Papa Francesco in Belgio e Lussemburgo:
viaggio tra storia, fede e speranza per l’Europa
Con il motto «Pour servir», il Papa affronta temi cruciali come pace, educazione, ambiente e accoglienza durante il suo viaggio nel cuore del vecchio continente
Papa Francesco è pronto per il suo 46° viaggio apostolico, che dal 26 al 29 settembre lo porterà nel cuore dell’Europa. Per la prima volta visiterà Belgio e Lussemburgo, paesi già visitati due volte da San Giovanni Paolo II. L’agenda è ricca di appuntamenti: incontrerà il Granduca del Lussemburgo, i sovrani del Belgio e parteciperà alle celebrazioni per i 600 anni dell’Università Cattolica di Lovanio, fondata nel 1425. In programma sette discorsi, di cui due in Lussemburgo e cinque in Belgio, tutti pronunciati in italiano. Questi due paesi si aggiungono a una fitta agenda di settembre che comprende sei paesi in un solo mese.

Papa Francesco si è mostrato in buona forma. Nonostante una lieve stanchezza dopo un lungo viaggio di 12 giorni in Asia e Oceania, si è detto felice e soddisfatto del cammino intrapreso.
Il motto della prima tappa in Lussemburgo è «Pour servir», un richiamo al modello di Cristo, venuto «non per essere servito, ma per servire». Allo stesso modo, la Chiesa è chiamata a servire l’umanità, seguendo l’esempio del suo Maestro.
Il Lussemburgo, un piccolo paese con una popolazione di 672.000 abitanti, il 65% dei quali cattolici, ospita circa 170 nazionalità diverse. È anche sede di importanti istituzioni europee, tra cui la Corte di giustizia dell’Unione Europea e istituzioni finanziarie di rilievo.

Il Papa affronterà temi cruciali come il futuro dell’Europa, il ruolo dell’educazione per le nuove generazioni, le sfide della tecnologia, la pace, l’ambiente e l’immigrazione.

La visita di Papa Francesco potrebbe anche essere un gesto di riconoscenza verso il cardinale Jean- Claude Hollerich, arcivescovo del Granducato e figura di spicco nel pontificato. Gesuita, poliglotta e relatore del Sinodo sulla Sinodalità, Hollerich ha trascorso 23 anni in missione in Giappone ed è un importante promotore delle riforme a lungo termine della Chiesa.
In Belgio, visiterà Bruxelles, Leuven e Louvain-la-Neuve. Sabato mattina, si recherà alla Basilica del Sacro Cuore, la quinta chiesa più grande del mondo, per un incontro con vescovi, sacerdoti, suore, religiosi e catechisti. Incontrerà anche i rifugiati. Nel corso della mattinata, è previsto un incontro discreto con le vittime di abusi, come indicato dalla Conferenza episcopale belga. La Chiesa del Belgio è stata colpita da diversi scandali legati agli abusi, tra cui il noto caso del vescovo emerito Roger Vangheluwe, recentemente ridotto allo stato laicale.
In Belgio potrebbe rivolgersi all’Europa, una regione del mondo che il pontefice pone come esempio per la sua capacità di pacificazione dopo due guerre mondiali, e che è stata scossa soprattutto dal conflitto in Ucraina. In passato Francesco ha più volte fatto un richiamo al “vecchio continente” per la gestione della crisi migratoria e per il suo declino demografico.
Papa Francesco visiterà due Paesi strategici per la storia e la politica europea, veri crocevia tra il mondo germanico, latino e oltre la Manica. Sarà un viaggio ricco di riflessioni sulla storia dell’Europa, sulla solidarietà tra le nazioni e sull’accoglienza dei più vulnerabili.
Uno dei temi centrali sarà la pace, una vocazione che affonda le sue radici nella storia del continente. Francesco sottolineerà l’importanza di non dimenticare i sacrifici fatti per la pacificazione e il rischio di nuove tensioni, in un momento in cui l’Europa è scossa dal conflitto in Ucraina.
Domenica 29 settembre, Francesco celebrerà una messa nello Stadio Re Baldovino di Bruxelles, dove pronuncerà l’omelia dell’Angelus. Durante la celebrazione, beatificherà la suora carmelitana Anne de Jésus, discepola di Santa Teresa d’Avila e fondatrice di conventi di Carmelitani Scalzi in diverse città europee, tra cui Lovanio.








