Paraguay: Economia e Commercio

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Il recente studio sull’Economia dell’America Latina e dei Caraibi, 2018 della CEPAL presenta la situazione economica in Paraguay, il cui PIL continua a crescere, nel 2016 la crescita è stata del 4,3%, nel 2017 ha raggiunto il 4,8%, superiore alla media della regione Latino americana.

I punti di forza sono in agricoltura, con una crescita del 4,0%, nella produzione dei manufatti con l’ 8,4% e nel commercio con il 12%. Una crescita basata sui consumi privati e gli investimenti. Questo ci presenta la nuova versione del “Sistema dei conti nazionali del Paraguay” (SCNP), che aggiorna il periodo base 1994-2014.

L’inflazione annua pari al 4,5%, nel settore esterno si è verificato un deficit del conto corrente di 0,8% del PIL a causa dell’aumento delle importazioni. Quest’anno, il PIL dovrebbe essere pari al 4,4%, grazie al settore primario e la generazione di energia, nonché ai buoni risultati forniti dal commercio e dalla produzione di manufatti

Le entrate fiscali del Paese continuano a fare affidamento sulle imposte indirette, come l’imposta sul valore aggiunto (IVA), che rappresenta il 50% delle entrate fiscali. L’IVA ha un tasso generale del 10%, ma vi sono diversi tassi differenziati, come il 5% per i prodotti alimentari di base, i medicinali, il settore immobiliare e i prodotti agricoli; esistono anche esenzioni totali. E’ l’imposta che fornisce il maggior gettito.

Un’altra fonte importante di entrate fiscali per il Paraguay è il contributo degli impianti idroelettrici Yacyretá e Itaipu, il primo condiviso con l’Argentina e il secondo con il Brasile. Nel corso del 2017, questi hanno permesso di raccogliere quasi il 4% di entrate non fiscali.

La spesa pubblica è cresciuta del 7,8% nel 2017 rispetto all’anno precedente, l’aumento delle prestazioni sociali, soprattutto nei programmi Adulto Mayor e Tekopora, e per i pagamenti di interessi sul debito.

Nel 2017, al fine di migliorare la capacità di raccolta, la Subsecretaría de Estado de Tributación ha lanciato un progetto di massificazione della fattura elettronica. La legge relativa al Servicio de Implementación del Sistema Integrado de Facturación Electrónica Nacional (Sifen) è stata emanata. Attraverso questo sistema è possibile effettuare l’emissione elettronica di ricevute di vendita e note di addebito. La fase pilota del sistema sarà lanciata quest’anno. La fattura elettronica sarà attuata gradualmente, con una fase volontaria nel 2019, per poi andare ad una fase obbligatoria prevista per il 2021.

Per 2017 sono queste le cifre del commercio estero totale: esportazioni più importazioni ammontavano a $23.606 milioni, con una crescita del 12,7% rispetto al 2016. Le esportazioni totali sono pari a $12.081 milioni, con un aumento del 8,3%, dovuto principalmente ad una crescita del 28,5% nei valori delle riesportazioni (beni importati sotto il regime del Turismo, decreto n. 6406/05) e poi riesportati principalmente in Brasile.

Le esportazioni di prodotti primari sono aumentate del 4,4%, grazie all’incremento delle esportazioni di soia. Le esportazioni di manufatti di origine agricola sono diminuite per il calo delle spedizioni di farina di soia; per contro le esportazioni di manufatti di origine industriale sono aumentate del 19,3% per l’aumento nelle vendite di prodotti come fili e cavi (auto), tessuti, articoli di plastica, carta, cartone e prodotti beneficiati dal Régimen de Maquila. L’elettricità, che rappresenta il 24% delle esportazioni, ha mostrato una crescita moderata nel 2017. Alla fine del 2017, le importazioni di beni hanno raggiunto $11.524 milioni, il che rappresenta un aumento significativo del 17.7% rispetto all’anno precedente.

Mentre le importazioni per il consumo interno sono aumentate del 16,4%, le importazioni sotto il Régimen de Turismo sono aumentate del 48,5%. Per tipo di merce, si è registrato un aumento delle importazioni sia di beni destinati al consumo (19,1%) sia di beni intermedi (18,9%) e beni di capitali (27,6%). L’aumento dei beni di consumo è spiegato con gli aumenti di prodotti alimentari, bevande, tessuti e dall’acquisizione di beni durevoli, come automobili e apparecchi elettrici. L’aumento dei beni intermedi è stato dovuto a carburanti e lubrificanti, tra gli altri. Infine, i beni capitali sono aumentati principalmente grazie all’aumento delle importazioni di trattori, macchine e macchinari per l’agricoltura, estrattori e macchine industriali.

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