Press Club di Bruxelles: Europa il futuro di una tradizione di Fausta Speranza

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Riscoprire l’impegno etico e la riflessione critica di intellettuali, poeti e politici che stanno a fondamento dell’integrazione tra popoli del vecchio continente: a questo obiettivo contribuisce il volume Europa il futuro di una tradizione (Libreria editrice Vaticana 2019, pagine 245, euro 13) a cura di Dario Antiseri, Flavio Felice, Enzo Di Nuoscio e Fausta Speranza, che è stato presentato lunedì 20 maggio a Bruxelles, presso il Press Club Europe.

Il libro ripropone i brani dei discorsi dei leader politici “padri fondatori”, ma anche scritti visionari di pensatori come Salvador De Madariaga e Thomas Eliot accompagnati dalle riflessioni dei filosofi citati. Il volume, inoltre, presenta alcuni tra i più significativi discorsi in tema di Europa pronunciati dai Papi da metà ‘900 a oggi – da Pio XII a Francesco – che riportano a un orizzonte di bene comune. Emergono spunti e curiosità, come riflessioni premonitrici sui problemi della difesa comune europea e del rapporto con l’Africa già in un discorso di Pio XII, Papa conosciuto  per le sue posizioni nei confronti di sciovinismo,  nazismo, ebrei, ma poco studiato in tanti altri suoi impegni.

Come spiega nell’introduzione, la giornalista dell’Osservatore romano Fausta Speranza, “riscoprire la dimensione di pensiero e di spirito che era di quanti hanno saputo, dopo la tragedia dei due conflitti mondiali, rilanciare sui conflitti e gli individualismi significa prendere le distanze dalle preoccupanti tentazioni dell’attuale discorso politico e mediatico: la semplificazione, la banalizzazione, l’estremizzazione”.  

Presentando il libro, Fausta Speranza ha detto: “L’obiettivo è offrire una riflessione che accompagni la dovuta cronaca delle dinamiche politiche messe in atto a vari livelli – tra sfida della Brexit, questione migrazioni, crisi economica, nuovi equilibri internazionali politici e commerciali – andando però oltre per recuperare l’eredità di pensatori che riportano alla migliore tradizione culturale greca che ha dato vita a filosofia e democrazia.” 

Speranza ha spiegato la scelta di riproporre gli scritti con la consapevolezza che  “non si possono dimenticare le parole di Socrate:  ‘La democrazia è un cavallo nobile ma indolente’. Significa che bisogna sempre risvegliare la democrazia. E ancora Socrate insegna: ‘non si può vivere una vita senza indagine’. Ecco più che mai nel momento attuale – ha proseguito Speranza – non si può vivere  senza indagine su fake news e populismi. Altrimenti ci abbandoniamo a una vita di  slogan, di spot politici e di post riprodotti senza verifica o pensiero critico.”

Speranza ha sottolineato che ad esempio “De Madariaga non semplifica, come tendono a fare troppi politici oggi, ma sfida  il pensiero critico e ha citato un piccolo brano riportato nel libro:Una revisione continua della nostra storia comunque è impossibile senza la disponibilità a vedere gli altri individui in una luce migliore, a capirli, a realizzare che tutte le loro differenze da noi non sono necessariamente dovute alla loro depravazione. Ma questo processo di debita stima nei confronti dell’altro non richiede e non deve portare alla cancellazione di ogni senso di differenza – che costituirebbe una negazione della natura’.  E Speranza ha invitato a riflettere sull’oggi a partire da queste considerazione di 70 anni fa, quanto mai attuali. 

Fausta Speranza ha anche citato Robert Schuman nella Dichiarazione del 9 maggio 1950 ritenuta fondativa della costruzione europea con la quale il politico francese chiedeva ‘un cantiere per nuove forme di statualità’, per poi affermare che “oggi non ritroviamo nei leader politici una simile inventiva o la vediamo mortificata da logiche di potere nazionalistico o meglio propagandistico”.  

Molti gli spunti anche di curiosità dal libro, come il discorso di Pio XII ai membri del Movimento federativo europeo, incontrati nel giugno 1957, quando il progetto europeo muoveva i suoi primi passi. Speranza ha sottolineato: “Papa Pio XII parlava di   ‘speranza per i popoli europei e per l’umanità’ dal progetto di integrazione, come ci potrebbe aspettare,  ma rifletteva anche su  due questioni molto concrete che restano oggi di primissimo piano e urgenti:  parlava di politica di difesa oltre che economica e di rapporti con l’Africa”. Nel discorso di Pio XII riportato nel libro si legge tra l’altro:  ‘Avete anche esaminato la questione di una politica estera comune e avete osservato al  riguardo che, per essere applicata e produrre esiti positivi, non presuppone necessariamente che l’integrazione economica sia già un dato di fatto’. E poi: ‘Avete infine analizzato  i problemi dell’associazione fra Europa e Africa … che ponga alla base   un aiuto materiale ampio ed esauriente, che contribuisca ad innalzare il livello di vita dei popoli africani e a valorizzare le ricchezze  naturali di questo continente’.

Speranza ha commentato: “Se questo impegno fosse stato davvero perseguito, ora avremmo meno conflitti in Africa e meno disperata emigrazione verso l’Europa”.

“Oggi – ha detto Speranzaci ritroviamo a sentir parlare di cultura umanistica da Oltreoceano e extra Occidente: la studiosa statunitense Martha Nussbaum scrive‘Una sana cultura economica ha bisogno di creatività e di pensiero critico, come autorevoli economisti hanno sottolineato, non si può dunque dimenticare la cultura umanistica, investire poco in studi classici e filosofici’. E, inoltre,  Cina e Singapore hanno attuato vaste riforme dell’istruzione, tali da conferire maggiore centralità agli studi umanistici e all’arte sia nei programmi scolastici che in quelli universitari. E’ bello che accada questo ma è pazzesco che l’Europa stessa rischi di dimenticare di essere la culla della civiltà greco-cristiana che ha dato il via alla democrazia e al sogno di integrazione tra popoli. Questo libro vuole risvegliare la memoria e le coscienze. Vuole ricordare che l’Europa – come diceva De Madariagaè cristiana nella volontà e socratica nella mente, oppure non è. Non può andare da nessuna parte se rinnega i suoi valori: solidarietà e democrazia”.  

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