«AMART 2019 – Antiquari Milanesi per l’Arte» storia e cultura dall’8 al 12 maggio a Milano

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L’antiquariato è sempre esistito e le generazioni se lo tramandano. L’idea, spiega Paolo Landi curatore del progetto di comunicazione, è stata quella di fotografare generazioni differenti, un padre, una figlia, una nonna, una nipote, due cugine, due fratelli, abbiamo voluto proprio attirare l’attenzione sul futuro dell’antiquariato che sarà in mano delle future generazioni.

Paolo Landi, ideatore del Progetto di Comunicazione AMART.

Ma anche sul fatto che le nuove generazioni amano l’antiquariato, molti di loro dichiarano che hanno le case arredate con mobili contemporanei però amano riscaldarle con un quadro antico, oppure con un mobile appartenuto alla tradizione famigliare. Credo che le case che ci piacciono di più, come quelle che vediamo fotografate sulle Riviste di Life Style, sono sempre le case più vissute, no quelle perfette o tutte di antiquariato o tutte di designer, ma dove le cose si compenetrano.

Accanto ad ognuno di questi protagonisti, fotografati da Maki Galimberti al SUPERSTUDIO13 di Milano, una frase che attira l’attenzione sul binomio «antiquariato-design».

 

«La mia casa è un misto che adoro di mobili antichi ereditati e di design contemporaneo» dice per esempio Carla Milesi di Gresy; «In casa è bello mischiare antico e contemporaneo, amiamo questo tipo di contrasti» dicono i fratelli Mondadori; «l’antiquariato ringiovanisce la mia casa» dice la giovanissima principessa Mélusine Ruspoli. E Fabrizia Caracciolo: «L’arte moderna e contemporanea è il mio lavoro, l’antiquariato è nel mio DNA».

«Sono stata la prima donna banditrice d’asta da Christie’s – dice Anna Gastelcontinua la mia passione per le cose antiche che amo mischiare alla contemporaneità». E suo figlio Guido Taroni: «L’antiquariato si tramanda da generazioni nella nostra famiglia. Se le cose antiche e moderne sono belle vivono benissimo insieme».

Oliva Salviati con la figlia Polimnia Attolico Trivulzio sostengono che «L’arte è sempre arte, è senza tempo: ieri, oggi e domani», mentre Anna Cataldi con la figlia Guya Falck dicono «Un mobile o un oggetto di antiquariato dà calore alla contemporaneità della nostra casa». Fino allo «statement» di Urbano Cairo che in maniera assertiva dice «Anche l’antiquariato è una forma di Design».

AMART supera gli schemi della consueta Mostra antiquaria per essere un momento culturale che rappresenti una tappa nel più ampio ed articolato progetto associativo di sviluppo del mercato attraverso iniziative, approfondimenti, contaminazioni tra diverse forme d’arte.

Anche quest’anno sono numerosi i partner che hanno aderito al progetto di AMART: Museo Poldi Pezzoli, Museo della Permanente, Amici del Museo Bagatti Valsecchi, FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, Confcommercio, Ciaccio Arte – Broker Insurance Group, Ingegnoli Piante, Hotel Manin, Promoter, FIMA Federazione Italiana Mercanti d’Arte e Giovani Antiquari Milanesi.

Lo stupendo Palazzo Bovara é stata la sede di presentazione di «AMART 2019 – Antiquari Milanesi per l’Arte» che allestirà la seconda edizione della Mostra al Museo della Permanente di Milano, dall’8 al 12 maggio prossimo.

«AMART è l’unica mostra italiana organizzata direttamente dagli antiquari – dice il Presidente Domenico Pivaè infatti l’Associazione Antiquari Milanesi che l’ha ideata per riscoprire il valore e la bellezza dell’arte antiquaria in tutte le sue espressioni. Nell’edizione 2019 ospiterà 66 mercanti, molti di livello internazionale. La lunga lista d’attesa di quest’anno certifica del credito che AMART si è conquistata in brevissimo tempo nel mondo del mercato dell’arte, ma è soprattutto il lusinghiero riscontro di visitatori che dimostra come si sia riusciti a interpretare il gusto del pubblico, sempre più consapevole e colto, in evoluzione verso l’eccellenza».

Gli organizzatori e i mercanti, forti di queste premesse, hanno raddoppiato gli sforzi per presentare un’edizione 2019 accurata e rigorosa con opere che coprono un vasto arco temporale -dall’archeologia al contemporaneo – e rappresentano tipologie di manufatti artistici molto diversi tra loro. Tra tutte, citiamo una «testa di fauno», scultura del I secolo a.c. (Umbria Sud), la «Maternità», scultura congolese della fine del sec. XIX (Denise e Beppe Berna), il «Lupo», acquarello del 2019 di Marzio Tamer (Salamon Fine Art), il «Regolatore astronomico» di Louis Constantin Detouche (Top Time), un «Incensiere in lacca, oro, argento e smalti», Giappone sec. XIX (Mastromauro).

GALLERIA DI FOTO

Ruspoli, Mélusine Ruspoli
Tre generazioni Piva
Oliva Salviati e la figlia Polimnia Attolico Trivulzio
Fratelli Mondadori
Carla Milesi di Gresy
Fabrizia Caracciolo
Urbano Cairo e la figlia
Anna Gastel e Guido Taroni
Anna Cataldi e la figlia Guya Falck