L’Unione europea. Una visione liberale.

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Di Angelo Santagostino (*)

Angelo Santagostino, Ankara, Ottobre 2013 (2)

 

 

Come Luigi Einaudi ha progettato l’Europa di oggi, come il suo lascito può disegnare quella di domani

Il libro si propone due fini. Primo, ricondurre le basi dell’integrazione europea al pensiero liberale e mostrare come i successi si siano avuti quando l’Ue ha adottato politiche di stampo liberale e viceversa. Secondo trovare per Luigi Einaudi la corretta e meritata collocazione europeista: quella di Pater Patrum, di architetto dell’Ue di oggi.

Il libro si snoda attraverso undici capitoli, una introduzione e una breve conclusione. Il primo capitolo ripercorre i momenti più significativi dell’europeismo liberale e vuole individuare il background teorico della costruzione europea, tutto di marca liberale. I capitoli due e tre mettono in luce gli apporti di Einaudi ai trattati europei, il suo lascito ai liberali italiani del suo tempo, nonché a chi ai suoi tempi era anti-europeista e oggi lo è divenuto. Il capitolo quattro confronta l’opera di Einaudi e quella di Spinelli, sul quale vi è molto conformismo e parecchia esagerazione. Seguono quattro capitoli dedicati alle politiche dell’Ue: mercato unico, agricoltura, euro, politiche fiscali. Anche queste viste in un’ottica liberale ed einaudiana. Il nono capitolo è una riflessione sull’ euro-federalismo liberale di Einaudi. Il decimo raccoglie una parte degli articoli dell’ Autore sulla crisi 2007-2014. L’undicesimo tratta il tema dell’ Europa della crescita e della democrazia

Il libro non necessariamente va letto cover to cover, ogni capitolo è allo stesso tempo a se stante ed interconnesso con gli altri, a scapito di qualche ripetizione.

Dalla quarta di copertina:

Questo libro è il frutto delle convinzioni di una vita. È controcorrente dalla prima all’ultima pagina, anzi da copertina a copertina. Controcorrente perché rivendica al pensiero liberale le basi dell’Europa integrata e dell’euro-federalismo; perché fa di Luigi Einaudi non un padre in più dell’Europa, ma il Pater Patrum Europae; perché sfida il mito della personalità cui è dedicato l’edificio sede del Parlamento Europeo a Bruxelles: Altiero Spinelli. Controcorrente perché sottopone a una dura critica la politica dell’Ue la Politica agricola comune, arrivando laddove neppure gli anti-europeisti più accaniti osano. Controcorrente perché vede nella disciplina fiscale, da Maastricht al Fiscal Compact, uno dei maggiori risultati dell’Ue; perché individua nell’intervento statale la causa della crisi del 2007-2013, e nelle libertà economiche la via per l’uscita. Controcorrente, infine perché vuole per l’Europa l’euro-federalismo liberale di Einaudi.

(*) Angelo Santagostino (Milano, 25 dicembre 1947), è titolare della Jean Monnet ad personam Chair presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Yildirim Beyazit di Ankara. È membro della Mont Pelerin Society e del Rotary International Club Brescia Ovest. È iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1978, editorialista del «Giornale di Brescia», opinionista di «Hurriyet Daily News». È autore di varie pubblicazioni sui temi dell’integrazione europea e latino americana, nonché su quelli del liberalismo.