Nuovi Orizzonti festeggia i 30 anni portando gioia a chi ha perso la speranza

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Don Davide Banzato: “Dobbiamo essere costruttori di pace là dove viviamo, nelle nostre relazioni familiari, negli ambienti di lavoro. Siamo tutti protagonisti a partire dalle situazioni ordinarie”

L’Associazione internazionale Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante festeggia, dall’18 al 19 maggio nella Cittadella Cielo di Veroli, i suoi primi 30 anni di storia con una kermesse di gioia e spiritualità. Tra le numerose personalità e artisti presenti ai festeggiamenti è atteso il Cardinal Ouellet, Matteo Marzotto, Andrea Bocelli e Nek.

La fondatrice ricorda i primi anni della comunità quando incontravano i primi ragazzi segnati da storie disperate o arrabbiati con Dio. Con le lacrime agli occhi chiedevano a Chiara di essere sottratti dai bassi fondi dell’inferno della stazione Termini di Roma. “Non immaginavo davvero di incontrare un popolo così sterminato di disperati, di persone sole, di emarginati, mendicanti di amore, vittime dei terribili tentacoli di piovre infernali”.

L’associazione Nuovi Orizzonti è fatta principalmente di persone laiche, sposati, consacrati e sacerdoti. “Viviamo in modo molto semplice, sul modello delle prime comunità cristiane dove, alla luce del Vangelo, tutto veniva messo in comune”.

I ragazzi che vivono in comunità, raccontano i volontari, non sono persone cattive, ma persone che hanno bisogno di amore. Si sentono amati da chi propone loro un percorso concreto, fattibile, che dia la speranza della felicità, per appagare quel bisogno di senso profondo di ogni essere umano.

Diffusa in molti paesi, la Comunità interviene in tutti gli ambiti del disagio sociale realizzando azioni di solidarietà a sostegno di chi è in grave difficoltà, con una particolare attenzione alle tante problematiche che caratterizzano i ragazzi di strada e il mondo giovanile. “Oggi ciò che lascia le ferite più grandi, anche se non ne parla nessuno, è la sesso-dipendenza. Molti giovani da bambini hanno subito abusi e quelli ti segnano per tutta la vita”.

Abbiamo incontrato Don Davide Banzato, sacerdote impegnato da anni con l’Associazione Nuovi Orizzonti e autore del libro “I miei viaggi del cuore”.

Don Davide Banzato
Cortesia – Ass. Nuovi Orizzonti Don Davide Banzato

Don Davide, la comunità Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante compie 30 anni. Qual è stato il messaggio che ha voluto dare la fondatrice?

In questi anni Chiara Amirante ha portato il messaggio del Vangelo e tante persone sole, emarginate e disperate, che si sono sentite accolte, sostenute e amate. Inizialmente è avvenuto con i ragazzi di strada, proponendo loro un percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore basato sul Vangelo. I giovani accolti nelle prime comunità sono usciti da diversi inferni di dipendenze: dalla droga, dall’alcol, dalla prostituzione e da diverse schiavitù. Non solo sono usciti, ma sono diventati missionari che hanno portato nelle strade, in giro per l’Italia e poi nel Mondo, la propria testimonianza di vita.

Quindi è cresciuta anche come struttura?

La comunità oggi ha 231 Centri di accoglienza, formazione, orientamento; 1020 equipe di servizio che operano in diversi ambiti, non solo nei centri di ascolto e nell’accoglienza, ma anche nella prevenzione nelle scuole, nell’arte e lo spettacolo, nella cultura e nella comunicazione. Sono oramai 700 mila i Cavalieri della Luce che si impegnano a testimoniare il Vangelo nel Mondo. Il percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore chiamato “Spiritherapy” è seguito in 80 Paesi. Ci sono 6 Cittadelle Cielo in Italia, Brasile e Bosnia Erzegovina: piccoli villaggi di accoglienza e formazione dove si vuole vivere la legge dell’amore, il “come in cielo così in terra”. Abbiamo accolto tanti bambini di strada in Brasile sottraendoli alla violenza, al narcotraffico e alla prostituzione dalla prostituzione. Fin dall’inizio della guerra in Ucraina abbiamo vissuto diverse missioni umanitari accogliendo più di 400 mamme, bambini, anziani. Vogliamo portare un messaggio concreto di speranza nel Mondo.

Cosa manca oggi alla nostra società per vivere in maniera piena il Vangelo come san Francesco d’Assisi che suscitava una rivoluzione capace di rinnovare il mondo?

Mancano persone che vivano il Vangelo alla lettera. Forse non offriamo una testimonianza credibile. Credo che oggi sia diffuso il bisogno di spiritualità. Nella mia esperienza ho visto che se ascolti davvero con il cuore, chiunque hai davanti si scioglie e si apre. Quando andiamo in strada in missione o nei luoghi di aggregazione giovanile la prima cosa che facciamo è ascoltare. Non basta che i giovani siano amati, devono sapere di essere amati! Se li amiamo e crediamo in loro, piano piano qualcosa dentro di loro inizierà a muoversi. Esiste in tutti un punto accessibile al bene. Nuovi Orizzonti non si occupa solo delle dipendenze da sostanze, ma offre un percorso umano e spirituale integrale. Per questo tanti lo percorrono. Esistono tante diverse dipendenze.

Chiara Amirante aveva capito che il problema nella nostra società era più profondo?

Sì, perché tutte le dipendenze hanno le stesse dinamiche E quella che chiamiamo dipendenza da una sostanza o dall’alcool, ludopatia, internet addiction, dipendenza dai social, sessodipendenza, solitudine, depressione o anche altre sottili forme come la dipendenza dal giudizio altrui… Altro non sono che la punta dell’iceberg. Sotto c’è un bisogno fondamentale che è uguale per tutti: amare ed essere amati. Realizzarsi amando veramente e sentirsi amati per chi si è davvero senza maschere. Il percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore basato sul Vangelo offerto da Chiara Amirante è arrivato a parlare al cuore di persone diversissime tra loro: dal ragazzo di strada al manager affermato. Matteo Marzotto, Filippo Neviani (in arte Nek), Andrea Bocelli fanno parte della famiglia di Nuovi Orizzonti.

Nel suo libro “I miei viaggi del cuore” offre delle testimonianze legate al Vangelo e alla vita dei santi. Sono questi i temi che avete scoperto per avere nuovi orizzonti di umanità?

Nel libro ho proposto un percorso avendo come modello tre figure, che secondo me sono molto attuali, ovvero San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio di Padova e San Pio da Pietrelcina. Credo si tratti di tre grandi influencer che hanno segnato la storia della Chiesa e dell’umanità, capaci di parlare ancora oggi a tanti. Ripercorrendo le loro storie, i luoghi da loro vissuti, il mio legame personale, avendo il contributo di Chiara Amirante che attualizza il loro messaggio dal punto di vista esperienziale, offro un testo in cui specchiarsi e guardare ai santi come a uomini e donne che hanno vissuto le nostre stesse inquietudini, difficoltà e sfide, riuscendo a realizzarsi pienamente lasciando spazio a Dio. In tutti noi c’è una scintilla divina che aspetta di poter risplendere!

Alla luce dei conflitti e delle guerre che stanno caratterizzando questo millennio, quanto è importante oggi ascoltare, comprendere ed accettare le persone che stanno accanto a noi?

Papa Giovanni XXIII, nell’enciclica Pacem in terris, diceva che la pace non è assenza di guerra. Significa che la pace va costruita ogni giorno partendo dalle relazioni più vicine che abbiamo. Forse ci sentiamo impotenti di fronte alle tante guerre e ai conflitti che ci sono nel Mondo, di cui tanti sono dimenticati. Ma quindi cosa possiamo fare? Innanzitutto essere costruttori di pace là dove viviamo. Pensiamo alle relazioni familiari, agli ambienti di lavoro. Nella società queste piccole azioni mettono i presupposti per un tempo di pace. Siamo tutti protagonisti a partire dalle situazioni quotidiane.

…e quelli che bussano le nostre porte per trovare una vita migliore?

C’è sempre alla base una realtà di povertà e di diseguaglianze sociali che ci interpellano. Noi non dobbiamo mai chiudere la porta a chi bussa e chiede aiuto. Oggi più che mai siamo chiamati ad essere costruttori di pace attraverso un cammino di autentica integrazione. Viviamo in un Mondo globalizzato e le sfide che ci attendono ci portano a non poterci girare più dall’altra parte perché è evidente che siamo tutti interconnessi e legati ad un destino che siamo chiamati a scrivere insieme. Abitiamo una casa comune e ciò che avviene apparentemente lontano da noi in realtà si presenterà presto con effetti sul nostro quotidiano. Dobbiamo prendere coscienza che siamo parte di un’unica grande famiglia umana.

Foto: Chiara Amirante e Papa Francesco