Presidenziali 2024, una donna per il Messico.

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Presidenziali 2024, una donna per il Messico.
Sul voto l’ombra della violenza dei cartelli narcos

Secondo gli ultimi sondaggi prevalgono due candidate. Oltre 30 i candidati uccisi prima delle elezioni.

Il Messico andrà alle urne domenica 2 giugno per scegliere il nuovo Presidente della Repubblica. Rimarrà in carica per sei anni nella residenza del Palazzo Nazionale e sostituirà l’attuale mandatario Andrés López Obrador. Sono circa 98 milioni i messicani, su una popolazione di oltre 129 milioni di abitanti, chiamati alle urne; circa 8 milioni in più rispetto al 2018. Gli esperti dicono che queste elezioni sono le più grandi della storia del paese, ma anche le più polarizzate e le più violente. Nel secondo paese più grande dell’America Latina sono in gioco il rinnovo di 20.708 incarichi pubblici, tra senatori, deputati, governatori e un’infinita lista di autorità regionali e locali.

 

Secondo gli ultimi sondaggi prevalgono due candidate, il che aumenta la possibilità per il Paese di eleggere per la prima volta nella sua storia una presidente donna che sarà alla guida della seconda economia più grande della regione. In Messico il presidente viene eletto al primo turno con la maggioranza relativa; la legge messicana non contempla il ballottaggio, a differenza di quanto accade in altri Paesi del Continente.

Tra le due principali candidate alla Presidenza c’è la delfina del presidente attuale, Claudia Sheinbaum, con la coalizione “Seguimos haciendo historia”, che ha ricevuto il sostegno di più di 900 accademici, intellettuali e artisti legati al suo partito ‘Morena’. Ingegnere, ebrea, ambientalista, nel 2018 ha ricoperto il ruolo di Sindaco di Città del Messico.

 

A concorrere alla presidenza anche la candidata del centro destra Xóchitl Gálvez Ruiz, ingegnere e imprenditrice di successo, senatrice per il partito Azione Nazionale con la coalizione del centro destra “Fuerza y corazon por Mexico”. Durante il governo dell’ex Presidente messicano Vicente Fox Quesada è stata membro del Gabinetto con la delega allo sviluppo delle popolazioni indigene.

L’ultimo candidato è il giovane Jorge Álvarez Máynez, del partito “Movimiento Ciudadano”, che, secondo i sondaggisti, avrebbe poche possibilità di andare al governo viste le due candidate femminili come protagoniste assolute.

“In queste elezioni viene garantita la parità di genere – affermano gli analisti – grazie a una riforma costituzionale approvata nel 2019 che cambierà la rappresentanza delle donne nelle decisioni sulla vita pubblica del paese”.

È, secondo i dati statali, una campagna elettorale segnata anche dalla violenza: assassinati più di 34 candidati, o aspiranti, nel periodo che va dal giugno 2023 ad oggi, dati che sono contestati dalle organizzazioni per i diritti umani per le quali i morti sarebbero 40. A ciò si aggiungono centinaia di minacce, 11 sequestri e più di 500 candidati che hanno chiesto protezione per la loro vita. Le pressioni ad opera dei narcotrafficanti rendono la situazione grave e sempre più estesa, un trend in crescita, ma soprattutto costante, che negli ultimi sei anni non è stato affrontato. Ieri in chiusura di campagna elettorale è stato assassinato, durante il suo ultimo comizio, l’aspirante sindaco del centro destra Alfredo Cabrera. In ogni caso si tratta di una situazione endemica e strutturale. E non c’è nessun motivo per cui tutto questo debba cambiare.

Rapporto Messico e Stati Uniti

I rapporti con gli Stati uniti, che oscillano tra punti di accordo e divergenze, sono da sempre tesi e complessi, a seconda dei temi trattati, ma questa non è una sorpresa per i messicani. Gli Stati Uniti lamentano giustamente il traffico di droga proveniente dal Messico, ma sono loro stessi a sostenere il narcotraffico con la fornitura di armi.

I vescovi messicani invitano tutti i cittadini a votare liberamente e senza paura, dimostrando il loro senso democratico e civico, evitando di muoversi al di fuori della legge e rivolgendosi ai nuovi responsabili della politica. “Non è conveniente che qualcuno vinca grazie a brogli e frodi”. Un appello anche ai giornalisti ed editori “a servire la nazione informando i cittadini in modo veritiero, etico e tempestivo sugli sviluppi di questo processo storico”.

Queste elezioni sono particolarmente rilevanti visto il contesto politico, sociale ed economico che attraversa il paese in cui i messicani sceglieranno questa domenica tra la continuità delle politiche di Obrador o per un cambio di governo. Il nuovo Presidente dovrà affrontare sfide significative legate alla geopolitica, all’ambiente, all’economia, all’insicurezza, ai flussi migratori verso gli Stati Uniti, al narcotraffico. In questo contesto, sommato all’incertezza che deriva da un periodo di crisi globale, è importante capire le proposte e i piani di sviluppo fatti in campagna elettorale per il futuro degli Stati Uniti Messicani.

 Fonte: RaiNews