Quando basta un’idea. La Cena dei Mille. Ci racconta Enrico Bergonzi

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Mi chiamo Enrico Bergonzi sono chef Patron del ristorante Al Vedel a Colorno Parma. Io ho un ristorante che ha una storia di 243 anni perciò sono il settimo della generazione a gestire questo ristorante

Parma diventa Città Creativa della gastronomia UNESCO tutti facciamo festa ma il giorno dopo finita la festa con alcuni colleghi mi siedo attorno a un tavolo e decidiamo quale era il nostro ruolo, qual era il nostro compito e allora, cosa possiamo fare noi per il territorio? abbiamo un territorio che è único, da tutti conosciuti in tutto il mondo. Abbiamo una gastronomia molto semplice basta non rovinare i prodotti ma siamo slegati tra colleghi a quel punto lì decido di fare un Consorzio, di mettere assieme tanti ristoratori e di darci degli obiettivi da lì è partito il tutto, 8 colleghi messi assieme, oggi siamo quaranta e tutte le settimane ci mettiamo in gioco, le azioni che vengono fatte non sono solamente azioni da potere in un qualche modo rappresentare Parma quando si muove all’estero ma sono anche azioni social, azioni solidali tra di noi ci stiamo aiutando tanto, stiamo crescendo e tutte le volte che proponiamo un’uscita o comunque un modo per mettersi in gioco lo condividiamo tra i colleghi

Questo significa far crescere tutto un territorio non c’è solamente uno chef che può spiccare all’interno del grupo ma tanti che possono parlare di un territorio questo deve essere Parma E questo vogliamo che Parma sempre di più faccia squadra

Ma prima era diverso?

Per me era diverso prima, a parte qualche collega tra di noi eravamo concorrenti adesso è completamente cambiato tra concorrenti, siamo colleghi, amici abbiamo una chat addirittura dove ci scambiamo informazioni dove il personale chi ne ha bisogno e chi ne ha in più lo mette in chat e verifica dove risolviamo dei problemi assieme. Questo vuol dire fare il sistema e fare territorio

Allora c’è stato un cambiamento dall’atteggiamento umano?

Assolutamente sì dall’atteggiamento e da come ci proponiamo l’uno con l’altro questo ci ha permesso in un qualche modo di metterci in gioco.

È una responsabilità anche?

Assolutamente sì però è una cosa talmente bella poter dialogare e collaborare con colleghi significa che io i miei colleghi non sono più persone che hanno altri ristoranti sono i miei amici sono quelli con cui esco la maggior parte del mio tempo libero Sono quelli con cui  condividiamo i progetti adesso per il futuro

Allora questa è stata la base della cena dei Mille?

Assolutamente sì vedrete che nella cena dei Mille sono 60 /70 chef che lavorano tutti assieme che una quantità di persone assurda per fare mille piatti per mille persone, ma tutti, tutto il territorio dice «Io voglio esserci» perché alla base c’è “Io sono Parma”.

E lei che ruolo avrà in questa cena dei Mille?

Io devo cercare di coordinare tante teste non è tanto fare un piatto, la difficoltà ma mettere assieme tante teste perché logicamente ognuno vorrà essere protagonista e sentirsi protagonista in un territorio e allora io assieme ad altri colleghi in grupo più affiatato dovremmo cercare in un qualche modo di dividere i compiti di modo che ognuno si senta in un qualche modo realizzato e stimolato ad andaré avanti nella ricerca.

Benissimo e tutti i piatti sono con prodotti di Parma

Assolutamente sì. Ma il bello è che parteciperanno chef anche non di Parma di modo che gli abbinamenti potranno essere anche abbinamenti stravolti dal nostro sistema,  ma ben venga anche perché se non ci apriamo al mondo, se non lo contaminiamo non andremo mai avanti da nessuna parte poi è logico che i nostri prodotti rimaniamo sempre fermi e saldi su quella linea ma abbiamo bisogno di contaminazione per una crescita.