MIDO 2026 (IT)

0
95
L’edizione 2026 di MIDO riunisce 1.200 aziende dell’industria ottica mondiale, di cui 270 italiane – cuore manifatturiero del settore – e 930 internazionali provenienti da quasi 50 Paesi, da Francia, Germania e Spagna a Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Australia e Hong Kong. Questo ecosistema globale si fonda su un’industria italiana che ha generato 5,64 miliardi di euro nel 2025, esportando quasi il 90% della sua produzione in mercati in cui l’Europa è in forte crescita e gli Stati Uniti in contrazione a causa delle tensioni tariffarie. Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio, Polonia, Svezia e Ungheria sono tra i principali acquirenti di occhiali italiani, mentre Cina, Messico, Turchia e Israele stanno consolidando la loro espansione. In questo contesto, il Made in Italy riafferma la sua duplice identità: potenza industriale e, allo stesso tempo, custode di un know-how artigianale che rimane un punto di riferimento globale. Fin dalla sua prima edizione nel 1970, MIDO ha trasformato Milano nel punto d’incontro globale per l’ottica, unendo industria, design e cultura visiva in un unico luogo. La fiera è nata in una città che era già un laboratorio di modernità – incastonata tra la Triennale, il Politecnico di Milano, gli studi di design e i distretti industriali di Veneto e Friuli – e da allora ha svolto il ruolo di ponte tra l’artigianato italiano e il mercato globale.
Quest’anno, MIDO coincide anche con l’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, collocando la fiera in una città vivace, al centro dell’attività internazionale, a pochi chilometri dai luoghi in cui le lenti italiane ammirate in tutto il mondo vengono concepite, prototipate e perfezionate: Belluno, il Cadore, il Veneto, la Lombardia. È un ecosistema in cui tradizione e tecnologia coesistono e dove l’ottica diventa un linguaggio culturale piuttosto che un semplice prodotto.
Ma è proprio questo mondo occidentale – storicamente affidabile, stabile e sicuro per il Made in Italy – ad aver causato i maggiori sconvolgimenti recenti. La decisione del governo statunitense di imporre dazi più elevati sui prodotti provenienti dall’Unione Europea ha avuto un effetto immediato sulla catena di approvvigionamento. Come ha spiegato il presidente dell’ANFAO, molte aziende italiane sono state costrette ad accelerare le spedizioni e ad anticipare le consegne per evitare che le loro merci arrivassero dopo il 6 luglio, data di entrata in vigore dei dazi. Il risultato è stata una temporanea distorsione del mercato, seguita da una significativa contrazione delle importazioni statunitensi, che ha colpito in particolare il segmento degli occhiali da sole. Questo episodio ha rivelato quanto l’ottica italiana sia esposta alle tensioni commerciali globali, anche quando il suo prestigio e la sua qualità rimangono intatti. Come ho osservato in un articolo precedente, le lenti adornano gli occhi: proteggono, assistono e sostituiscono la vista naturale quando questa si indebolisce. L’occhio è l’organo che ci permette di conoscere noi stessi, capire, interpretare il mondo e riconoscerci al suo interno; ecco perché un buon paio di occhiali non solo corregge la vista, ma valorizza anche la propria identità.
Al centro di MIDO c’è un’istituzione che da decenni sostiene questo mestiere: ANFAO, l’Associazione Nazionale Fabbricanti Ottici, fondata nel 1954 per rappresentare, tutelare e promuovere i produttori italiani di occhiali, montature, lenti e componenti. Da allora, ANFAO è stata il ponte tra la tradizione artigianale del Cadore e la modernità industriale che ha reso l’Italia leader mondiale nel settore. Il suo lavoro non si limita a difendere il «Made in Italy»: promuove anche la formazione, l’innovazione, le relazioni internazionali e le politiche industriali che hanno permesso a questa filiera produttiva di rimanere un punto di riferimento globale. L’attuale presidente, Lorraine Berton, ha dedicato parte del suo mandato a qualcosa che non figura nei bilanci ma che è alla base dell’intera struttura: la qualità dell’ambiente di lavoro. Ha sottolineato la necessità di costruire relazioni rispettose all’interno delle fabbriche, evitando commenti inappropriati, atteggiamenti invadenti o dinamiche che erodono un ambiente di lavoro positivo. La sua visione è chiara: un ambiente armonioso produce un lavoro più preciso, più umano e più sostenibile. In un settore in cui l’artigianato convive con l’alta tecnologia, la cultura del rispetto non è un gesto morale, ma un fattore produttivo. Allo stesso tempo, Berton ha sottolineato l’importanza di integrare le nuove generazioni nel mondo dell’occhialeria. Per lei, l’inclusione non è uno slogan, ma una strategia di sopravvivenza industriale: se i giovani percepiscono le aziende come spazi rigidi, gerarchici o inospitali, si allontaneranno da una professione che ha urgente bisogno della loro energia, sensibilità e capacità di innovazione.  La resistenza al lavoro in fabbrica non dovrebbe derivare da atteggiamenti di esclusione, ma trasformarsi in un invito a partecipare a un ecosistema che unisce tecnica, creatività e senso di appartenenza.

Più che descrivere strutture o monopoli, ciò che conta è comprendere la visione che sostiene questo settore. In una delle conferenze, la giornalista Giovanna Botteri ha offerto un’immagine rivelatrice: gli occhiali da sole indossati da Emmanuel Macron a Davos. Nel suo caso, servivano a nascondere la congiuntivite; per il mondo, hanno segnato un rilancio simbolico dell’uso degli occhiali da sole come gesto politico, estetico e mediatico. Un accessorio che protegge, ma anche comunica. Quell’episodio sintetizza come l’ottica sia diventata un linguaggio che permea la geopolitica, la percezione pubblica e la costruzione dell’identità.

Di fronte alle difficoltà – dazi, tensioni commerciali, incertezza globale – la risposta del settore italiano è sempre la stessa: continuare a produrre con passione e maestria. Le crisi possono esistere, ma la qualità che l’utente cerca si trova solo in una lente ben fatta, con stile, precisione e coerenza. Non è solo retorica: ogni pezzo viene sottoposto fino a dodici controlli di qualità prima di raggiungere il mercato, un processo che trasforma ogni montatura in un oggetto d’eccellenza.

E mentre MIDO riunisce aziende da tutto il mondo, la maggior parte di quelle italiane rimane piccola impresa, molte con meno di 120 dipendenti. Lungi dall’essere una debolezza, questa struttura frammentata è la forza del settore: officine, fabbriche a conduzione familiare e laboratori specializzati che, presentandosi insieme, non si sentono a disagio o diluiti. Al contrario, si rafforzano a vicenda. L’idea di presentarsi come un organismo produttivo coeso – senza perdere le proprie identità individuali – è una strategia destinata a crescere gradualmente, perché esprime ciò che l’Italia sa fare meglio: unire diversità, talento e patrimonio locale in un’unica voce.

THE VISION STAGE: ALLA SCOPERTA DEL FUTURO DELL’OCCHIALERIA

A MIDO il mondo dell’occhiale è anche formazione, informazione e cultura. Lo spazio The Vision Stage, al Padiglione 1, ospita conferenze, workshop, presentazioni ed eventi che non si limitano a parlare di occhialeria, ma aprono il dialogo con altri mondi e linguaggi. Un vero e proprio luogo di contaminazione culturale, animato da ospiti provenienti da ambiti diversi, primo fra tutti lo sport, che porteranno esperienze, visioni e storie capaci di ispirare l’industria e raccontare l’occhiale come fenomeno culturale, sociale e creativo.

Tra i principali appuntamenti, si segnalano:

Sabato 31 gennaio

  • alle 11 il convegno Walk the Talk, il programma formativo di ANFAO dedicato alle tematiche DE&I con Daniele Cassioli e Pasquale Gravina;
  • alle 12 Monica Maggioni e Alec Ross discuteranno dei grandi cambiamenti che il mondo sta affrontando e le conseguenze su economia, geopolitica e futuro;
  • alle 13 incontro sulle tendenze per la stagione 2027 a cura di LIVETREND.

 Domenica 1° febbraio

  • alle 11 incontro con Ferdinando De Giorgi con una testimonianza di leadership tra linguaggio, comportamenti e fiducia;
  • alle 15 il giornalista Dario Fabbri offrirà una nuova prospettiva sull’utilizzo dei dazi in tema di conflitti, commercio e rapporti di forza;
  • Alle 17 incontro a cura di CDV – Commissione Difesa Vista e FGE – Fabiano Gruppo Editoriale dal titolo Pediatric Vision Care – Evidenze scientifiche, best practice e modelli integrati per la gestione della visione in età evolutiva, sui principali temi della salute visiva in età pediatrica.

 Lunedì 2 febbraio:

  • alle 10 l’anteprima dello studio di NielsenIQ sulla salute visiva e il mercato dell’eyewear;
  • alle 11 appuntamento con autorevoli esperti su ecodesign e sostenibilità nel futuro dell’occhiale dal titolo Progettare il futuro dell’occhiale: ecodesign tra scelte, materiali e processi sostenibili;
  • alle 13 CERTOTTICA si occuperà di microplastiche nel settore ottico e degli approcci per gestirle.

Il programma completo sul sito https://www.mido.com/the-vision-stage-2026