E’ il tema, inquietante e grave anche nei numeri, delle sette sataniche al centro del ‘dossier’ de “il Timone” di aprile 2018. “Un’autostrada per l’Inferno” si legge sulla copertina del mensile di apologetica cattolica fondato da Giampaolo Barra nel 1999 e diretto oggi da Riccardo Cascioli (che è anche direttore de “la Nuova Bussola Quotidiana”.

Nel ‘dossier’ un’intervista (a firma di Costanza Signorelli) tanto agghiacciante quanto illuminante a una donna cui venne chiesto la notte di Natale del 1996 di uccidere nella notte dell’Epifania Chiara Amirante, fondatrice della nota comunità cattolica ‘Nuovi Orizzonti’, odiata dai satanisti perché riportava i giovani all’Amore di Dio: “Dentro la setta non ero più io a decidere, perché ero completamente plagiata. E’ il prezzo da pagare”. Nel ‘dossier’ Elena Melis, del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) illustra i motivi per cui “si finisce dentro la rete delle sette”, sotto il titolo: “Fragilità figlia del relativismo”. Accanto a due riflessioni sul tema dei vescovi Luigi Negri e Giampaolo Crepaldi appare poi un approfondimento di Andrea Zambrano – che comprende un’intervista con padre Mario Mingardi, esorcista della diocesi di Padova – sui “giovani senza guardiani alle porte”: “La metafora è quella della porta. Tutte le volte che la ‘Compagnia dell’anello’ ha dovuto attraversare delle porte, c’era qualcuno che gli dava delle indicazioni”. Oggi invece gli adolescenti sono soli davanti a “musica techno, fumetti, canzoni rap, social network” ovvero “i nuovi portali attraverso cui si diffondono le sette acide”, basate sull’uso di sostanze stupefacenti, orge e abusi psicologici e sessuali.

Nel tradizionale “Primo piano” il mensile cattolico affronta il tema dell’ ‘opzione Benedetto’, che – come si legge nell’editoriale di Riccardo Cascioli – è “una sorta di nuovo monachesimo ‘laico’  che rimanda al testo (uscito nel 2017)  di Rod Dreher che il “New York Times ha definito il più discusso e il più importante libro religioso del decennio”. Nel ‘Primo piano’ troviamo testi dello stesso Dreher; interviste di Lorenzo Bertocchi al vescovo di Filadelfia Charles Chaput, alla scrittrice Costanza Miriano e a padre Serafino Tognetti; un’altra intervista di Benedetta Frigerio a Marco Sermarini (fondatore tra l’altro della scuola parentale “G.K. Chesterton” a San Benedetto del Tronto; un’altra riflessione di Giovanni Lindo Ferretti.

In aumento in Italia le proteste contro il suono delle campane. “Chi ha paura delle campane? si chiede Luigi Piras. Chi “si scopre insofferente verso un suono che è  stato la discreta ‘colonna sonora’ della vita di innumerevoli generazioni, di una civiltà si può dire”. Eppure le campane chiamano “l’uomo il cui cuore è aperto all’immensa vastità”. E’ – come sottolinea in un altro approfondimento sul tema Giovanni Fighera – “il richiamo di una vita nuova (…) la speranza di una possibilità di cambiamento che è offerta a ciascuno di noi, anche alla pecorella smarrita. E’ la voce di Dio che dice a tutti noi che è sempre lì, che ci aspetta, che attende ogni figlio, anche il più dimentico e lontano”. Accadde anche  all’Innominato manzoniano, quando sentì la gioia festosa delle campane per l’arrivo del cardinale Federigo Borromeo.

Settant’anni fa, nelle elezioni del 18 aprile 1948, “davanti al pericolo di consegnare il Bel Paese ai comunisti, fu fondamentale una Chiesa cattolica capace di scendere direttamente in campo senza paure né equilibrismi”: Marco Respinti rievoca quella storica scelta, rilevando che allora “il mondo cattolico, ben più ampio del cattolicesimo democratico, ritrovò le ragioni profonde del proprio essere, scatenando una vera e propria battaglia culturale al comunismo”. E “la Democrazia cristiana conquistò la maggioranza relativa dei voti, il 48,51% e quella assoluta dei seggi alla Camera dei deputati, come non sarebbe mai più accaduto”. Annota ancora Respinti: “Vero protagonista di quella vittoria” fu “la Chiesa Cattolica, una Chiesa decisa a scendere in piazza senza né timori nè ritrosia. (…) Chiarezza dottrinale, preghiera, spirito di sacrificio, zelo per la causa: il clero e il popolo assieme. Un pezzo di Reconquista’ “.

Erano questi solo alcuni dei temi del ‘Timone’ di aprile 2018, ricco di contributi svariati come sempre (le tradizionali rubriche comprese). 

‘Il Timone’ è venduto solo in abbonamento (inoltre si può trovare in 865 parrocchie italiane e in oltre 80 librerie, elenco completo sul sito www.iltimone.org). Per informazioni contattare [email protected] o  il numero telefonico 02/69015059 . Da febbraio 2017 ‘Il Timone’ si può sfogliare online, a pagamento, su www.iltimone.org il primo di ogni mese.