Chi è il nuovo presidente argentino Javier Milei

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Javier Gerardo Milei, nato a Buenos Aires, 53 anni, è un politico ultraliberista, economista, scrittore. È il nuovo presidente dell’Argentina.

Milei viene definito come il fenomeno politico argentino. Negli ultimi anni la sua popolarità è cresciuta in maniera esponenziale. A solo un anno dalla sua discesa in politica nel 2021 diventa deputato della Repubblica Argentina. Il libertario Milei è autore di numerosi libri di politica ed economia; è un fedele dei postulati formulati dagli economisti della scuola austriaca e si definisce «anarco-capitalista”.

Il padre del neo presidente, Norberto Horacio Milei, era un autista, e sua madre, Alicia Lujan Lucich, una casalinga; la sorella Karina, è “la grande artefice” delle sue vicende politiche.

Nel pieno della crisi economica Milei ha continuato a lanciare proposte controverse che hanno avuto un forte impatto mediatico. Il piano motosega non è altro che la brusca riduzione della spesa pubblica, ridurre in maniera drastica i dieci dei diciotto Ministeri del potere esecutivo; ha proposto anche la dollarizzazione e l’abolizione della Banca Centrale.

In una recente intervista con la tv americana Fox News, ha dichiarato che il cambiamento climatico fa parte dell’“agenda socialista”. Milei è politicamente vicino all’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro e all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, soprattutto per il loro anticomunismo e la critica al socialismo.

Il professore ha anche cantato nella band Everest ed è stato un appassionato dei Rolling Stones. Ex portiere della squadra di calcio il Chacarita Juniors, vive con cinque mastini inglesi che chiama i suoi «figli». È fidanzato con la comica argentina Fátima Florez, che annovera tra le sue imitazioni favorite quella all’ex Presidente Cristina Fernández Kirchner. Milei è un oppositore alla legalizzazione dell’aborto e dell’educazione sulle questioni di genere nelle scuole pubbliche. Nel 2019, la rivista Noticias lo ha classificato tra le persone più influenti in Argentina. Ma il giornale spagnolo El Pais lo descrive come un anticlericale; recentemente, infatti, ha accusato Papa Francesco di «essere l»incarnazione del comunismo«. 

Secondo il FMI, l’attività economica in Argentina si contrarrà nel 2023 più di qualsiasi altro paese dell’America Latina, in un contesto di crescente inflazione e disordini sociali che richiedono politiche macroeconomiche credibili e il consenso delle diverse forze politiche.

Il neo presidente argentino nella sua agenda politica affronterà temi urgenti, quali l’arresto dell’inflazione che si avvicina al 140%, è tra le più alte del mondo. Nel mese di ottobre, la Banca Centrale aveva aumentato il tasso di interesse sui depositi dal 118% al 133% annuo, per scoraggiare i risparmiatori dalla fuga verso il dollaro.

La nuova squadra economica dovrà elaborare una strategia che serva a contenere l’inflazione e a fermare l’aumento del dollaro, valuta di riserva per gli argentini e principale riferimento dell’economia. Gli analisti internazionali prevedono per quest’anno un aumento delle quotazioni sul dollaro del 70% che presumibilmente raddoppierà nel 2024 con un maggiore aumento dell’inflazione.

Per l’Argentina, che negli ultimi anni ha subito una svalutazione della moneta locale del 97%, ciò si tradurrà nella difficoltà di onorare gli impegni presi con i creditori. Il paese ha subito una siccità storica che ha colpito le campagne, il principale settore di esportazione. Per questo motivo ha smesso di ricevere circa 20 miliardi di dollaro; un colpo che ha portato il Fondo Monetario Internazionale ad allentare gli obiettivi del programma da 44 miliardi di dollari che l’Argentina aveva adottato nel 2018.

Infine l’INDEC (Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti) ha affermato che la disoccupazione nel secondo trimestre dell’anno ha raggiunto il 6,9% della popolazione argentina, con un calo di 0,7 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2023. Il rapporto ufficiale indica che, tra aprile e giugno dello scorso anno, 872mila persone erano in cerca di lavoro. La misurazione copre i 31 agglomerati urbani più importanti del paese, dove vivono 29,2 milioni di persone, su una popolazione totale argentina di 46 milioni di abitanti.