
RESTITUITI GRAZIE AI CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE, COORDINATI DALLA PROCURA DI ROMA E IN COLLABORAZIONE CON IL MINISTERO DELLA CULTURA, I DUE TESTI TRAFUGATI DEL XVI E XVII SECOLO
Presso il Museo Ebraico di Roma, si è svolta la cerimonia per la restituzione di due antichi libri del XVI e XVII secolo appartenenti al patrimonio bibliografico della confraternita Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma e della Biblioteca del Collegio Rabbinico Italiano, oggetto di razzia durante e dopo l’occupazione nazista della Capitale.
Alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli e del Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Shemuel Di Segni, sono intervenuti anche il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, il Procuratore Aggiunto della Procura di Roma, Giovanni Conzo e il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Antonio Petti.
La cerimonia ha segnato un momento di alto valore storico e istituzionale dedicato al dovere della memoria e all’affermazione della legalità, durante il quale un altro tassello di millenaria tradizione culturale ritrova finalmente la sua collocazione originaria. I due volumi di notevole pregio per inestimabile valore storico e documentale, erano recentemente riapparsi sul mercato antiquario statunitense in una vendita sul sito di una casa d’aste con sede a New York.
Fondamentale il meticoloso monitoraggio dei mercati internazionali a cura dei Carabinieri TPC e i sofisticati riscontri di archivio che hanno permesso di rintracciare i volumi oltreoceano e impedirne l’ulteriore dispersione, grazie anche alla collaborazione con le autorità statunitensi. Con questa cerimonia celebriamo il ritorno dei due preziosi testi a stampa.
Il primo, Peirush Megilath Esther (Commentario al Libro di Ester) del rabbino, talmudista e cabalista del XVI secolo Elisha Gallico, edito a Venezia nel 1583, appartenente alla Biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma. Il secondo volume recuperato, dal titolo Nachalath Ya’akov (L’eredità di Giacobbe) dell’autore Yaaḳov Hailpron, edito nel 1622 a Padova, proveniente dal fondo del Collegio Rabbinico Italiano e custodito presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi”. La loro restituzione si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione della memoria e di recupero dei beni culturali dispersi anche a seguito delle persecuzioni nazifasciste in Italia. Le attività investigative sono state avviate dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC e dal Nucleo Carabinieri TPC di Roma, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, a seguito di distinte denunce presentate al Comando TPC dai rappresentanti delle due biblioteche interessate, i quali segnalavano l’asta per la vendita dei due lotti, permettendo così la identificazione e il riconoscimento dei due preziosi libri. Il recupero dei beni è il risultato di una complessa interlocuzione seguita da personale del Comando Carabinieri TPC a cui sono affidati i compiti di Cooperazione Internazionale, in fondamentale sinergia con il District Attorney’s Office (DAO) di New York la cui consolidata collaborazione rappresenta una tra le più efficaci intese internazionali per tracciare e sequestrare beni culturali trafugati dal territorio italiano e giunti illegalmente negli Stati Uniti, confermando ancora una volta l’impegno determinante nel contrasto al traffico illecito nel mercato dell’arte.

«Il rientro di questi due volumi nella loro sede originaria restituisce alla comunità un patrimonio di straordinario valore storico e culturale. Si tratta di opere che testimoniano la ricchezza della tradizione tipografica e della cultura ebraica italiana e che tornano a far parte del contesto in cui sono state custodite e tramandate nel tempo. Questo recupero contribuisce a ricomporre un patrimonio di memoria e conoscenza, rendendolo nuovamente fruibile alle generazioni future. Ringrazio la Procura della Repubblica di Roma e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per il prezioso lavoro svolto, che ha reso possibile questo importante risultato» ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“La restituzione di oggi rappresenta molto più del recupero di beni di straordinario valore storico e bibliografico: oggi recuperiamo un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma. Questi volumi sono testimoni della nostra identità, della nostra cultura e della vitalità di una tradizione che nessuna barbarie è riuscita a spezzare. Il loro ritorno è una vittoria della memoria, della giustizia e della legalità. Per questo rivolgo un sentito ringraziamento ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e alle autorità italiane e statunitensi che hanno reso possibile questa importante restituzione”, ha dichiarato Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma.
“Ringraziamo, a nome dell’ebraismo italiano, le Forze dell’Ordine per l’attività di investigazione e recupero che ha reso possibile il ritorno di un patrimonio culturale e bibliografico di grande valore, parte integrante della storia e della memoria delle nostre Comunità e del nostro Paese”, le parole della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi.
“La restituzione al patrimonio della Comunità Ebraica di due preziosi volumi del XVI e XVII sec., depredati in circostanze di assoluta e disumana gravità, rappresenta un atto di giustizia e di riparazione anche storica, segnando la vittoria del diritto e della memoria sulla barbarie e sul tempo. Una missione questa, che chiama in causa direttamente i Carabinieri del Comando TPC, attori cruciali nella difesa della legalità e nel recupero delle identità culturali violate” ha dichiarato il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. I volumi di significativa importanza storica torneranno finalmente nel loro luogo d’origine e restituiti alla collettività.







