Bisogna indagare, qui c’è di più che dichiarare Vacante la Presidenza del Perù.

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Era la colonna morale del partito di governo, il guru di Pedro Castillo che governa il Perù, il suo nome è Aníbal Torres, da qualche giorno tuonava categorico “Appena avremo abbastanza vaccini, lavoreremo alla vaccinazione 24 ore al giorno” ( agosto ’21), “Le persone non vaccinate avranno problemi in seguito a celebrare atti legali” (settembre ’21), prevedeva la “morte civile” ai cittadini “non vaccinati” (novembre ’21).

Ministro della Giustizia dal 30 luglio, è professore universitario con tanti allievi elettori. La sua voce stridula, a volte fastidiosa, che non si sente negli eventi internazionali in cui il Perù ha un impatto notevole: il traffico di droga, è diventato un oratore-promotore di vaccini. Le istituzioni di controllo erano molto silenziose e tanto meno parlava l’Agenzia di Vigilanza sugli appalti dello Stato, alcune nomine dipendevano dallo stimato ministro Torres. Fino a quando una cittadina, Mónica Yaya, ha denunciato pubblicamente i contratti con lo Stato sottoscritti dal fratello del ministro Torres, in vigore dalla sua nomina. Qual è il business? La cauzione dei vaccini pagata per la loro custodia al chilo. Nella società Aldem S.A. il fratello del ministro Aníbal Torres lavora suo figlio e sua moglie. Chi ha pagato milioni ad Aldem SA per la custodia dei vaccini è stato il Centro Nazionale per l’Approvvigionamento di Risorse Strategiche in Sanità (Cenares) del Ministero della Salute.

Giustizia sociale, auspicata dalla sinistra, termine per il quale si sono fatti la loro bandiera di giustizia, di etica, di disprezzo per chi ha più di loro. Apparentemente dietro questo concetto si nascondono frustrazione e invidie. Finché non trovano il filo della matassa.
Il ministro di Economia Pedro Francke, anche lui professore universitario, ha frequentato assiduamente Pedro Castillo, prima di essere nominato presidente, fornendogli tutta la saggezza necessaria per colmare un grande vuoto di conoscenza, in breve tempo. Meno di un mese fa Pedro Francke dichiarava, riferendosi alla riforma fiscale per la quale chiedeva facoltà straordinarie “Vedo delle macchine per strada ciò mi punge l’occhio e mi trafigge il fegato…..”. Il filo della matassa è stato trovato dai suoi figli in un appalto con lo Stato, sua figlia con la sua azienda “Programa Apoyo Sociedad” e il figliastro è stato assunto dal Ministero dell’Istruzione, senza nemmeno avere una laurea, lui è un diplomato. La chiarezza sulle loro finanze familiari è stata denunciata dal quotidiano Expresso, Francke, ancora ministro, ha dichiarato “Sia mia figlia che il figlio di mia moglie hanno preso le misure necessarie per correggere quanto accaduto”. Dalla serie “nulla è successo qui”. Attenzione, il delito è stato commesso.

Non finisce, il 29 luglio ’21 Arnulfo Bruno Pacheco viene nominato da Castillo Segretario Generale dell’Ufficio di Presidenza. Il “faccendiere” di Castillo si è fatto conoscere per le pressioni che ha esercitato nelle recenti nomine alle Forze Armate, era già successo con Sagasti chi aveva alterato la tabella dei meriti, in questo caso i chotanos (Chota paese di Castillo) si sono alzati come schiuma e per queste nomine la Procura ha aperto un’indagine. La denuncia è stata fatta dall’ex generale dell’esercito José Vizcarra passato inaspettatamente in pensione. Poi si scopre, nero su bianco, i dialoghi WhatsApp di Pacheco con il direttore della SUNAT, l’ente statale dedito al controllo della fiscalità, chiedendo lavori e la cancellazione dei debiti fiscali a favore di aziende amiche sue. Dialogando con i giornalisti che gli chiedevano informazioni, Pacheco ha risposto in modo arrogante, offensivo, minaccioso “dimmi dove sei? adesso vengo e ti faccio vedere chi sono io”. Uno stile mai viste né sentito negli ambienti del Palazzo di Governo. Un “Perù oscuro” ci inonda.
Mentre Pacheco era in procinto di dimettersi, resistendo alla richiesta di Castillo, il quale continua a scegliere tra i peggiori e fare dichiarazione diverse dal suo agire, la Procura è arrivata al Palazzo di Governo per evitare la cancellazione delle prove, dei registri delle entrate al Palazzo, degli incontri che il Presidente Castillo ha avuto, si apre un vaso di Pandora. Oltre alla pressione esercitata sulla SUNAT, su chi altro ha fatto pressioni Pacheco? Si è dimesso dichiarando “Me ne vado a testa alta”. Da legare.

Nel frattempo, l’Australia espande la sua attività mineraria offrendo “un regime normativo forte, stabile e trasparente, incentivi alla ricerca e allo sviluppo per supportare l’innovazione e una forza lavoro altamente qualificata”. In Perù, la primo ministro Mirtha Vásquez Chiquilin ha ordinato la chiusura di quattro società minerarie ad Ayacucho a causa di denunce di inquinamento ambientale, ha istituito la Commissione esecutiva per la negoziazione delle scadenze e dei termini di ritiro e chiusura delle quattro società minerarie situate nelle sorgenti del bacino. Il 15 dicembre il Ministero dell’Energia e delle Miniere presenterà il programma delle visite alle miniere e la chiusura delle attività minerarie di Apumayo, Sami SAC, Inmaculada e Pallanca. Ci possono essere ragioni ambientali, ma le dichiarazioni di Vasquez Chiquilin all’arrivo ad Ayacucho sono inaccettabili: “molti di voi in questi giorni sono stati classificati come terroristi, violenti….. mi hanno detto alcuni membri del Congresso “perché sostieni quei terroristi, sei un’anti-miniere”. 
Se lo Stato peruviano non ha adempiuto alla supervisione e non ha fatto rispettare le normative ambientali alle compagnie minerarie, non può chiedere scuse a coloro che distruggono le strutture delle stesse compagnie, sta minando direttamente la sicurezza giuridica di un paese se giustifica un’orda di violenti che distruggono beni di investitori stranieri. Finché esisteranno queste distorsioni concettuali, il Perù sarà considerato un paese ad alto rischio. Posizioni politiche così alte non possono essere assegnate a chi instilla confusione tra quello che è il provvedimento ambientale, l’assenza dello Stato e la responsabilità penale di chi distrugge i beni. Quei politici devono scomparire dalle alte cariche pubbliche giacché danneggiano lo sviluppo, l’immagine e l’economia del paese.

Cosa dice Castillo? La sua incoerenza travalica la realtà quando dichiara “C’è una brutta abitudine del furbo chi si occupa di vegliare sugli interessi privati ​​e non sugli interessi del popolo”. Ancora, lui dichiara una visione e appoggia un’altra totalmente diversa.

La deputata Patricia Chirinos ha presentato il Ricorso per dichiarare la Presidenza del Perù Vacante, sta raccogliendo le adesioni affinché diventi una Mozione da discutere al Congresso. L’incapacità morale e di azione di Castillo è ampiamente dimostrata. Personalmente, il Ricorso non è abbastanza, la incoscienza e l’agire incompetente o volontario di Castillo è così ampio che deve aver, intenzionalmente o meno, impegnato il Perù in qualche oscenità, con Bolivia? con il Venezuela?. Bisogna indagare, qui c’è di più che dichiarare Vacante la Presidenza del Perù.