Il Papa: “Una chiesa come Bartimeo, che raccoglie il grido del mondo”

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Sinodo sulla sinodalità, il Papa: “Una chiesa come Bartimeo, che raccoglie il grido del mondo”

“In questo tempo di guerre dobbiamo essere testimoni di pace, anche imparando a dare forma reale alla convivialità delle differenze. No a una Chiesa seduta, ma una Chiesa in piedi”, ha detto il Pontefice

Papa Francesco ha ricordato in piazza San Pietro durante la celebrazione eucaristica alla conclusione del Sinodo sulla sinodalità, che porta nel cuore tanta gratitudine per quanto si è potuto condividere e cita il Vangelo in cui presenta Bartimeo, un cieco che è costretto a mendicare ai bordi della strada, uno scartato senza speranza che, però, sentendo passare Gesù, inizia a gridare verso di Lui. Ricordiamoci questo, invece: il Signore passa sempre, il Signore passa e si ferma per prendersi cura della nostra cecità. Ed è bello se il Sinodo ci spinge a essere Chiesa come Bartimeo. Questa è un’immagine della Chiesa sinodale.

Il Sinodo sulla sinodalità si è concluso dopo un mese di intensi dibattiti e riflessioni, È stato un incontro globale che ha riunito vescovi, sacerdoti e laici provenienti da varie parti del mondo per esplorare e definire il cammino verso una Chiesa sinodale; cioè come realizzare in modo reale ed efficace che il Popolo di Dio cammini insieme nella comunione e nella fraternità. Questo sabato, 26 ottobre, i membri del sinodo hanno letto e votato il documento finale, che ora viene pubblicato come testo unico per orientare il cammino della Chiesa.

Papa Francesco Sinodo dei vescovi, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, domenica 27 ottobre 2024
Papa Francesco Sinodo dei vescovi, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, domenica 27 ottobre 2024 (ap)  27/10/2024
Il Pontefice ha sottolineato che, anche se questo documento servirà da guida, ci sono ancora “decisioni da prendere”. Il Papa ha spiegato che le indicazioni molto concrete contenute in questo documento saranno sufficienti per orientare le Chiese dei diversi continenti, escludendo la necessità di una nuova esortazione apostolica basata su queste conclusioni.

“Abbiamo raccolto il frutto di anni, almeno tre, in cui ci siamo messi in ascolto del Popolo di Dio per comprendere meglio come essere “Chiesa sinodale” – ha detto il Papa – è l’ascolto dello Spirito Santo in questo tempo”. I riferimenti biblici che aprono ogni capitolo, dispongono il messaggio incrociandolo ai gesti e alle parole del Signore Risorto che ci richiama a essere testimoni del suo Vangelo, con la vita prima che con le parole.

Il documento uscito dal Sinodo, frutto del lavoro meditato in “preghiera e serenità” dai dieci gruppi di lavoro, che il Papa ha definito “un dono per tutto il popolo fedele di Dio”, dovrebbe essere ampiamente condiviso nelle Chiese locali e letto insieme per promuovere un “cammino condiviso senza giudizi né condanne.

Francesco nel suo discorso cita il Concilio Vaticano II e davanti ad una platea gremita afferma: “A noi è dato di amplificare la voce di questo sussurro dello Spirito Santo che arriva nel cuore, senza ostacolarlo, ad aprire le porte senza erigere muri. Quanto male fanno le donne e gli uomini di Chiesa quando erigono dei muri, quanto male! Tutti, tutti, tutti! Non dobbiamo comportarci come “dispensatori della Grazia” che si appropriano del tesoro legando le mani al Dio misericordioso”. Applaudito dall’assemblea, il Papa ha ricordato a tutti “che abbiamo iniziato questa Assemblea sinodale chiedendo perdono, provando vergogna, riconoscendo che siamo tutti dei misericordiati”.

Il Pontefice ha riconosciuto che per alcuni aspetti, oltre che per i temi affidati ai gruppi di studio, occorre tempo per “giungere a opzioni che coinvolgano tutta la Chiesa”. “Continuerò quindi ad ascoltare i vescovi e le Chiese loro affidate”. Ciò, come ha sottolineato, non significa rinviare le decisioni, ma piuttosto esercitare lo stile sinodale: ascoltare, convocare, discernere, decidere e valutare. “E in questi passi sono necessarie le pause, i silenzi, la preghiera. È uno stile che stiamo imparando insieme, poco a poco. Lo Spirito Santo ci chiama e ci sostiene in questo apprendimento, che dobbiamo intendere come un processo di conversione”.

Papa Francesco ha detto che il Documento è un dono a tutto il Popolo fedele di Dio, nella varietà delle sue espressioni. Il testo, senza la testimonianza dell’esperienza compiuta, perderebbe molto del suo valore. “Veniamo da tutte le parti del mondo, segnati dalla violenza, dalla povertà, dall’indifferenza. Insieme, con la speranza che non delude, uniti nell’amore di Dio riversato nei nostri cuori, possiamo non solo sognare la pace, ma impegnarci con tutte le nostre forze affinché, magari senza parlare tanto di sinodalità, – ha dichiarato il Papa – la pace sia realizzata attraverso processi di ascolto, dialogo e riconciliazione. In questo tempo di guerre il Sinodo ci incoraggia ad essere testimoni di pace, ad essere conviviali e ad accettare le differenze. Di questo ora la Chiesa ha bisogno, che ci sia una coerenza tra le parole dette e i fatti. La Chiesa sinodale per la missione ha ora bisogno che le parole condivise siano accompagnate dai fatti. “Questa è la strada”.

Il Papa concludendo la sua omelia in Vaticano ha ricordato che mentre rendiamo grazie al Signore per il cammino percorso insieme, potremo vedere e venerare la reliquia dell’antica Cattedra di San Pietro, accuratamente restaurata. Contemplandola con stupore di fede, ricordiamoci che questa è la cattedra dell’amore, dell’unità e della misericordia. “Non a una Chiesa seduta, ma una Chiesa in piedi. Non una Chiesa muta, ma una Chiesa che raccoglie il grido dell’umanità. Non una Chiesa cieca, ma una Chiesa illuminata da Cristo che porta la luce del Vangelo agli altri”, missionaria e capace di camminare lungo le strade del mondo.