Chiclayo ed Etén: Dove Dio si è manifestato e un Papa si è formato

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La città di Chiclayo non nasce come insediamento preispanico autonomo, ma si sviluppa nel XVI secolo a partire da due etnie autoctone: i Cinto e i Collique. Fondata attorno al 1566 come «riduzione indigena», Chiclayo affonda le sue radici nella riorganizzazione territoriale coloniale ordinata da Francisco Pizarro, che affidò l’antica Encomienda di Cinto a due suoi capitani, Diego Verdejo e Diego de Vega, innescando tensioni e divisioni che portarono nel 1540 alla creazione delle encomiendas distinte di Lambayeque e Cinto. Il territorio divenne così un importante centro amministrativo coloniale.

A un’ora e mezza da Chiclayo si trova la cittadina di Eten, conosciuta come la capitale del cappello, grazie alla straordinaria tradizione artigianale nella tessitura dei cappelli di palma macora. Ma Eten è nota anche per un evento eccezionale: uno dei cinque miracoli eucaristici riconosciuti in America e l’unico con una apparizione divina. Il 2 giugno 1649, durante la celebrazione del Corpus Domini, il Divino Bambino del Miracolo Eurcaristico apparve nella Santa Ostia al momento dell’esposizione solenne. Un secondo miracolo si verificò il 22 luglio dello stesso anno, durante le feste per Santa Maria Maddalena. Ogni anno, il 12 luglio, iniziano i festeggiamenti in suo onore che culminano il 24 luglio, attirando migliaia di pellegrini.

La prima apparizione del Divino Bambino nel Santissimo Sacramento avvenne la sera del 2 giugno 1649, durante i Vespri e la solenne esposizione in onore della festa del Corpus Domini. Dopo la cerimonia, il frate francescano Girolamo de Silva Manrique stava riponendo l’Ostensorio nel tabernacolo quando improvvisamente si fermò. Il volto radioso di un Bambino era apparso nell’Ostia. Era circondato da riccioli castani che gli ricadevano sulle spalle. Tutti i fedeli presenti poterono vedere la stessa cosa. La seconda apparizione ebbe luogo pochi giorni dopo, il 22 luglio, durante i festeggiamenti in onore di Santa Maria Maddalena, patrona della città. Secondo la testimonianza di fra Marco López, superiore del convento di Chiclayo, durante l’esposizione del Santissimo Sacramento, «il Divino Bambino Gesù apparve di nuovo nell’Ostia, vestito con una tunica viola. Sotto, indossava una camicia che arrivava a metà petto, secondo l’usanza degli indios». Attraverso questo segno, il Divino Bambino volle identificarsi con gli abitanti Moche di Eten per dimostrare loro il suo amore. Durante questa apparizione, durata circa 15 minuti, molti videro apparire nell’Ostia tre piccoli cuori bianchi, uniti tra loro, a simboleggiare le tre Persone della Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, presenti nell’Ostia consacrata. Ancora oggi, la celebrazione in onore del Bambino Miracoloso di Eten continua ad attrarre migliaia di fedeli ogni anno. Ogni anno, la celebrazione in suo onore inizia il 12 luglio con la traslazione dell’immagine del Bambino Miracoloso dal suo santuario al tempio della città di Eten. La celebrazione si conclude il 24 luglio. Questo evento misterioso non solo ne approfondisce il significato storico, ma ha anche avuto un impatto sulla comunità, cambiandola per sempre.

Nel 2019, Mons. Robert Prevost consegnò personalmente a Papa Francesco oltre 20.000 testimonianze scritte a mano dai fedeli, chiedendo che Eten venisse riconosciuta come Capitale Eucaristica dell’America.

Nel gennaio 2025, la comunità ha ricevuto un ulteriore segno di grazia: è stata entronizzata nella parrocchia una reliquia di primo grado del Beato Carlo Acutis, giovane testimone eucaristico del nostro tempo. Questo gesto ha rafforzato la vocazione eucaristica di Eten, rendendo il santuario ancora più centrale nella vita spirituale della regione. Molti pellegrini raccontano di sentire la presenza viva di Dio in quel luogo, di trovare consolazione, guarigione e pace. La reliquia è diventata segno di intercessione e di continuità tra la fede popolare e la santità contemporanea.

 La reliquia è diventata segno di intercessione e di continuità tra la fede popolare e la santità contemporanea.

Dal 2018, la parrocchia di Santa María Magdalena a Ciudad Eten, che venera il Divin Bambino del Miracolo Eucaristico, ha ottenuto dal Vaticano il permesso di concedere l’indulgenza plenaria, ovvero un perdono speciale per colpe o errori, a tutti coloro che partecipano ai pellegrinaggi in commemorazione dell’apparizione divina.

La rappresentazione del Divin Bambino di Eten misura 50 centimetri ed è raffigurata frontalmente, con la mano destra alzata all’altezza della testa, che regge un’ostia tra l’indice e il pollice. La mano sinistra è in avanti, all’altezza della vita, senza alcun oggetto in particolare. La scultura è coperta da una veste che viene cambiata di anno in anno.

Papa Francesco ha concesso un Anno Giubilare e l’Indulgenza Plenaria in Perù a coloro che si recano in pellegrinaggio alla parrocchia di Santa María Magdalena nel distretto di Ciudad Eten, nella diocesi settentrionale di Chiclayo, nella regione di Lambayeque.

L’Anno Giubilare si estende dal 22 luglio 2024 al 22 luglio 2025. Viene concesso in commemorazione del 375° anniversario dell’apparizione di Gesù Bambino in un’ostia consacrata, unico miracolo eucaristico del suo genere nel Paese.

I fedeli cristiani che riceveranno devotamente la benedizione papale, sia assistendo fisicamente alla cerimonia, sia seguendola attraverso i media, potranno ottenere l’indulgenza plenaria secondo le norme del Diritto Canonico.

Per ottenere l’indulgenza plenaria, sarà necessario recarsi in pellegrinaggio alla chiesa parrocchiale situata nel parco principale di Ciudad Eten e soddisfare le tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.

Un popolo che vive la fede

Chiclayo non è una metropoli, ma un cuore pulsante di tradizioni e comunità. La gente è diretta, accogliente, spesso umile e generosa. Molti lavorano nei mercati, nei campi di riso, nelle piantagioni di canna da zucchero o nella piccola pesca. La cucina locale è rinomata: l’arroz con pato, il cabrito, la causa ferreñafana e la chicha de jora non sono solo piatti, ma riti familiari.

Il popolo di Chiclayo ha una relazione viscerale con la propria terra e con la propria fede. Le processioni, le feste patronali, le preghiere serali non sono rare. In questo contesto, la presenza del vescovo Prevost non fu mai distante: anzi, divenne un volto familiare.

Quando Robert Prevost fu nominato vescovo di Chiclayo nel 2015, già conosceva la realtà peruviana. Era stato missionario agostiniano nel nord del paese e parlava spagnolo con naturalezza. Ma a Chiclayo fece qualcosa di più: prese la cittadinanza peruviana, divenne parte del Perù.

Vedere il Video in FB: Santuario Eucarístico en Ciudad Eten.