“Percorsi”: il mistero di Antonio Quattrini

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Si è inaugurata sabato 11 giugno presso la galleria gulliarte a Savona, Corso Italia 201R, la mostra dello scultore Antonio Quattrini. L’artista opera con diversi materiali ma con una chiara predilezione per il materiale ceramico.
Sono state presentati circa trenta opere fra sculture in ceramica refrattaria e disegni che appartengono alla produzione degli ultimi anni dell’artista e vari inediti realizzati per l’occasione. Elementi figurativi frammentati, a volte incompleti, in continua trasformazione, alla ricerca di una ricomposizione fra materia e vita si alternano ad elementi più astratti, legati ad un rapporto con la natura dove le forme si fanno simboli, metafore, elementi poeticamente reinventati.

Un viaggio interiore nel mondo delle forme e delle superfici, tra richiami a elementi arcaici in simbiosi con strutture organiche, dove il segno si alterna tra l’evidente e il sussurrato, il non detto.

“Percorsi”: il mistero di Antonio Quattrini  di Elena Casero

In principio… materia e colore creano l’idea. Poi arriva la forma. Poi ecco l’embrione di una scultura. Subito dopo il calore plasma, trasforma, rigenera e sorprende. E ancora l’aria condensa, restringe, ridefinisce. E’ il mistero intrinseco nel “percorso” che la natura, antica eppur senza tempo, compie nell’uomo e nell’artista tessendo la trama del racconto che permea le opere di Antonio Quattrini.

Imbattersi nelle sue sculture significa mettersi idealmente in viaggio. Ed è un viaggio sensoriale fatto da suoni, immagini, profumi, superfici ruvide, colori di terra, di fuoco, di rocce, di sabbie compatte cristallizzate, di scogli, di vele lontane che disegnano l’orizzonte, di pesci mitologici che emergono per un istante dall’acqua per poi inabissarsi di nuovo e scomparire alla vista lasciando una scia di vissuto e di mutamenti perpetui. Sono sensazioni che catturano prima lo sguardo, che si perde in un universo immaginario e in costante evoluzione, e poi l’anima che rielabora passo passo ogni sfumatura.

In principio… è la natura. Essa si palesa con la sua forza espressiva, con la capacità evocativa in ogni scultura di Quattrini che modella la materia con meticolosità, in silenzio, nella quiete del suo laboratorio fra centinaia di barattoli, fra pennelli e strumenti di lavoro appoggiati su tavoli ingombri di fogli, di libri, di disegni, di opere abbozzate. E’ il rifugio intimo e segreto dell’artista che si trasforma in un moderno alchimista, e solitario gioca con i sali, il quarzo, con gli ossidi di ferro, di rame, di allumina, con il refrattario aggiungendo e togliendo strati per poi affidare la sua opera al misterioso lavoro del calore prodotto dalle resistenze. Sembra di vederlo intento e concentrato mentre posiziona la “creatura”, ancora grezza, nel forno con la delicatezza e con le aspettative di chi attende la magia della trasformazione. Compie ogni gesto con lentezza e il momento si fa per così dire solenne e pudico insieme. La porta si chiude, le resistenze iniziano a lavorare scaldando la piccola stanza che custodisce quel sogno concreto, pensato, progettato, disegnato e poi modellato a poco a poco ma ancora non è compiuto il suo destino perché solo lì dentro, in quell’antro infuocato prenderà finalmente vita e ne uscirà rigenerato. Allora si compirà il miracolo che l’artista attende: il colore assumerà la sua identità, l’acqua evaporerà, la materia rivelerà il suo segreto, e il suo misterioso viaggio sarà compiuto.

In principio… questo “percorso” di forma, materia e colore si trasforma in ricerca interiore dell’artista e dello spettatore, a ritroso nel tempo, fra ricordi ancestrali di fossili dimenticati, ceramiche antiche, paesaggi oltre ipotetiche finestre alle quali si affaccia lo spirito inquieto alla ricerca costante e continua di un senso nella vita, nella morte, nel tempo che scorre e galoppa. Le figure umane con la loro ruvidezza e nell’atto della mutazione si fondono e confondono con la natura e con l’idea di natura dello scultore.

In principio… la ceramica segna la vita dell’artista e in un certo senso anche il suo destino, il suo “percorso” familiare, il suo rapporto con il padre Oreste che plasma la sua esistenza in un tutt’uno con l’argilla, duttile e poliedrica, tenera e assorbente. La vita si impasta con i sogni, con i progetti, con le opportunità e con l’ispirazione. Sullo sfondo la Toscana delle origini conserva le radici protette e ben nutrite, dinnanzi si stagliano le Alpi svizzere che scandiscono i primi passi, poi le

Prealpi e i laghi accolgono il vissuto umano ed artistico di Quattrini. Il suo saper trasmettere conoscenze e manualità ai giovani attraverso l’insegnamento non lo distrae dalla scultura, bensì lo inserisce e lo colloca nell’atmosfera del territorio legandolo con un filo sottile alla tradizione varesina con le sue fornaci e i suoi prodotti fra l’artistico e il quotidiano (Cunardo, Castello Cabiaglio, Laveno, Ghirla, Varese…), per poi lasciarlo espandere sulle coste liguri approdando ad Albissola, ma anche il centro Italia con la sua tradizione ceramica antica umbro-marchigiana affascina e ispira ma Quattrini non si limita e va oltre. Egli ridefinisce, ricrea, reinventa un suo personalissimo e originale linguaggio artistico regalandoci un momento sublime di fusione con il tutto per restituirci, rinnovati, al nostro intimo “percorso” alla ricerca del senso.

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Antonio Quattrini scultore e ceramista, di origine toscana, nasce a Sorengo (Svizzera) nel 1956, da famiglia di tradizione ceramica.
Dopo il diploma artistico, si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. Per anni insegna materie artistiche oltre a svolgere la professione di architetto e designer, compiendo esperienze in vari campi, dal vetro di Murano, a quello orafo e ceramico; al contempo, proseguendo la tradizione paterna, inizia l’attività di scultore e ceramista, utilizzando per le sue opere anche bronzo, legno, pietra e marmo. Attualmente, continua la sua esperienza artistica dando sempre più spazio ai materiali ceramici. Fra i lavori pubblici più significativi si segnalano: grandi altorilievi e sculture in cotto e in bronzo, sia a tema religioso che civile. Le sue opere figurano in varie gallerie d’arte e collezioni pubbliche e private. Ha compiuto significative esperienze di lavoro in Italia e all’estero. Ha realizzato numerose mostre personali e partecipa a importanti esposizioni collettive. Vive e lavora a Varese.