Papa Leone XIV a tavola con gli ultimi: “Vero tesoro e cuore pulsante della chiesa”

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A Castel Gandolfo il Papa davanti a duecento persone fragili: “Ho fame di giustizia, di autentica carità, di una Chiesa aperta che accolga tutti”

Speranza, accoglienza e inclusione. Sono questi i temi che hanno ispirato gli organizzatori dell’evento intitolato «A pranzo con il Papa», svoltosi oggi nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo. In questa occasione Papa Leone XIV ha pranzato con duecento persone in condizioni di vulnerabilità sociale provenienti dalla Diocesi di Roma.

Nel suo intervento a braccio, prima della benedizione dei pasti, Leone XIV ha detto “di essere venuto con fame, una fame di giustizia, fame di autentica carità, fame di una Chiesa che sappia aprire le porte, accogliere e ricevere tutti”. Tra i partecipanti erano presenti rifugiati, madri sole con figli, persone con disabilità e migranti coinvolti in percorsi di formazione e programmi di inserimento lavorativo, iniziative che rappresentano un concreto segno di fiducia nei processi di integrazione sociale e nell’accesso al mondo del lavoro.

Il Pontefice ha esortato a costruire una Chiesa animata da un amore capace di raggiungere tutti, senza spazio per l’inimicizia, ma fondata sulla riconciliazione, sul perdono e sulla pace. Soffermandosi sul significato stesso della parola Pontefice, ha ricordato che significa “costruttore di ponti”. “Oggi vogliamo costruire un ponte con tutti i presenti e con la nostra società, affinché possano essere eliminate le cause della povertà e delle ingiustizie che ancora segnano il nostro mondo. Questa è la Chiesa che vogliamo costruire”, ha affermato.

Nel corso della pausa estiva, che lo terrà lontano dal Vaticano fino al 27 luglio, il Santo Padre ha voluto dedicare una giornata all’accoglienza e alla fraternità nel Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di restituire centralità a quanti troppo spesso vivono ai margini della società, nelle cosiddette “periferie sociali”, e di richiamare l’intera comunità cristiana alla responsabilità dell’accoglienza. A sottolinearlo è stato il Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il Cardinale Baldassare Reina.

È stato un incontro che ha tracciato un percorso capace di intrecciare fede, natura e inclusione sociale. Un gesto che rappresenta anche una concreta attuazione dell’opzione preferenziale per i poveri, richiamata dalla Dottrina sociale della Chiesa. L’amore verso gli ultimi, sottolineano gli esperti, è uno dei fondamenti centrali del magistero della Chiesa. Un principio che trova espressione anche nell’Esortazione Apostolica Dilexit nos e nell’enciclica Magnificat Humanitas di Papa Leone XIV.

La giornata è iniziata con la Messa, presieduta dal Cardinale Fabio Baggio, Direttore Generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, e concelebrata da Monsignor Luis Marín de San Martín, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità. Dopo il rinfresco, gli ospiti hanno preso parte a una visita guidata del Borgo Laudato si‘, un progetto fortemente voluto per tradurre in pratica i principi dell’ecologia integrale indicati nell’enciclica di Papa Francesco.

L’appuntamento affonda le proprie radici nell’esperienza vissuta nell’agosto dello scorso anno, quando Papa Leone XIV scelse di pranzare con persone in situazione di povertà provenienti dalla Diocesi di Albano. Da quell’incontroè nata l’idea di trasformare quel gesto in un appuntamento stabile, destinato a coinvolgere ogni anno una diversa diocesi italiana, chiamata a individuare persone che vivono condizioni di fragilità, povertà, migrazione o esclusione sociale, offrendo loro una giornata immersa nella bellezza del creato e l’opportunità di incontrare il Santo Padre.

L’edizione di quest’anno riveste un particolare significato ecclesiale, essendo frutto della collaborazione tra il Centro di Alta Formazione Laudato si’, il Dicastero per il Servizio della Carità e la Diocesi di Roma. Le tre istituzioni promuovono congiuntamente un’unica iniziativa pastorale, coinvolgendo le principali realtà ecclesiali e associative che operano quotidianamente a sostegno delle persone più vulnerabili della Capitale.

 “Questo luogo prezioso – rimasto chiuso al mondo per quattrocento anni, poi aperto da Papa Francesco e oggi spalancato grazie a Papa Leone – accoglie queste persone che, per noi, sono gli ospiti d’onore”, spiega Donatella Parisi, coordinatrice della comunicazione del Centro di Alta Formazione Laudato si’. Per gli organizzatori non si è trattato semplicemente di offrire un pasto, ma di condividere un’esperienza di fraternità nella quale le differenze tra chi aiuta e chi riceve aiuto vengono superate.

“Borgo Laudato si’ è nato per mostrare che la custodia del creato e la cura della persona costituiscono un’unica missione”, ha affermato il Cardinale Fabio Baggio. “Dopo Lampedusa, questa giornata rappresenta una nuova tappa del cammino di Papa Leone XIV verso le periferie sociali del nostro tempo. A Borgo Laudato si’, il Santo Padre incontra persone che vivono in condizioni di vulnerabilità, ribadendo che la Chiesa è chiamata a essere presente ovunque la dignità umana richieda ascolto, vicinanza e speranza”.

Sulla stessa linea Monsignor Luis Marín de San Martín, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità sottolinea: “La scelta del Santo Padre conferma che la carità si esprime attraverso la vicinanza, l’incontro e la condivisione. Quando la Chiesa mette al centro le persone più vulnerabili, rende visibile il Vangelo e testimonia che nessuno è ai margini nel cuore di Dio”.

Il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha concluso: “Abbiamo voluto che i protagonisti di questa giornata fossero persone accompagnate quotidianamente dalle parrocchie, dalla Caritas e dai numerosi gruppi ecclesiali e associativi della Diocesi di Roma”. E ha aggiunto: “L’incontro con il Santo Padre restituisce un ruolo centrale a chi troppo spesso rimane ai margini e richiama l’intera comunità cristiana alla responsabilità dell’accoglienza”.

Fonte: RaiNews