Leone XIV ordina quattro vescovi ausiliari per Roma: “Nessuno si senta scartato davanti a Dio”

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Ai sacerdoti: “Non fatevi cercare, fatevi trovare. E fate in modo che i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, le laiche e i laici impegnati nell’apostolato non si sentano mai soli”.

Papa Leone XIV ha ordinato nella Basilica di San Giovanni in Laterano quattro nuovi vescovi ausiliari per la Diocesi di Roma, della quale è vescovo. A ciascuno dei nuovi consacrati è stato affidato un settore territoriale della diocesi: nord, sud, est, ovest e centro storico.

La cerimonia si è svolta alla vigilia della Quinta Domenica di Pasqua. Nel corso dell’omelia, Leone XIV ha ricordato che la Chiesa di Roma possiede una singolare vocazione all’universalità e alla carità, grazie al suo peculiare legame con Cristo risorto e vivo, fondamento dell’edificio spirituale di pietre vive formato dal popolo santo di Dio.

Le nuove nomine si aggiungono alla decisione assunta nel novembre 2025 di ricostituire il Settore Centrale della Diocesi di Roma, abolito da Papa Francesco nell’ottobre 2014. I nuovi consacrati sono don Stefano Sparapani, 69 anni, parroco di San Basilio e vicario episcopale per il settore nord della città, al quale è stata assegnata la sede titolare di Bisenzio; don Alessandro Zenobbi, 56 anni, parroco di Santa Lucia e vicario episcopale per il settore ovest, con sede titolare di Biccari; don Andrea Carlevale, 54 anni, parroco di San Giovanni Battista de Rossi, nella zona Appio-Latino, con sede titolare di Atella; e don Marco Valenti, 64 anni, parroco della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, con sede titolare di Arpi.

Rivolgendosi ai nuovi vescovi, il Pontefice ha affermato: “Avvicinarsi a Cristo significa avvicinarsi gli uni agli altri e crescere insieme nell’unità: ecco il mistero che ci coinvolge e trasforma dal di dentro anche la città. A servizio di questo dinamismo, portato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo, i nostri fratelli Andrea, Stefano, Marco e Alessandro vengono ordinati all’episcopato. È una festa di popolo, perché essi vengono da questo popolo e dal presbiterio che con amore se ne prende cura”.

Durante la celebrazione il Papa ha consegnato ai nuovi vescovi la mitra, auspicando che “lo splendore della santità risplenda” su di loro e che possano un giorno ricevere “l’eterna corona di gloria”. Il Vescovo di Roma ha inoltre ricordato che la comunità diocesana si raccoglie nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché i nuovi vescovi siano pienamente consacrati al servizio del Vangelo di Cristo, “pietra scartata” che, scelta da Dio, è divenuta “pietra angolare”.

Secondo diversi osservatori vaticani, le nuove nomine segnano un ritorno alla stabilità e alla normalità nella gestione pastorale della Capitale: “Carissimi fratelli da oggi sarete vescovi ausiliari di questa Chiesa, la cui cura ho ricevuto in dono; insieme al Cardinale Vicario potrete aiutarmi a essere riflesso del Buon Pastore per il popolo romano e a presiedere alla carità di tutto il popolo santo di Dio sparso sulla terra”, ha detto ancora Leone XIV.

Nel suo discorso il Pontefice ha sottolineato che il cuore dell’annuncio messianico è proprio la “pietra scartata”, simbolo di coloro che la società continua a emarginare. “Abbiamo visto il Santo toccare l’impuro, il Giusto perdonare i peccatori, la Vita guarire i malati, il Maestro lavare i piedi sporchi e stanchi dei suoi discepoli. In questa città, capitale del grande impero, la pietra scartata diventa il vessillo di una nuova speranza, quella del Regno di Dio, annunciata dalle Beatitudini e cantata nel Magnificat”.

Tutti i nuovi vescovi ausiliari provengono dal clero romano, dettaglio considerato significativo. Tra loro, due erano già vicari episcopali: don Stefano Sparapani per il settore settentrionale dal 2025 e don Alessandro Zenobbi per il settore occidentale dal 2024. Con queste nomine salgono a sei i vescovi ausiliari in servizio attivo, ai quali si aggiungono il Cardinale Vicario Baldassare Reina, Monsignor Renato Tarantelli, vicario generale ausiliare e vicario per il Centro Storico, e Monsignor Michele Di Tolve, rettore del Seminario Maggiore.

Leone XIV ha poi esortato i fedeli a non temere di essere “pietre scartate” agli occhi del mondo: “Si diventa pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio quando, con la vita e la parola, ci si oppone ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona e utilizzano i conflitti per favorire i più forti, trascurando chi resta indietro”, considerando chi soccombe come spazzatura della storia. Gesù ha camminato in mezzo a noi da profeta disarmato e disarmante, e quando è stato scartato non ha cambiato stile.

Leone XIV ordina quattro vescovi ausiliari per Roma
Leone XIV ordina quattro vescovi ausiliari per Roma (Rainews.it)

Parlando ai nuovi vescovi con tono paterno, il Papa li ha incoraggiati a raggiungere “le pietre scartate” della città, annunciando che in Cristo nessuno è escluso dal diventare parte viva della Chiesa e della fraternità umana. Il Pontefice ha inoltre richiamato l’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco, invitando a essere una Chiesa “ospedale da campo”, vicina alle periferie materiali ed esistenziali. “Da presbiteri avete accolto questo invito insieme alle comunità parrocchiali che avete accompagnato. Ora giunge una nuova chiamata, con lo stesso cuore: nessuno deve sentirsi scartato da Dio, e voi sarete araldi di questa bella notizia che è al centro del Vangelo”.

“Sarete profeti nel vostro ministero se sarete uomini di pace e di unità, capaci di armonizzare le differenze, accogliere, ascoltare e perdonare”, ha aggiunto. Infine, Leone XIV ha rivolto un appello all’intera comunità ecclesiale: “Non fatevi cercare, fatevi trovare. E fate in modo che i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, le laiche e i laici impegnati nell’apostolato non si sentano mai soli. Aiutateli a rianimare la speranza nei loro diversi ministeri e a sentirsi parte di una stessa missione. Sappiate sempre, instancabilmente, motivare le persone e le comunità, richiamando con semplicità alla bellezza del Vangelo”.

A pochi giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro, questa riforma, discreta ma significativa, punta a ristabilire una governance stabile e a rafforzare il dialogo con il clero diocesano. Il Papa ha concluso affidando Roma alla protezione della Vergine: “I poveri di Roma, i pellegrini e tutti coloro che giungono da ogni parte del mondo possano trovare negli abitanti di questa città, nelle sue istituzioni e nei suoi pastori quella maternità che è il volto autentico della Chiesa. La Salus Populi Romani, Madre della nostra fiducia, ci guidi e ci custodisca sempre lungo il cammino”.

Fonte: RaiNews