Buongiorno a tutti,
ovviamente grazie al Presidente Macron e al Primo Ministro Starmer per questa iniziativa.
Iniziativa che io considero estremamente importante ed è la ragione per la quale ci ho tenuto a esserci personalmente. Chiaramente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per la nostra Nazione, per l’Italia, per l’Europa e per la comunità internazionale nel suo complesso.
Si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, principio che vale per Hormuz e per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale.
Ma si tratta, ovviamente, di una questione di enorme rilevanza economica: dallo Stretto di Hormuz – come si sa – transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido. Non solo. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale e da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili. Penso anche alle importazioni nelle Nazioni del Golfo, che sono partner strategici dell’Italia e dell’Europa, e che vedono transitare per Hormuz il 60% dei loro consumi alimentari.
E quindi si capisce facilmente come riaprire Hormuz significhi far fronte a queste criticità, ma significa anche costruire un elemento che è essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale. E questo, chiaramente, si vede bene in queste ore: la centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale è particolarmente chiaro, sulla base degli sviluppi di queste ore, quando – come ricordava Macron – in risposta al cessate il fuoco in Libano è stato riaperto – almeno da parte iraniana – il passaggio delle navi nello Stretto per il periodo del cessate il fuoco che è stato negoziato tra Stati Uniti, Iran è Israele. E quindi è parte, la riapertura di Hormuz, di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente.
Buenos días a todos,
Por supuesto, agradezco al presidente Macron y al primer ministro Starmer esta iniciativa.
Considero que se trata de una iniciativa sumamente importante, por lo que quise estar presente personalmente. Es evidente que la libertad de navegación en el estrecho de Ormuz es un tema fundamental para nuestra nación, para Italia, para Europa y para la comunidad internacional en su conjunto.
Se trata de reafirmar un principio fundamental del derecho internacional, un principio que se aplica a Ormuz y a cualquier otro paso marítimo del que dependan las cadenas de suministro globales.
Pero, obviamente, es un tema de enorme importancia económica: aproximadamente el 20 % del consumo mundial de petróleo y gas natural licuado transita por el estrecho de Ormuz. Y no solo eso. A menudo se mencionan los fertilizantes, otro tema fundamental del que depende la seguridad alimentaria de millones de personas, especialmente en los contextos más vulnerables. También pienso en las importaciones a los países del Golfo, socios estratégicos de Italia y Europa, cuyo consumo alimentario se distribuye a través de Ormuz en un 60 %.
Por lo tanto, es fácil comprender cómo la reapertura del estrecho de Ormuz no solo aborda estas cuestiones críticas, sino que también constituye un elemento esencial para cualquier solución al conflicto de Oriente Medio. Y esto se evidencia claramente en estos momentos: la importancia central de la reapertura de Ormuz en el proceso de negociación es particularmente evidente, a la luz de los recientes acontecimientos, cuando —como recordó Macron—, en respuesta al alto el fuego en el Líbano, se reabrió el paso de buques por el estrecho —al menos por parte de Irán— durante la vigencia del alto el fuego negociado entre Estados Unidos, Irán e Israel. Por consiguiente, la reapertura de Ormuz forma parte de cualquier plan de negociación serio para la crisis de Oriente Medio.

Chiaramente non è l’unico. Sappiamo che il tema della rinuncia, da parte dell’Iran, alla corsa nucleare, così come costruire un quadro di sicurezza nel quale nessuna Nazione venga minacciata, per il futuro saranno gli altri elementi fondamentali. Ma è la ragione per la quale siamo qui oggi.
Tutti comprendiamo la portata di questa sfida. Voglio ringraziare Keir, Emmanuel, ma anche le tante Nazioni che hanno preso parte, da contesti molto differenti tra loro, alla riunione di questa mattina. Dimostra che il lavoro che stiamo facendo non è un lavoro che è mosso da un interesse di parte, ma è mosso da un interesse generale.
L’obiettivo necessita di uno sforzo che coinvolge diversi ambiti: quello diplomatico, quello securitario, anche umanitario, se si pensa ai marittimi bloccati nel Golfo e se si pensa alle Nazioni che vengono impattate direttamente dalla crisi.
Su tutti questi ambiti l’Italia è pronta a fare la sua parte. Ovviamente, l’attenzione di tutti è concentrata soprattutto sulla presenza navale a Hormuz, aspetto irrinunciabile per diversi motivi: per esigenze concrete, come quella di sminamento del tratto di mare intorno a Hormuz, e più in generale – come veniva ricordato – per rassicurare l’industria marittima e fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello Stretto.
Claramente, no es el único elemento. Sabemos que el abandono por parte de Irán de la carrera nuclear, así como la construcción de un marco de seguridad en el que ninguna nación se vea amenazada, serán elementos clave para el futuro. Pero por eso estamos aquí hoy.
Todos comprendemos la magnitud de este desafío. Quiero agradecer a Keir, Emmanuel y a las numerosas naciones que participaron, procedentes de contextos muy diversos, en la reunión de esta mañana. Esto demuestra que el trabajo que realizamos no está motivado por intereses partidistas, sino por un interés común.
Este objetivo requiere un esfuerzo que abarque múltiples ámbitos: diplomático, de seguridad e incluso humanitario, teniendo en cuenta a los marineros varados en el Golfo y a las naciones directamente afectadas por la crisis.
Italia está dispuesta a contribuir en todos estos ámbitos. Obviamente, la atención de todos se centra principalmente en la presencia naval en Ormuz, un aspecto esencial por varias razones: para necesidades concretas, como el desminado en la zona marítima que rodea Ormuz, y, de forma más general —como ya se ha mencionado— para tranquilizar al sector marítimo y proporcionar un marco de seguridad para los buques que transitan por el Estrecho.

Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva. Mi pare che anche su questo ci fosse questa mattina pieno accordo.
Stiamo portando avanti un’importante azione di pianificazione a livello nazionale, l’Italia offre – nel quadro che ho appena disegnato – la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare, per quelle che sono le nostre regole costituzionali.
Ma è un impegno in linea con quanto abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione, ricordo Aspides, ricordo Atalanta, le operazioni europee. E particolarmente Aspides, che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz, dal mio punto di vista, può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora.
Quindi è stato un confronto molto produttivo, dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale, insieme ai suoi partner.
Ed è una iniziativa che si inserisce in uno sforzo più ampio che continuiamo a portare avanti, che vede costantemente impegnate le nostre Nazioni di fronte a un ciclo di conflittualità che si ripropone ormai costantemente, che quindi non coinvolge solamente il Medio Oriente, ma l’Ucraina e i tanti altri fronti ai quali ormai siamo abituati.
Pero está claro que una presencia naval internacional en Ormuz solo podrá iniciarse una vez cesadas las hostilidades, en coordinación con todos los actores regionales e internacionales, y con una postura exclusivamente defensiva. Creo que también hubo pleno acuerdo al respecto esta mañana.
Estamos llevando a cabo un importante esfuerzo de planificación a nivel nacional. Italia ofrece —en el marco que acabo de describir— su disposición a poner a disposición sus unidades navales, sujetas, por supuesto, a la necesaria autorización parlamentaria, de conformidad con nuestras normas constitucionales.
Pero se trata de un compromiso acorde con lo que ya hemos hecho para defender la libertad de navegación. Recuerdo los casos de Aspides, Atalanta y las operaciones europeas. Y Aspides en particular, que cuenta con una presencia significativa en una zona adyacente al estrecho de Ormuz, en mi opinión, puede representar una valiosa experiencia para lo que estamos intentando hacer ahora.
Así pues, fue un debate muy productivo, que demostró la disposición de Europa a desempeñar su papel en la seguridad internacional, junto con sus socios.
Y se trata de una iniciativa que forma parte de un esfuerzo más amplio que seguimos impulsando, en el que nuestras naciones participan constantemente ante un ciclo de conflictos que se repite continuamente y que, por lo tanto, involucra no solo a Oriente Medio, sino también a Ucrania y a los muchos otros frentes a los que ya estamos acostumbrados.

Per quello che ci riguarda faremo tutto il possibile per aiutare a consolidare tanto il cessate il fuoco in Libano, preziosissimo, ottenuto anche con la mediazione degli Stati Uniti, così come la prospettiva di una ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto in Iran. Insomma, i fronti aperti sono molti, ma non rinunciamo a costruire soluzioni giuste, durature e pragmatiche con determinazione e pazienza, come l’Italia cerca di fare ogni giorno.
Grazie mille Emmanuel, grazie Keir.
Por nuestra parte, haremos todo lo posible para ayudar a consolidar tanto el valioso alto el fuego en Líbano, logrado en parte gracias a la mediación de Estados Unidos, como la posibilidad de reanudar las negociaciones para poner fin al conflicto en Irán. En resumen, hay muchos frentes abiertos, pero no cejaremos en nuestro empeño por construir soluciones justas, duraderas y pragmáticas con determinación y paciencia, como Italia se esfuerza por hacer cada día.
Muchas gracias, Emmanuel, y gracias, Keir.






