L’Italia e il Perù rompono il Tetto di Cristallo

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La finlandese Sanna Marin, con 34 anni, è la più giovane presidente del governo al mondo, dice “Non ho mai pensato alla mia età o al mio genere …”, in molti paesi ciò non accade.

L’Italia e il Perù hanno appena eletto un magistrato come presidente della Corte costituzionale. Il Tribunale italiano è composto da 15 magistrati, il Tribunale peruviano per 7. In entrambi i casi i candidati proposti si sono ritirati per far posto alla candidatura femminile, il voto è stato unanime. Sono Marta Cartabia in Italia, Marianella Ledesma in Perù.

Il Perù sta vivendo un momento di cambiamento nella concezione dell’esercizio dei diritti dei cittadini, nel rispetto e nella protezione della divisione dei poteri. Ricordiamo la recente denuncia del giudice Ledesma di un tentativo di intimidazione – corruzione per votare a favore di un Habeas Corpus.

In Perù, è la seconda volta che una donna occupa questa posizione giurisdizionale elevata, invece é la prima volta che é stata eletta Presidente della medesima. Per l’Italia è un passo storico, è la prima volta. Di fronte a così tante leggi discriminatorie emanate contro le donne, come la Legge Golitti (1920) che ordinava il licenziamento delle donne dagli uffici pubblici a favore di coloro che erano tornati dalla guerra; le leggi che ordinavano la riduzione del salario delle lavoratrici tessili fino al 60%; il divieto di accedere a una posizione nella Magistratura, ed altre, seguendo le idee di Mussolini “la donna deve obbedire”.

Pertanto, l’elezione di Marta Cartabia ha un sapore di grande cambiamento, “la tua nomina è la nostra nomina”, dicono le colleghe, sentendosi un precursore lei sostiene “un soffitto di vetro è stato rotto”.

La Corte costituzionale sta lentamente cambiando l’Italia. La sentenza costituzionale sulla discriminazione contro l’adulterio, la donna era punita, ignorando l’adulterio maschile, per lui era “una scappatella”. Dal 1960 le donne possono accedere al concorso della Magistratura, ora costituiscono il 53% dei Magistrati. In entrambi i paesi, nessuna ha raggiunto l’apice della presidenza.

In Perù non sono state emanate leggi discriminatorie nei confronti delle donne, né abbiamo avuto un Mussolini che ha dichiarato “Non darò il voto alle donne … devono obbedire”. Tuttavia, il codice civile del ’52 stabiliva il dovere di obbedienza della donna nei confronti del marito e il dovere del marito di protezione; il codice civile del ’84, per svolgere un’attività economica doveva avere l’autorizzazione del marito.

Se Marianella Ledesma è l’unico magistrato nella Corte costituzionale, Marta Cartabia, è stata la prima ad essere nominata, ha aperto la strada ad altre due nomine, ora sono 3 su 15.

In entrambi i paesi, il livello di femminicidi è alto, uno più macabro dell’altro, il numero non diminuisce.

Per Cartabia, in un paese in cui gli omicidi diminuiscono verticalmente ma il numero di femminicidi è invariabile, stiamo affrontando “un grave problema di civiltà piuttosto che di democrazia”.

Per Ledesma, “non possiamo permettere alle donne nel nostro paese di essere umiliate e degradate; molte sono vittime del femminicidio. ¡¡Non devi vivere assente da te stesso / non devi piangere in ginocchio davanti al cadavere di una donna assassinata per capire che notte trascorriamo nel nostro paese !!”.

Questo 2019, l’Italia registra 98 femminicidi fino ad agosto 2019, ne aveva 144 nel 2018. Il Perù è aumentato, questo 2019 ha raggiunto 166 femminicidi.

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