La performance “Io sono il Venezuela e ho il diritto di” ha invaso gli spazi pubblici di Venezia in segno di protesta contro l’imminente visita di Nicolas Maduro alla Biennale d’Arte.
La visita di Nicolas Maduro alla Biennale di Venezia è imminente e l’artista Nina Dotti ha attivato la performance di protesta “Io sono il Venezuela e ho diritto di”. Così ha incollato centinaia di adesivi con i codici QR (codici di risposta immediata) negli spazi pubblici della città italiana che, una volta scannerizzati, mostrano vari video di denuncia contro il regime venezuelano. Ogni codice QR mostra un video di protesta, una voce che fa appello al diritto di esercitare la propria libertà con dignità. “Vorremmo essere una rete di voci in difesa dei diritti umani dei venezuelani”, ha affermato l’artista venezuelano-americana.
Questa azione creativa non violenta comprende anche un manifesto per un “Venezuela in democrazia”, che nel contesto della Biennale di Venezia alza la sua voce chiedendo “la fine della usurpazione, un governo di transizione e libere elezioni” nel Paese sudamericano. Si tratta di un esercizio partecipativo, che è stato proposto per “mobilitare la gente, mostrare il suo volto, dare testimonianza di una società che si manifesta e tenta di immaginare l’orizzonte democratico che pretende di conquistare”, si legge nel manifesto.
Non è la prima volta che Nina Dotti realizza un’azione di protesta durante la Biennale d’Arte di Venezia. Durante l’apertura della precedente edizione, tenutasi nel 2017, ha messo in scena un «flash mob» sul Ponte degli Scalzati e alle porte della stessa Biennale, con decine di italo-venezuelani che hanno protestato pacificamente per attirare l’attenzione dei turisti e denunciare la grave crisi umanitaria che il Paese stava già soffrendo in quel momento.
“Io sono il Venezuela e ho diritto a” è una pratica artistica partecipativa di protesta promossa da Nina Dotti, attraverso la quale la gente comune può alzare la sua voce senza paura, perché “il popolo del Venezuela ha il diritto di costruire una società democratica, partecipativa, diversificata, libera, equa e solidale”, ha sottolineato Nina Dotti.
Manifesto completo: http://www.theinclusiveway.com/manifiesto-venezuela-democratica-yo-soy-venezuela-y-tengo-derecho-a/
Nina Dotti. Nata a Caracas (Venezuela) nel 1968, Nina Dotti (pseudonimo) risiede e lavora nella città di Miami (USA). Lo sviluppo della sua pratica artistica presuppone diverse strategie di creazione, che includono performance, video, installazioni, fotografia e incontri creativi di natura partecipativa. Le sue proposte trattano temi con dilemmi critici, come la diversità sessuale e il ruolo delle donne nella contemporaneità, presentati attraverso l’umorismo, scene assurde, il POP surrealista e il ridicolo. È anche fondatrice e direttrice della Fondazione Arts Connection a Miami (USA, 2006) e attualmente la sua opera “Reflexions” è presente presso Palazzo Bembo a Venezia, nell’ambito della mostra “Personal Structures”, organizzata dalla fondazione olandese “Global Art Affairs” (GAA) nel contesto della 58esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Ulteriori informazioni sul sito: http://ninadotti.com/








