RIFLESSIONI ED IDEE DELLA DIRECTTRICE MIRELLA FERLAZZO, VICEPRESIDENTESSA DEL FORO EURO LATINO AMERICANO DELLE DONNE

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Nell’ ambito delle relazioni economiche e commerciali tra l’ Europa e l’ America Latina la promozione dei diritti delle donne e della parità di genere occupano un posto fondamentale perchè rappresentano il punto di forza e di equilibrio per una crescita economica sostenibile,  più solida e più giusta.

il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, che si è fatta carico della pubblicazione della seconda edizione del libro del foro eurolatino americano delle donne e ne ha scritto l’ introduzione, ha dichiarato che la creativitá delle donne e le loro potenzialitá sono oggi una delle più grandi fonti non sfruttate di crescita economica e di nuovi posti di lavoro in Europa.

E a queste parole si accompagnano strumenti e misure mirate a sostenere e accompagnare la partecipazione delle donne ai processi economici.

E’ riconosciuto da tutti gli economisti a livello internazionale che ampliare la partecipazione delle donne ai processi economici produca benessere e crescita non solo alle singole famiglie ma all intero sistema economico di un paese perchè aumenta la domanda nei consumi, in quanto le donne prendono l’ 80 per cento delle decisioni in merito all’ acquisto dei beni di consumo e perchè contribuisce arisolvere l’ invecchiamento della popolazione: i paesi dove le donne partecipano di più al mercato del lavoro sono infatti quelli con fecondità piu alta.

Il periodo di recessione e di crisi dal quale il nostro paese sta uscendo ha imposto un cambiamento di passo nelle politiche di sostegno alle attività economiche e una prospettiva diversa dal passato che era stata quella di considerare l’ economia e la paritá di genere come settori distinti e governati da politiche e autoritá diverse. Il primo rivolto all’ aumento della compettitivitá delle imprese, all’ innovazione tecnologica, ai processi di internazionalizzazione, il secondo incluso esclusivamente nella sfera dell’ allargamento dei diritti umani.

Invece la crisi di questi anni ci ha dimostrato che la paritá di genere deve essere perseguita in un orizzonte più ampio nel quale le politiche economiche, sociali, culturali e formative si intersecano e necessitano di modelli di sviluppo e di valori in cui le donne e la loro partecipazione hanno un ruolo fondamentale.

L’esperienza italiana di questi anni ha dimostrato che le imprese femminili hanno reagito positivamente alla crisi sia perchè hanno mantenuto i loro numeri ma hanno anche registrato un lieve aumento in termini occupazionali .

Nei momenti di crisi le donne hanno dimostrato di saper produrre lavoro con idee innovative che hanno valorizzato la peculiarità deiterritori e le tradizioni industriali e produttive locali.

Dai dati che provengono dall’Osservatorio nazionale di Unioncamere a settembre del 2015 risulta che fra i giovani imprenditori la parità di genere è un traguardo raggiungibile: quasi 1 impresa su 3 tra quelle di under 35 (poco meno di 609mila) è a trazione femminile. Complessivamente si tratta di oltre 171 mila unità, pari al 28,11% del totale delle imprese giovani. Quasi un primato, considerando che il milione e 310mila imprese femminili esistenti in Italia rappresentano il 21,62% del totale delle imprese italiane.

Le imprenditrici under 35 sembrano avere una marcia in più rispetto al totale delle donne d’impresa.
Se in 44mila, nel mettersi in gioco, hanno preferito restare nel solco della tradizione, operando in alcuni settori più tipicamente legati all’intraprendenza femminile, moltissime altre si sono avventurate in terreni in cui la presenza maschile è solitamente predominante.

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Al primo gruppo delle “tradizionaliste” appartengono le oltre 20mila giovani imprese femminili che si occupano prevalentemente di servizi alla persona e le 1.800 attività legate al mondo della sanità e dell’assistenza. Sono questi i due ambiti in cui il peso della presenza femminile sul totale delle imprese è maggiore, tanto nel caso dell’universo complessivo delle capitane d’azienda, quanto in quello delle giovani imprenditrici, dove addirittura le imprese guidate da donne sono ben oltre la metà delle attività giovanili totali. Sempre restando nel solco della tradizione, le imprenditrici under 35 guidano quasi la metà delle iniziative giovanili nel settore dell’istruzione e rappresentano oltre un terzo delle giovani imprese che operano nel turismo e nella ristorazione.

Ma, nella loro voglia di affermazione, sono molte le giovani donne d’impresa italiane che “contendono il posto” agli uomini in settori solitamente appannaggio della componente maschile. Quello delle Attività finanziarie e assicurative, ad esempio, in cui le 5mila imprenditrici under 35 sono oltre il 33% delle giovani imprese italiane, o le 2.600 imprese del settore artistico, sportivo e di intrattenimento (32%), o le oltre 3mila attività immobiliari (30%) o ancora le 4.600 attività professionali, scientifiche e tecniche (29%).

La scelta del nostro paese di mettere al centro della strategia di sviluppo le piccole e micro imprese femminili, giovanili, le c.d.startup, fattore strategico dell’ economia italiana e dove le donne esprimono al meglio le proprie capacitá di leadership e i propri valori si dimostra una scelta vincente anche in termini di modelli di sviluppo basati su una crescita che punti alla stabilità.

Le donne imprenditrici hanno contribuito e continuano a contribuire in misura notevole a quella componente del made in Italy di qualità per la quale il nostro Paese è noto in tutto il mondo. “Nell’artigianato così come nel welfare, nei servizi alla persona così come nel turismo, l’universo dell’impresa al femminile è una risorsa straordinaria che ha larghi margini di sviluppo e che offre anche una risposta concreta alle molte giovani donne, creative e intraprendenti, alla ricerca di occupazione”.

Pesano ancora poco sul tessuto imprenditoriale ma sono in crescita e davanti hanno un enorme potenziale da sfruttare le startup innovative guidate da donne. Un piccolo esercito composto da quasi 400 imprese metà delle quali si sta facendo strada soprattutto nella produzione di software, nella ricerca e sviluppo e nei servizi di ICT.

“Il dinamismo delle startupper donna ci conferma che le iniziative messe a punto dal Governo per stimolare la nascita di nuove imprese innovative stanno andando nella giusta direzione”. E necessario però diffondere il più possibile la conoscenza di queste opportunità tra le aspiranti imprenditrici affinché sempre più idee “smart” declinate al femminile possano dare vita a nuove realtà imprenditoriali.

Servono maggiori strumenti per crescere, aprisi ai contesti e ai mercati esteri, costruire alleanze a tutti i livelli, diffondere le buone prassi, per aiutare le giovani donne a costruirsi un progetto di vita orientato anche alle attivita imprenditoriali e il Foro euro latino americano delle donne è uno di questi contesti privililegiati e da sostenere a livello dei parlamenti e dei governi.

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