Da qualche mese papa Francesco soffre di gonalgia alla gamba destra, cioè un dolore al ginocchio dovuto alle semplici azioni quotidiane, come camminare o inginocchiarsi. Il dolore, che può essere acutizzato da un’artrosi, si verifica anche quando la cartilagine del ginocchio si deteriora con l’uso e l’età. Come accennato da un’intervista pubblicata su un quotidiano nazionale, Papa Francesco avrebbe subito un intervento al ginocchio per uno strappo ai legamenti: «Ho un legamento strappato, faranno un intervento con infiltrazioni e vedremo. È da molto tempo che non posso camminare, sento un po’ di dolore e di umiliazione”. Il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha rassicurato che la procedura medica è «sostanzialmente un’iniezione». Secondo il portavoce vaticano i controlli medici sono stati effettuati, ma il Papa da tempo si sottopone regolarmente a sedute di fisioterapia. Il 30 aprile il medico personale aveva ordinato a Sua Santità di non camminare, con una conseguente ma necessaria riduzione delle sue apparizioni pubbliche. Ultimamente lo abbiamo visto camminare trascinando la gamba, in sedia a rotelle e aiutato da un assistente.
Ma non è la prima volta che Bergoglio affronta un’operazione chirurgica a causa del suo fragile apparato osteo-articolare. Nel 1994 infatti Francesco è stato operato per l’istallazione di una protesi all’anca destra. È evidente a tutti che i problemi di deambulazione, oltre a mettere a dura prova la sua salute, sono motivo per cui in questo ultimo mese ha cancellato buona parte della sua agenda, interrogandosi anche sui viaggi internazionali programmati per quest’anno in Congo, Canada e Oceania, mentre il viaggio in Libano è stato già rinviato. Anche all’età di 21 anni, dopo una grave forma di polmonite a causa di tre cisti, gli fu asportato il lobo superiore del polmone destro.
Lo stesso viaggio a Malta ha rappresentato una cartina al tornasole durante il quale lo abbiamo visto scendere per la prima volta dall’aereo attraverso un apposito ascensore per le persone a mobilità ridotta, un programma intenso che lo ha obbligato a restare in piedi più del dovuto. Francesco pensava di stare meglio. La sensazione di miglioramento al ginocchio è stata sufficiente per non arrestare questo papa ‘guerriero’ che però durante la Settimana Santa ha dovuto annullare prima il viaggio a Firenze e la sua presenza ad una parte delle celebrazioni del Triduo Pasquale. Il 26 dello stesso mese ha interrotto nuovamente le attività a causa del dolore al ginocchio. Non ha partecipato al Consiglio cardinalizio, a cui ha sempre assistito, ha limitato i suoi viaggi, partecipa alle funzioni spesso seduto.
Il fatto che l’agenda pontificia sia stata più volte cancellata ha fatto subito scattare il solito rumore di pettegolezzi su possibili cause sconosciute e non rivelate, patologie nascoste e malattie di maggiore importanza, senza capire che il pontefice affronta e attraversa il dolore fisico con quella capacità di sorridere e di offrire a Dio tutto. La sua non è pretesa di protagonismo ma è caparbietà e fede nel portare avanti prima di tutto una missione, la missione di essere pastore tra le genti. Per coloro che si augurano già di voltare pagina questi avvenimenti presagiscono l’inizio di un conclave. «Ogni volta che il Papa è malato– afferma Francesco alla radio COPE – c’è una brezza che avrebbe voglia di annunciare nuovo conclave». Così per certe menti inclini al sospetto, l’informazione non è mai abbastanza. Soffrire di certi acciacchi, che limitano l’attività, non implica che si entri in una fase del pontificato condizionata da terzi. C’è la possibilità di una rinuncia, ma questo pensiero difficilmente sembra adattarsi al carattere di Francesco.
«Ho un problema. Questa gamba non va bene, non funziona – dice Papa Francesco. Il dottore mi ha detto di non camminare. A me piace camminare… ma questa volta devo obbedire”. Il buon umore non lo tradisce. Chi pensa che sia forse la vecchiaia a fermare un Papa ha una visione troppo limitata. Recentemente, nel percorso in macchina a bordo della consueta Jeep bianca che lo portava a salutare in Piazza San Pietro ha incontrato un gruppo di sacerdoti messicani: “Santità, come va con il ginocchio?». “Sapete di cosa ho bisogno – risponde il Papa – per la mia gamba? Di un po’ di tequila!»





