


Più che descrivere strutture o monopoli, ciò che conta è comprendere la visione che sostiene questo settore. In una delle conferenze, la giornalista Giovanna Botteri ha offerto un’immagine rivelatrice: gli occhiali da sole indossati da Emmanuel Macron a Davos. Nel suo caso, servivano a nascondere la congiuntivite; per il mondo, hanno segnato un rilancio simbolico dell’uso degli occhiali da sole come gesto politico, estetico e mediatico. Un accessorio che protegge, ma anche comunica. Quell’episodio sintetizza come l’ottica sia diventata un linguaggio che permea la geopolitica, la percezione pubblica e la costruzione dell’identità.
Di fronte alle difficoltà – dazi, tensioni commerciali, incertezza globale – la risposta del settore italiano è sempre la stessa: continuare a produrre con passione e maestria. Le crisi possono esistere, ma la qualità che l’utente cerca si trova solo in una lente ben fatta, con stile, precisione e coerenza. Non è solo retorica: ogni pezzo viene sottoposto fino a dodici controlli di qualità prima di raggiungere il mercato, un processo che trasforma ogni montatura in un oggetto d’eccellenza.
E mentre MIDO riunisce aziende da tutto il mondo, la maggior parte di quelle italiane rimane piccola impresa, molte con meno di 120 dipendenti. Lungi dall’essere una debolezza, questa struttura frammentata è la forza del settore: officine, fabbriche a conduzione familiare e laboratori specializzati che, presentandosi insieme, non si sentono a disagio o diluiti. Al contrario, si rafforzano a vicenda. L’idea di presentarsi come un organismo produttivo coeso – senza perdere le proprie identità individuali – è una strategia destinata a crescere gradualmente, perché esprime ciò che l’Italia sa fare meglio: unire diversità, talento e patrimonio locale in un’unica voce.

THE VISION STAGE: ALLA SCOPERTA DEL FUTURO DELL’OCCHIALERIA
A MIDO il mondo dell’occhiale è anche formazione, informazione e cultura. Lo spazio The Vision Stage, al Padiglione 1, ospita conferenze, workshop, presentazioni ed eventi che non si limitano a parlare di occhialeria, ma aprono il dialogo con altri mondi e linguaggi. Un vero e proprio luogo di contaminazione culturale, animato da ospiti provenienti da ambiti diversi, primo fra tutti lo sport, che porteranno esperienze, visioni e storie capaci di ispirare l’industria e raccontare l’occhiale come fenomeno culturale, sociale e creativo.
Tra i principali appuntamenti, si segnalano:
Sabato 31 gennaio
- alle 11 il convegno Walk the Talk, il programma formativo di ANFAO dedicato alle tematiche DE&I con Daniele Cassioli e Pasquale Gravina;
- alle 12 Monica Maggioni e Alec Ross discuteranno dei grandi cambiamenti che il mondo sta affrontando e le conseguenze su economia, geopolitica e futuro;
- alle 13 incontro sulle tendenze per la stagione 2027 a cura di LIVETREND.
Domenica 1° febbraio
- alle 11 incontro con Ferdinando De Giorgi con una testimonianza di leadership tra linguaggio, comportamenti e fiducia;
- alle 15 il giornalista Dario Fabbri offrirà una nuova prospettiva sull’utilizzo dei dazi in tema di conflitti, commercio e rapporti di forza;
- Alle 17 incontro a cura di CDV – Commissione Difesa Vista e FGE – Fabiano Gruppo Editoriale dal titolo Pediatric Vision Care – Evidenze scientifiche, best practice e modelli integrati per la gestione della visione in età evolutiva, sui principali temi della salute visiva in età pediatrica.
Lunedì 2 febbraio:
- alle 10 l’anteprima dello studio di NielsenIQ sulla salute visiva e il mercato dell’eyewear;
- alle 11 appuntamento con autorevoli esperti su ecodesign e sostenibilità nel futuro dell’occhiale dal titolo Progettare il futuro dell’occhiale: ecodesign tra scelte, materiali e processi sostenibili;
- alle 13 CERTOTTICA si occuperà di microplastiche nel settore ottico e degli approcci per gestirle.
Il programma completo sul sito https://www.mido.com/the-vision-stage-2026







