamente e a condividerla nelle loro comunità, specialmente in ambito accademico: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani, senza puntare solo alle loro cognizioni – aggiunge Leone –. Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è. Attraverso le lezioni, i tirocini, l’interazione con la città, le tesi, i dottorati, ogni studente può sempre trovare motivazioni nuove, mettendo ordine tra studio e vita, tra strumenti e fini”.
Il “Papa matematico” è un uomo che ha molto da dire in un contesto come quello universitario, istituzione dedicata all’alta formazione, al dialogo tra diverse visioni del mondo e piattaforma per il dissenso, la convivenza e il rispettoso scambio di idee: “Carissimi, mentre vi incoraggio a questo esercizio quotidiano, la mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta. Assicuro a tutti voi il ricordo nella preghiera e, di cuore, invoco sull’intera comunità della Sapienza la benedizione del Signore. Grazie!”.
È stata una giornata che, sette secoli dopo la bolla di Bonifacio VIII, ricorda come il vescovo di Roma e il mondo della cultura possano ancora interrogarsi insieme sul futuro della famiglia umana. Inoltre, è stata una potente conferma del fatto che fede, speranza e amore siano i pilastri su cui si costruiscono una vita piena e una società più giusta. Il messaggio di Papa Leone XIV risuona con forza: la Chiesa è una casa aperta, un luogo dove ogni giovane è chiamato a trovare la propria vera casa.






