Assemblea di Assolombarda: dalla trasformazione industriale alla governance globale dell’IA

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Il sistema imprenditoriale e il valore delle Assemblee

Dal 1945, Assolombarda rappresenta il sistema produttivo della Città Metropolitana di Milano e delle province di Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Con 7.158 imprese associate e 446.446 lavoratori, secondo i dati di riferimento utilizzati per questo articolo, riunisce aziende di dimensioni e settori diversi: dalle piccole e medie imprese ai grandi gruppi industriali e multinazionali.

La dimensione dell’associazione riflette quella del territorio in cui opera. La sua area di riferimento costituisce una parte rilevante dell’economia lombarda e italiana, con un’elevata concentrazione di attività industriale, servizi avanzati, ricerca e internazionalizzazione.

Le Assemblee Generali rappresentano uno dei momenti in cui questa realtà si presenta e si confronta con le trasformazioni economiche. Non sono soltanto incontri di rappresentanza: permettono di riunire imprese, istituzioni, università e interlocutori internazionali per identificare le priorità del sistema produttivo e le condizioni necessarie per affrontarle.

L’Assemblea del 13 ottobre 2025, intitolata ReThinking Industry – Verso il futuro dell’impresa, ha posto al centro l’innovazione, la produttività e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle imprese. Più di 1.700 persone hanno partecipato all’incontro tenutosi al Teatro Dal Verme di Milano. Tra i partecipanti e i relatori figuravano il ministro Adolfo Urso, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani e Dhiraj Mukherjee, co-fondatore di Shazam.

In quell’occasione, Assolombarda, insieme all’Unione Industriali Torino, ha presentato ForgIA, un progetto destinato a costruire un ecosistema digitale nazionale per l’industria, con la partecipazione di istituzioni territoriali e partner scientifici, tra cui il Politecnico di Milano.

L’iniziativa affronta una questione concreta: come rendere utilizzabili i dati industriali per sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale, favorendo la produttività e la trasformazione digitale senza compromettere il controllo delle informazioni aziendali.

Il modello si basa sulla possibilità di creare un ambiente di collaborazione tra imprese per sviluppare strumenti, infrastrutture e applicazioni adatte alle esigenze delle filiere produttive. Le aziende possono cooperare laddove esistono interessi comuni, mantenendo la protezione dei propri dati e la possibilità di competere nei rispettivi mercati.

La novità del modello risiede nella combinazione di personalizzazione e collaborazione: non si tratta di adottare una tecnologia indistinta, ma di costruire un sistema che risponda a specifiche esigenze produttive. Il suo valore economico dovrà essere misurato attraverso i risultati ottenuti dalle imprese in termini di produttività, qualità dei processi, costi e redditività.

ForgIA costituisce così un antecedente significativo per comprendere il lavoro che Assolombarda ha avviato attorno all’intelligenza artificiale e la sua attenzione alle condizioni necessarie per trasformare l’innovazione in sviluppo industriale.

Da ReThinking Industry a Rising Industry

Il 12 ottobre 2026, sempre al Teatro Dal Verme, Assolombarda ha celebrato la sua Assemblea Generale all’insegna del titolo Rising Industry – Le nuove geografie della crescita. Il passaggio da ReThinking Industry a Rising Industry richiama il percorso che conduce dal ripensamento dei modelli industriali alla capacità di trasformare il cambiamento in crescita, produttività e sviluppo.

L’intervento del presidente Alvise Biffi si è concentrato sulla competitività, sulla politica industriale, sull’intelligenza artificiale applicata all’economia reale e sulla possibilità di trasformare il territorio in un luogo in cui la tecnologia non solo venga adottata, ma anche sviluppata e industrializzata.

ForgIA: dalla fase pilota alla piattaforma industriale

Alvise Biffi ha sottolineato che, rispetto a due anni fa, «l’adozione dell’IA nelle piccole e medie imprese è aumentata dal 15% al 43% in poco più di tre anni, un risultato straordinario. Nelle grandi imprese, l’aumento è passato dal 40% all’80%». Riferendosi alla qualità dei dati industriali, ha evidenziato: «anche le aziende più grandi ci hanno indicato che una su due lavora attivamente per migliorare la qualità dei propri dati».

Da queste cifre si deduce, come ha affermato, «che l’intelligenza artificiale si è integrata nel nostro sistema di produzione e deve iniziare a generare risultati. Attualmente viene utilizzata principalmente per migliorare l’efficienza e ridurre i costi, e solo una quinta parte delle nostre imprese l’ha adottata per nuovi servizi e prodotti. È qui che dobbiamo contribuire; con questa convinzione abbiamo presentato ForgIA qui lo scorso anno».

Se prima era un’idea o una scommessa, «oggi è una realtà nelle nostre imprese. Abbiamo già coinvolto 20 aziende pilota che hanno lanciato oltre 60 casi d’uso in cui lo sviluppo all’interno della nostra piattaforma esistente integra l’Ecosistema di Dati Industriali di Assolombarda in Ferrante». A questo positivo risultato ha contribuito «il consiglio advisory per l’Intelligenza Artificiale e il nostro gruppo Innovation Service di Assolombarda, che hanno lavorato duramente in meno di un anno per ottenere questo grande risultato, che oggi può orgogliosamente contare su partner di rilievo internazionale come Nvidia e Core Fortitus«.

Tuttavia, ha ricordato: «La tecnologia non sta ad aspettare, la frontiera si sposta sempre più in là», così come «l’intelligenza artificiale abbandona gli schermi ed entra nelle fabbriche, nei robot, nei magazzini, nelle nostre macchine. È IA fisica, è l’incontro tra l’intelligenza artificiale e il mondo fisico».

È allora che «la tecnologia deve diventare movimento, precisione e produzione, e gli algoritmi e gli agenti non bastano più; inizia a servire la robotica, la meccatronica, l’automazione, i sensori, le macchine, i componenti e l’ingegneria. In sintesi, serve all’industria, serve a noi stessi». È la grande opportunità «per la nostra industria: questa è Rising Industry, non dobbiamo limitarci ad adottare tecnologie straniere. È il momento in cui siamo i protagonisti che la costruiscono».

La conferma l’ha avuta nel suo recente viaggio nella Silicon Valley: «Il nostro terreno naturale come manifattura italiana è la fisica. Con ForgIA abbiamo gettato le basi per lo scambio, un linguaggio comune e una struttura comune, permettendoci di collaborare con i principali player internazionali dell’innovazione. È il momento di trasformare la nostra regione in un punto di riferimento internazionale all’altezza della Silicon Valley, costruendo qui la fabbrica dell’intelligenza artificiale. Per farlo, abbiamo bisogno di strumenti di politica industriale capaci di accelerare i nostri investimenti».

In questo senso, il Piano Transizione 5.0 e il nuovo piano di iperammortamento sono un passo nella direzione giusta, consentendo alle imprese italiane di «pianificare interventi strutturali», considerando come prioritario «la semplificazione delle pratiche burocratiche, in particolare per quanto riguarda il software as a service», ribadendo che «la burocrazia non deve essere un ostacolo». E ha aggiunto: «L’adozione dell’intelligenza artificiale sta trasformando la modalità con cui negoziamo i contratti commerciali settimana dopo settimana. La burocrazia non può diventare una barriera per questi investimenti. L’Italia deve diventare il centro europeo in cui la fisica viene progettata e industrializzata, ma soprattutto prodotta e implementata fisicamente».

Talento e competenze

La diffusione dell’intelligenza artificiale modifica anche la domanda di lavoro. Secondo Biffi, una azienda su tre con progetti di IA già attivi prevede di incrementare il proprio organico nei dodici mesi successivi.

Nel territorio di Assolombarda, circa 750.000 lavoratori sono interessati da questa trasformazione, pari a un terzo della forza lavoro totale. La domanda di competenze legate all’intelligenza artificiale è già 1,4 volte superiore alla media nazionale.

L’aumento della domanda di professionisti coincide con un’evoluzione demografica che riduce progressivamente la disponibilità di lavoratori, specialmente giovani. «Nei prossimi anni, attrarre e trattenere talenti sarà una delle questioni decisive per la competitività delle nostre imprese», ha sottolineato Biffi.

Da qui il suo sostegno alla proposta del Governo di applicare una fiscalità di vantaggio sugli incrementi retributivi degli under 35, con l’obiettivo di rendere più attrattivo il territorio per chi desidera lavorare e costruire il proprio futuro professionale.

Dalla strategia industriale alla governance dell’IA

Concludendo la sua riflessione sull’intelligenza artificiale, Biffi ne ha evidenziato la dimensione umana ed etica: «Per noi, l’intelligenza artificiale serve a moltiplicare le capacità delle persone che sono la chiave dell’industria, a facilitarne il lavoro e a rispettare principi condivisi e una visione etica».

Per questo, come Assolombarda, «abbiamo sostenuto fin da subito la proposta di AmCham di istituire qui a Milano la prima agenzia dell’ONU per la Governance dell’Intelligenza Artificiale».

La proposta di candidare Milano come sede di una struttura internazionale con mandato ONU dedicata alla governance dell’intelligenza artificiale è stata promossa dalla American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy) e presentata il 27 luglio 2026 durante l’incontro Milano e il futuro della governance globale dell’intelligenza artificiale.

L’iniziativa intende valorizzare le competenze industriali, scientifiche e tecnologiche del territorio milanese e connetterle con le esigenze della cooperazione internazionale. L’ipotesi non consiste necessariamente nella creazione di una nuova agenzia specializzata, bensì nell’istituire un organismo o piattaforma che contribuisca al coordinamento, alla convergenza degli standard e alla fiducia nello sviluppo dell’IA.

Il 31 luglio, il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, ha comunicato al presidente di AmCham Italy, Stefano Lucchini, e all’amministratore delegato Simone Crolla che l’associazione aveva accolto con grande interesse e soddisfazione l’iniziativa, manifestando la propria disponibilità a partecipare ai lavori necessari per sviluppare la candidatura.

In quest’ottica, al termine dell’Assemblea, Alvise Biffi, insieme a Stefano Lucchini e Simone Crolla della Camera di Commercio Americana in Italia e al presidente Carlo Sangalli di Confcommercio, ha firmato il manifesto che la Regione Lombardia sosterrà collettivamente.

«Questo è molto importante» ha dichiarato, «perché oggi la velocità è fondamentale. Procediamo rapidamente, ma, ancora più importante, dobbiamo assicurarci di andare nella direzione giusta. Per sostenere queste trasformazioni, dobbiamo anche ripensare il modo in cui governiamo la nostra regione. Milano deve finalmente considerare la dimensione della Grande Milano, superare i confini amministrativi e attuare la proposta che abbiamo già elaborato con i principali gruppi economici e sindacali della nostra regione relativa al Patto per il Rilancio del Governo Metropolitano. Questa proposta mira a rafforzare le funzioni, le competenze e le risorse delle città metropolitane».

Giorgia Meloni: la dimensione nazionale della sfida

La presenza della Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, all’Assemblea ha spostato il dibattito sul piano delle priorità nazionali, dalla competitività industriale e i costi dell’energia fino alla necessità di una governance internazionale dell’intelligenza artificiale.

Se un anno fa Assolombarda si era posta traguardi che ha progressivamente raggiunto, quest’anno la visione si concretizza con la candidatura di Milano a sede dell’Agenzia delle Nazioni Unite per la Governance Globale dell’Intelligenza Artificiale. Nel migliore spirito lombardo, si lavora con coesione e spirito di squadra (fare sistema), un metodo di lavoro caratteristico della regione.

La produttività italiana nel settore dei macchinari e dell’ingegneria di precisione apporta il know-how tecnico necessario. Come ha concluso Giorgia Meloni nel suo intervento, la Lombardia e le altre regioni d’Italia «hanno dimostrato di saper affrontare tempi ‘difficili'». Ha precisato che il termine difficile deriva dal latino (dis-facilis), che significa «che non si lascia fare facilmente». Tuttavia, ha affermato: «L’Italia è una nazione che ‘fa’. La storia d’Italia è fatta da chi ha costruito, inventato e prodotto proprio quando le cose ‘non si lasciavano fare’. ‘Fare’ è la nostra cifra; significa che nessuno come noi può decifrare questi momenti difficili. Lo ha fatto chi accende le luci della fabbrica all’alba, chi ha tenuto aperta l’azienda durante la pandemia quando sarebbe stato più facile chiudere, e chi ha continuato a investire mentre le bollette si moltiplicavano e il mondo sembrava impazzire, difendendo i posti di lavoro dei propri dipendenti come se fossero i propri».

E ha concluso rivolgendosi al tessuto produttivo: «Vi chiedo solo una cosa: continuate a fare quello che sapete fare, continuate ad osare, a costruire e a credere in questa straordinaria avventura che si chiama Italia. Da parte mia, vi prometto che il Governo ci sarà quando servirà e vi lascerà lavorare, che è quello che deve fare, perché a volte il miglior aiuto che lo Stato può dare a chi produce è non diventare un ostacolo. Questa nazione non ha ancora mostrato al mondo tutto quello che sa fare; possiamo dimostrarlo ora e, quando ci diranno che è troppo difficile, voi risponderete come avete sempre fatto: ‘facendolo'».