Ritorna a Mortara il Grande Scenografo Cesare Rovatti. Domingo 7 Ottobre al Castelli Isimbardi

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Solitamente riservato, uso a lavorare dietro le quinte e a non rilasciare interviste, per una volta nella vita Cesare Rovatti, grande architetto e scenografo di origine mortarese, parlerà di sé e della sua straordinaria carriera. Sarà intervistato dalla giornalista romana di Repubblica Laura Laurenzi al castello Isimbardi di Castello d’Agogna, domenica 7 settembre alle 15.

Rovatti  racconterà di quando ha lasciato Mortara, di cosa gli manca della città in cui è nato, e di cosa prova tornandoci, delle sue aspirazioni da ragazzo quando conobbe tra l’altro Marta Marzotto mortarese come lui, degli anni febbrili a Brera, della specializzazione in scenografia. E poi finalmente Roma, dove arriva con una lettera di presentazione: la Roma edonista dei primi anni Sessanta, la città eterna, Hollywood sul Tevere che gli spalanca le braccia distinguendo il vero talento.

Si forma come scenografo e costumista a fianco di Piero Tosi e la sua carriera è fulminante: non c’è grande regista con cui non abbia lavorato, da Bolognini a Visconti, da De Sica a Pasolini ad Antonioni. Le sue opere sono fatte di intuizioni e rigore insieme. Riesce a dare corpo a stanze, case, ville, piazze, situazioni, interni senza mai perdersi d’animo. Insegue sogni e visioni, producendo disegni e bozzetti che saprà rendere tridimensionali, creando mondi paralleli più veri e più perfetti di quelli reali.

“Quel che amo del suo lavoro è la mano leggera con cui riesce a dare consistenza alle idee”, lo ha lodato la stilista Carla Fendi che gli ha affidato fra l’altro la ristrutturazione, oltre che di un teatro, della sua anomala villa a pianta rotonda simile a un disco volante sulla dune di Sabaudia.

Passando dal cinema all’arredamento di case uniche al mondo, dalle grandi attrici degli anni d’oro di cui conosce ogni segreto alle vere signore che abitano i castelli, dai registi incontentabili agli stilisti, ai manager, ai banchieri ancora più esigenti, Rovatti è diviso fra due carriere complementari, che si intrecciano e si fondono: da una parte la fabbrica dei sogni, dall’altra un vero tetto sulla testa di chi può permettersi molto.

Ha firmato con gusto sicuro e trovate inattese case di rappresentanza e residenze fotografate dalle più prestigiose riviste d’arredamento, eremi e dimore di lusso ineguagliato, negozi sontuosi, ribalte cosmopolite o, all’opposto, rifugi segreti su cui si è sempre mosso con  charme ed eleganza, ma anche con molto senso dell’umorismo, come sentirete dai suoi racconti venati qua e là di divertita perfidia.

Preferendo defilarsi e lavorare nell’ombra, ha sempre dato ragione ad André Gide che esortava a non parlare mai di se stessi, poco degli altri e molto delle cose, ma per questo suo ritorno a Mortara il maestro Rovatti eccezionalmente ha accettato di derogare alla regola.

All’evento di Castello Isimbardi, sede degli eventi culturali della Fondazione Vera Coghi, parteciperà anche la giornalista e scrittrice Natalia Aspesi, amica personale di Rovatti.