La scomparsa del Cardinal Ruini, protagonista della Chiesa italiana nell’Italia che cambiava

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Il porporato aveva conosciuto tre Papi: San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Su Papa Leone XIV: “Costruirà ponti all’interno della Chiesa cattolica”

Il cardinale Camillo Ruini ci ha lasciati all’età di 95 anni nel suo appartamento all’interno del Seminario diocesano di Roma. Era nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, in provincia di Modena. Ruini fu ricoverato d’urgenza nel luglio 2024 al Policlinico Universitario Agostino Gemelli a causa di un infarto. Dopo essersi ripreso dall’attacco cardiaco, nel 2025 venne curato anche per un blocco renale: anche in quell’occasione riuscì a ristabilirsi. 

È cresciuto in una famiglia dalla “notevole varietà di posizioni culturali e politiche, vivacemente contrapposte”. Da giovane Ruini visse l’esperienza rovente della campagna elettorale del 1948; solo successivamente si avvicinò alla DC, stabilendo importanti contatti con esponenti di spicco del partito, tra cui Alcide De Gasperi. 

Si laurea in Filosofia e Teologia a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Il Card. Ruini maturò la sua vocazione sacerdotale all’età di diciassette anni, nella parrocchia di San Giorgio a Sassuolo. “Avevo avvertito che Dio stava al centro della realtà. E allora ho pensato che la via più ovvia per metterlo al centro della mia vita fosse dedicarmi a Lui, per così dire, anche professionalmente”. Fu ordinato sacerdote nella diocesi di Reggio Emilia l’8 dicembre 1954.

Ordinato vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla il 29 giugno 1983, fu molto legato alla figura di San Giovanni Paolo II, che nel giugno 1986 lo nominò Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Cinque anni dopo venne nominato Presidente della CEI dal Santo Padre, nell’ambito di un rapporto di profonda fiducia personale; mantenne l’incarico fino al 2007. Creato cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, pochi giorni dopo fu nominato Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma; divenne emerito il 27 giugno 2008.

Cardinale Camillo Ruini
Cardinale Camillo Ruini (ipa)

Ha rappresentato un punto di riferimento per il dialogo tra Chiesa e società italiana, successivamente alle lacerazioni degli anni ’60 e ’70, in una congiuntura particolarmente complessa per l’assetto politico italiano: dall’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse fino alla crisi della DC, il partito a cui la Chiesa, per oltre trent’anni, aveva affidato la tutela dei propri interessi, dalle questioni legate all’aborto fino alle dimissioni dello storico esponente democristiano Giovanni Leone dalla Presidenza della Repubblica.

Tra i numerosi incarichi ricoperti nel corso degli anni, è stato Presidente del Comitato della CEI per il Progetto culturale, Presidente della Commissione Internazionale per Medjugorje, Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense, relatore alla prima Assemblea del Sinodo dei Vescovi del 1991, membro del Comitato per il Giubileo del 2000 e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

Ha pubblicato saggi e ricerche sui temi della teologia, dell’ecclesiologia e della pastorale, tra cui La trascendenza della grazia nella teologia di San Tommaso d’Aquino; Il Vangelo nella nostra storia. Chiesa, cultura e società in Italia; Le ragioni della fede. Indicazioni di percorso; Chiesa del nostro tempo; Nuovi segni dei tempi. Le sorti della fede nell’età dei mutamenti.

E ancora: Verità e libertà. Il ruolo della Chiesa in una società aperta; Verità di Dio e verità dell’uomo. Benedetto XVI e le grandi domande del nostro tempo; Alla sequela di Cristo. Giovanni Paolo II, il Servo dei Servi di Dio.

Camillo Ruini
Camillo Ruini (ansa)

I biografi del Cardinale Ruini raccontano che fu sempre favorevole a una Chiesa in dialogo con il mondo, capace di ascoltare i fedeli e di rispondere concretamente alle loro esigenze spirituali nella vita quotidiana, anche nelle scelte etiche, poiché l’etica cristiana si fonda sul Vangelo stesso.

Durante i suoi circa diciannove anni da vicario, a Roma vennero costruite più di cinquanta nuove chiese, prevalentemente collocate nelle periferie. Un dato rilevante, considerando che la maggior parte dei luoghi di culto cattolici, negli ultimi 150 anni, si era concentrata nel centro della città.

Nel periodo della pandemia il Cardinale Ruini aveva compiuto novant’anni e auspicava di uscirne presto, ma soprattutto di superare la crisi demografica che impoverisce la società. “Tutto il resto non può sostituire questo fatto fondamentale”. 

Il porporato aveva conosciuto tre Papi: San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Il legame con San Giovanni Paolo II era molto forte. “È stato una grande grazia per la mia vita. Giovanni Paolo II è il Papa che ha lanciato la nuova evangelizzazione”, dichiarò. “Vicino a Papa Benedetto sono stato pochi anni, ma è il grande teologo che ha illuminato la teologia della Chiesa; Papa Francesco è diventato Pontefice quando io avevo già 82 anni e non ricoprivo più alcun incarico. Tuttavia, Papa Francesco sta facendo tanto bene alla Chiesa e sta mostrando il suo volto materno verso tutte le persone, specialmente gli umili e i più poveri”. 

Il porporato, figura storica del conservatorismo italiano, aveva accolto positivamente anche l’azione pastorale di Papa Prevost, volta a “gettare ponti”, sottolineando come la sua elezione avesse favorito una rapida riunificazione all’interno della Chiesa cattolica.