Papa Leone XIV presiede nei Giardini Vaticani l’intronizzazione dell’immagine di Santa Rosa de Lima
Leone rinnova i profondi legami di fede e di amicizia che lo uniscono al Perù: “È un paese a me tanto caro”. Mons. Carlos García: “Probabile visita di Leone per il mese di novembre 2026”
Alla presenza di Papa Leone XIV si è svolta nei Giardini Vaticani la solenne intronizzazione della statua di Santa Rosa de Lima, la prima santa peruviana vissuta tra il 1586 e il 1617, patrona delle Americhe e delle Filippine. Isabel Flores de Oliva, meglio conosciuta come “la Rosa de Lima”, è la prima santa canonizzata delle Americhe ad essere inclusa oggi nel Cammino Mariano in Vaticano: una pietra miliare storica che si unisce alle altre devozioni mariane già presenti e provenienti da tutto il mondo.
Durante la cerimonia Leone XIV ha impartito la sua benedizione all’immagine e al mosaico mariano, che riunisce sette delle principali raffigurazioni della Vergine Maria venerate in Perù. È stato un momento che ha suscitato commozione tra i fedeli e i rappresentanti della Chiesa peruviana presenti. L’evento ha anche rinsaldato lo stretto legame del pontefice con il Paese in cui ha vissuto per oltre due decenni e dove è stato vescovo nella diocesi di Chiclayo: “Vi incoraggio a essere, con la grazia di Dio, testimoni ed esempi di questa santità nel mondo di oggi, perché questa è la volontà di Dio, la nostra santificazione”.
La prima santa del Nuovo Mondo, che visse solo 31 anni, affascinò i suoi contemporanei per la sua straordinaria bellezza, suscitò simpatia ed empatia a milioni di fedeli, non solo peruviani. Il suo esempio e la sua fama di santità si diffusero rapidamente. L’intronizzazione della sua immagine, e di un mosaico, è per il Perù e la Chiesa Universale un simbolo di identità, fede e speranza. L’occasione ha anche sottolineato la devozione perenne alla Santa di Lima e l’importanza dell’arte nel preservare la memoria spirituale che la lega in maniera indissolubile alla sede dell’Apostolo Pietro.
“Riuniti in questo luogo meraviglioso, dove tutto ci parla del Creatore e della bellezza del creato − ha detto papa Leone ai presenti nei Giardini Vaticani −, desidero ringraziare innanzitutto gli artisti che hanno realizzato queste opere e quanti hanno reso possibile che oggi potessimo godere di questo gioioso evento”. Il gesto, afferma il Pontefice, “rinnova i profondi legami di fede e di amicizia che uniscono il Perù, Paese a me tanto caro, alla Santa Sede”.
Le opere, realizzate nelle Ande da giovani artigiani di Don Bosco e donate dalla Conferenza Episcopale Peruviana, simboleggiano la ricchezza spirituale e culturale della Nazione. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti i vescovi del Perù, in concomitanza della conclusione del primo incontro “ad Limina” con Papa Leone, e il corpo diplomatico, guidato dal nuovo Ambasciatore del Perù presso la Santa Sede, Jorge Fernando Ponce San Román: “Ringrazio papa Leone, il Perù lo attende con speranza, con fede, con gratitudine e affetto che trascendono gli oceani e i continenti arrivando fin qui”.
Nel corso di un evento alla Pontificia Università Gregoriana, la Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Suor Raffaella Petrini, ha dichiarato che “la statua offre una ricca simbologia che riflette il cammino terreno di Santa Rosa, l’ancora, il segno della speranza”. Ricorda la sua miracolosa protezione su Lima nel 1615, quando venne minacciata dai pirati. Il Rosario richiama la sua appartenenza al Terz’ordine dei Domenicani e la rosa rappresenta il nome con cui fu chiamata fin da bambina, e che scelse definitivamente nel giorno della Cresima ricevuta dal Santo Vescovo Toribio del Mogroveco.
Accanto alla statua di Santa Rosa de Lima è stato inaugurato anche un mosaico mariano, realizzato con la tecnica del micromosaico da otto giovani artisti peruviani a rappresentare la devozione alla Vergine Maria. All’interno di esso diverse effigi mariane tra cui la Vergine della Porta, la Vergine dell’immacolata, della Candelora, della Mercede, del Carmelo e la Madonna dell’Evangelizzazione che incarnano la protezione, la salvezza e la liberazione dalle catene del popolo in cammino.

Luis Enrique Cam, documentarista del lavoro “Una Rosa para el mundo”, afferma che Santa Rosa de Lima “è una figura centrale nell’identità religiosa del Perù e nella storia della Chiesa nelle Americhe. La sua canonizzazione nel XVII secolo la rese la prima Santa del continente, consolidando un’eredità di spiritualità, servizio e dedizione che trascende confini e generazioni”. La devozione a Santa Rosa è evidente nella vita quotidiana dei fedeli, nelle celebrazioni liturgiche e nelle espressioni artistiche che ne mantengono viva la memoria.
Inoltre il regista peruviano ha sottolineato che l’intronizzazione di oggi alla presenza di Leone XIV rappresenta il riconoscimento del posto preminente di Santa Rosa all’interno della Chiesa Universale. Per la Santa Sede, la Santa di Lima è simbolo di una vita dedicata a Dio, ponte spirituale e culturale tra le Americhe e Roma. La sua memoria, conservata nelle chiese, nelle opere d’arte e nelle devozioni popolari, continua a ispirare la comunità cattolica in tutto il mondo.
Suor Petrini afferma che Rosa “è una donna che si è impegnata per la diffusione del regno di Dio diventando apostola, pur non allontanandosi dalla sua cella. Ora continuerà a mostrare quel volto giovane e sorridente di chi vive in unione con Cristo a chiunque nei Giardini Vaticani rivolga il suo sguardo a lei”.
Il primo Ad Limina di Leone con i vescovi peruviani in Vaticano
Questo fine settimana si è concluso il primo incontro «ad Limina Apostolorum» di Papa Leone XIV con i vescovi del Perù. La visita è durata cinque giorni e ha visto la partecipazione dei vescovi delle 46 giurisdizioni ecclesiastiche del paese andino. La visita si è svolta nel quadro del 300° anniversario della canonizzazione di San Toribio de Mogrovejo.
“Il Perù occupa un posto speciale nel mio cuore. Lì − ha detto il Santo Padre nel messaggio rivolto ai suoi fratelli dell’episcopato peruviano, − ho condiviso con voi gioie e fatiche, ho imparato la fede semplice della sua gente e ho sperimentato la forza di una Chiesa che sa attendere anche in mezzo alle prove. Per questo grande affetto − prosegue Leone −, vi incoraggio a far fruttificare nell’oggi della Chiesa in Perù l’eredità che avete ricevuto dai santi Toribio, Rosa, Martino e Giovanni, tra tanti altri”.
Il Pontefice, come guida, suggerisce ai vescovi peruviani il principio di vivere ad instar Apostolorum, cioè agire “alla maniera degli Apostoli”, con semplicità, coraggio e totale disponibilità al Signore, per rispondere alle molteplici sfide dell’evangelizzazione nel Paese.
Sottolinea che per vivere in modo apostolico è necessario salvaguardare e promuovere la comunione: “Anche oggi, la credibilità del nostro annuncio passa per una comunione reale e affettiva tra i pastori, e tra questi e il popolo di Dio, superando divisioni, protagonismi e ogni forma di isolamento”.
Il presidente della Conferenza Episcopale Peruviana, Mons. Carlos García Camader, al termine della visita ad Limina, ha dichiarato che considera “molto difficile”,− a causa delle prossime elezioni politiche − la visita di Papa Leone XIV in Perù nella prima metà del 2026. Tuttavia, si fa sempre più concreta la possibilità di una visita nel mese di novembre prossimo, subito dopo le elezioni municipali e regionali. All’emittente radiofonica nazionale RPP Mons. Camander ha dichiarato che “una volta terminate le elezioni, è molto probabile che il Papa venga, e non più tardi di quest’anno. Ciò significa che nel 2026 ci sarà l’80% di probabilità che sia in Perù, potrebbe arrivare a novembre, durante il periodo dell’Avvento”.








