Nicola Procaccini: Cercano di tappare la bocca agli elettori. Giuseppe Rusconi

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Ampia intervista a Nicola Procaccini (Fratelli d’Italia), eletto europarlamentare, sindaco di Terracina fino a pochi giorni fa. Un bilancio dei suoi anni da sindaco. Il primo impatto con Bruxelles e Strasburgo. La vicinanza ai deputati dell’Europa centro-orientale. La deriva sinistra del Parlamento. I tentativi in Italia di soffocare in Italia la volontà popolare, impedendo nuove elezioni.

Dalla ‘Sirena del Mare’ a ‘Alberto a mare’ sono poche centinaia di metri nella zona centrale dei lidi terracinesi. Li percorriamo volentieri per questa intervista a Nicola Procaccini, da poco europarlamentare per Fratelli d’Italia ed ex-sindaco, considerata l’incompatibilità tra le due cariche. Lo troviamo mentre sta giocando a calcio in acqua, sollevando non pochi spruzzi (è alto e magro) con le sue evoluzioniacrobatiche, cui ritornerà di corsa alla fine dell’intervista…

Nicola Procaccini, nato nel 1976, già dal liceo è stato militante del Fronte della Gioventù, poi di Azione Giovani e di Alleanza Nazionale. Nel 1997 diventa consigliere comunale di Terracina. Dal 2008 al 2011 è portavoce del ministro della Gioventù Giorgia Meloni, con cui da anni collaborava strettamente. Dal 2011 è stato sindaco di Terracina (salvo una parentesi tra il 2015 e il 2016, quando è stato rieletto). Ha aderito a Fratelli d’Italia fin dalla fondazione. Il 26 maggio 2019 è stato eletto europarlamentare, risultando secondo nella circoscrizione dell’Italia centrale dietro a Giorgia Meloni (che ha optato per un’altra circoscrizione). Oltre 45mila le preferenze raccolte.

Nicola Procaccini, come mai ha pensato di candidarsi alle elezioni europee del 26 maggio scorso?

E’ stata una scelta consapevole, nel segno dell’evoluzione di un percorso politico iniziato 22 anni fa ai tempi del liceo. Nel corso degli anni quel percorso si è sempre più affiancato all’impegno professionale…

…quale?

Sono un giornalista professionista e per alcuni anni sono stato portavoce di Giorgia Meloni quand’era ministro della Gioventù…

Nel 2011 però diventa sindaco di Terracina…

Nicola PROCACCINI in the EP in Strasbourg

Nella primavera di quell’anno ho avuto questa bella opportunità… quella di diventare sindaco di una città, della mia città, Terracina…

…che viveva un momento di grave crisi…

Sì, si era nell’imminenza di un dissesto finanziario poi dichiarato nel settembre 2011. Una situazione molto critica, quasi senza vie d’uscita. Eppure lavorandoci con grande pazienza e determinazione, alla fine – otto anni dopo – posso dire che la missione è stata compiuta. Nel senso che la città è stata risanata economicamente, ma non solo..

…ma non solo ?

Il dissesto non era soltanto economico, era sociale, etico, legale, amministrativo, un dissesto a 360 gradi. Grazie anche alla rielezione del 2016 per il secondo mandato, si è potuto fare un lavoro di ricostruzione economica, perché poi alla fine quello resta fondamentale nell’amministrazione di una città. Sono ripartite le opere pubbliche, il tessuto sociale è stato riconnesso e a livello culturale si è avuto un grande sviluppo. Si è intervenuti incisivamente a livello ambientale, un po’ un mio pallino: Terracina è diventata città bandiera blu e ha conquistato recentemente la quarta vela di Lega Ambiente. Si sono aperti nuovi parchi, si è valorizzata la mobilità sostenibile… si è fatto sì in sintesi che la qualità della vita si innalzasse e dunque Terracina diventasse anche più attrattiva in termini turistici.

… però a fine ottobre 2018 un uragano di classe due si è abbattuto sul centralissimo Viale della Vittoria risalendo fino a Terracina Alta… (vedi: https://www.rossoporpora.org/rubriche/italia/821-terracina-uragano-parla-il-sindaco-procaccini-la-visita-di-salvini.html )

Sì, abbiamo avuto anche tragedie, diverse tragedie. Quella citata ha colpito di più l’immaginario collettivo (pensiamo per esempio ai video impressionanti girati immediatamente dopo il passaggio dell’uragano), perché era la prima volta che un uragano di classe due appariva nel Mediterraneo. Siamo stati purtroppo cavie di uno dei nuovi fenomeni di quel cambiamento climatico di cui tanto si parla. Certamente è stata una prova drammatica. Sapendo di non poter ridonare le vite perse, abbiamo cercato di ricostruire il centro città nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile, anche per onorare la memoria delle vittime. Dicevo che di prove ne abbiamo avuto tante, anche ad esempio quella in cui il 24 settembre 2017 ha perso la vita il maggiore Gabriele Orlandi inabissatosi con il suo aereo vicino al lungomare e davanti a migliaia di persone in attesa dell’esibizione delle Frecce tricolori…

…c’è sul lungomare, in corrispondenza del punto della tragedia, una scultura molto evocativa di Pasquale Basile…

Sì, abbiamo inaugurato il monumento a un anno esatto dalla tragedia e la città ha conferito a Orlandi la cittadinanza onoraria postuma. Per tornare al mio percorso politico, non potendo essere eletto sindaco per la terza volta, ho chiesto a Fratelli d’Italia, a Giorgia Meloni di darmi la possibilità di candidarmi per il Parlamento europeo. Sono stato eletto nella circoscrizione dell’Italia centrale, come primo subentrante dietro Giorgia, con oltre 45mila voti di preferenza. Anche la mia città mi ha offerto un buon contributo con oltre 6mila preferenze…

Possiamo notare che le elezioni europee a Terracina hanno dato un risultato a dir poco insolito: Fratelli d’Italia si è attestata al 35,1%, la Lega al 33,0% … agli altri le briciole… 

Sicuramente Terracina ha dato a Fratelli d’Italia la percentuale più alta raggiunta in una città… siamo un vero e proprio laboratorio politico…

Lei è stato sindaco fino al 20 luglio scorso, quando si è accomiatato dalla città…

Le due cariche sono incompatibili e dunque mi è subentrato il vicesindaco, Roberta Tintori, che ora è facente funzioni di sindaco fino alle prossime amministrative. Non ci sono stati scossoni nella mia amministrazione, che proseguirà nell’attuazione del programma prestabilito. Voglio anche notare che per la prima volta Terracina ha una donna alla guida politico-amministrativa della città… oggi naturalmente il mio ruolo è da esterno…

Il 2 luglio ufficialmente era intanto incominciata l’avventura del primo terracinese eletto al parlamento europeo. Per essere precisi nel 1994 c’è stato un altro terracinese a Bruxelles, il socialista Gabriele Panizzi, però per poche settimane perché subentrato a Giuliano Ferrara cooptato nel Primo Governo Berlusconi…

In realtà i lavori sono iniziati de facto qualche giorno prima in sede commissionale. Il mio primo impatto è stato con Bruxelles, ma onestamente – sotto l’aspetto emotivo – mi sono sentito all’interno della massima istituzione europea solo a Strasburgo. Lì si respira aria d’Europa già grazie alla suggestione delle case, dei palazzi, della cattedrale…

E il primo impatto politico?

Non proprio felice, dato che ho acquisito subito la consapevolezza che larga parte degli eletti al Parlamento europeo sono distanti dalle mie idee politiche. E’ la sinistra, anzi l’estrema sinistra che secondo me oggi domina il Parlamento europeo, anche più di ieri…

Eppure i risultati elettorali del 26 maggio sono stati molto soddisfacenti in diversi Paesi per le destre…

E’ una conseguenza paradossale certo, per esempio rispetto agli orientamenti espressi dall’elettorato italiano. Noi come Fratelli d’Italia siamo all’interno del gruppo di centro-destra dei Conservatori e Riformisti europei, a metà strada tra il partito popolare europeo e la Lega che è con il Rassemblement National.

Siete insieme con i conservatori britannici, che non sono molti e se ne andranno al momento della Brexit e soprattutto con i conservatori polacchi del Pis di Jaroslaw Kaczynski…

Nel gruppo siamo in 64: ci sono anche diversi altri piccoli partiti, ma è chiaro che con 25 deputati il Pis ha un peso molto rilevante al suo interno.

Come si trova con i polacchi, a giudicare dalle prime esperienze?

Mi sono trovato subito bene (parliamo in inglese). Mi sento di dire di più: in genere gli italiani dialogano meglio con i rappresentanti dell’Est europeo. Vale per i polacchi, per gli ungheresi, per i cechi, gli slovacchi e anche per le altre nazioni dell’Europa orientale. Sono più compatibili con il nostro pensiero, con il nostro comune sentire rispetto ai colleghi dell’Europa del Nord. La collaborazione è quotidiana, intensa, stanno nascendo nuovi rapporti di amicizia…Intanto l’attività è sospesa e riprenderà il 2 settembre.

Che ruolo ha Fratelli d’Italia all’interno del gruppo?

Ci ritroviamo in cinque e diventeremo sei al momento in cui i conservatori inglesi lasceranno l’Europarlamento. Siamo numericamente la seconda formazione politica,  il che ci permette di avere la co-presidenza del gruppo con Raffaele Fitto. Da parte mia sono il coordinatore del gruppo all’interno della commissione Libe, della giustizia, che si occupa anche dell’immigrazione: l’ho scelta io perché quello è il tema centrale della legislatura. Poi ho anche chiesto di far parte della commissione agricoltura, che è strategica considerata sia la sua importanza per l’Italia che l’ammontare del suo budget. .

Diceva prima che è l’estrema sinistra che domina il Parlamento europeo ancora di più dopo le ultime elezioni… vuol spiegare perché?

Guardiamo ad esempio all’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione, in cui abbiamo sostenuto il nostro candidato conservatore. La von der Leyen è oggettivamente ostaggio di una maggioranza di sinistra: è una maggioranza fatta di socialisti, sinistra di Macron e partito popolare della Merkel che è minoritario all’interno di tale coalizione. Temo proprio che le politiche della von der Leyen saranno condizionate dalla maggioranza che l’ha espressa…

Election of the President of the CommissionStatement by the candidate for President of the Commission

Certo la von der Leyen in Germania, oltre ad aver propugnato con vigore politiche libertarie e gender, è molto contestata anche per le consulenze milionarie record attribuite mentre era ministro della Difesa…

Sì, lo so… noi cercheremo di misurarla nell’ambito della politica europea, sulle cose che farà a Bruxelles… in ogni caso la sensazione spiacevole è che questo spostamento a sinistra de facto della maggioranza del Parlamento europeo condizionerà pesantemente le sue politiche…

Passiamo alla situazione italiana…

Tutte le elezioni dell’ultimo anno – amministrative ed europee – hanno dimostrato che in Italia esiste una chiara maggioranza di centro-destra. Proprio per questo credo che la strada per nuove elezioni politiche nazionali sia molto impervia. Quelli che sappiamo, quelli che si sciacquano la bocca con la parola ‘democrazia’, cercheranno di sbarrare la strada alle elezioni con ogni mezzo, con una serie infinita di cavilli e manovre dilatorie. Si cercheranno maggioranze alternative, si proporranno strani tipi di governo… tutto per non andare al voto popolare, perché non si vuole che gli elettori possano esprimere liberamente la propria volontà politica. Di tutte queste manovre e manovricchie penso tutto il male possibile e immaginabile. I nemici del voto popolare non riescono ad accettare una semplicissima regola democratica, quella per cui si deve accettare ciò che la maggior parte degli elettori sostiene. Esprimono un atteggiamento anti-democratico, mostrando di piegare il concetto di democrazia ai propri fini, ai propri interessi, anche se sono soliti montare in cattedra per calare lezioni democratiche dai loro pulpiti politico-mediatici.

Concludiamo allora con i Suoi obiettivi fondamentali, da perseguire da Bruxelles e da Strasburgo…

Mi piacerebbe difendere l’idea originale di Europa. L’Unione europea nasce sotto altri cieli, con altri presupposti, con altre radici rispetto a quella odierna. L’aver voluto estirpare le radici cristiane dal preambolo della Costituzione, racconta di un’altra Europa, deviata rispetto a quella originaria. Vorrei portare con forza all’attenzione europea anche il dramma delle persecuzioni dei cristiani nel mondo, su cui troppi tacciono … e neanche l’Unione europea se ne interessa. Intervenire sui temi valoriali profondi, rappresentare l’idea di un’Europa che si riunisce attorno a principi  importanti e non a inezie. Capace di difendere i propri confini, con una sola politica estera; e che promuova i valori della vita, della famiglia, dell’educazione. Giocherò con pazienza e determinazione la mia partita…e poi si vedrà.

 www.rossoporpora.org

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Giuseppe Rusconi
Nato a Bellinzona (Canton Ticino, Svizzera), Giuseppe Rusconi si è laureato nel 1973 presso l’Università cattolica di Milano con una tesi in storia contemporanea. Docente di letteratura italiana fino al 1988 (anche dieci anni a Roma), è stato a Berna come giornalista parlamentare per sette anni. Tornato a Roma nel 1996 per una ricerca negli archivi vaticani, si è poi occupato del mensile cattolico “il Consulente RE”, di cui è stato direttore. Nel 2013 ha aperto il blog www.rossoporpora.org, che tratta soprattutto argomenti relativi al mondo cattolico, anche con interviste a molte personalità. Collabora regolarmente con il mensile cattolico “Inside the Vatican’ e con il quotidiano “Giornale del Popolo’ di Lugano.

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