Presidente Mario Draghi – Consejo Europeo 31/V/2022 Textos IT y ES

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ITALIANO
Buonasera a tutti e stato un Consiglio
Europeo un po lungo ma per i cui risultati possiamo essere abbastanza soddisfatti
Vi do un riassunto rapido delle questioni che sono state discusse e poi cerco di minimizzare il tempo in modo da avere più tempo per rispondere alle vostre domande
Il primo argomento riguardava come
prevedibile l’Ucraina, qui sostanzialmente il Consiglio Europeo ha riaffermato l’unità
dell’azione dell’Unione Europea e l’unità di tutta l’Alleanza, ha ribadito come Putin non possa vincere questa guerra, non debba poter vincere questa guerra. L’Ucraina sarà quella che deciderà la pace, sarà quella che sceglierà la pace che vuole anche perché una pace forzata non sarebbe neanche sostenibile, posto che fosse possibile.
Il secondo punto  è stata la discussione sulla sicurezza alimentare dei paesi poveri Come sapete c’è una catastrofe umanitaria di proporzioni gigantesche che può abbattersi su milioni e milioni di persone che potrebbero di qua a pochi mesi trovarsi in una situazione di carestia, si è discusso cosa sta facendo l’Unione Europea.
Io stesso ne ho parlato nell’incontro che ho avuto prima del Consiglio Europeo con Macron e con Scholtz e qui, chiaramente, chi sembra avere un pochino alla leadership del processo sono le Nazioni Unite, bisogna capire ora che cosa può fare l’Unione Europea per aiutarle. Si è parlato di percorsi alternativi in questo contesto.
Una cosa che ho fatto presente che c’è
una questione riguardante le sanzioni
che riguardano i fertilizzanti che sembrano avere un trattamento diverso da parte degli Stati Uniti rispetto a quello europeo su questo ci sarà un’indagine e poi avremo una risposta.
Siamo poi passati a discutere dell’energia in particolare di quello che la Commissione chiama RepowerEU.
Ieri sera la presidente della Commissione ha fatto una presentazione molto ricca,
molto interessante l’azione dell’unione europea sull’energia si sta sviluppando, si
svilupperà nei prossimi anni su molti
fronti.
Primo è risparmio energetico, il secondo
sono acquisti congiunti,immagazzinamenti congiunti ,investimenti nelle rinnovabili,
investimenti nello sviluppo della rete
che serve a poi a utilizzare a connettere l’energia prodotta con le rinnovabili e poi si è parlato del finanziamento e poi cosa fare sui suoi prezzi alti, sul funzionamento del mercato dell’energia,  in questo  campo noi siamo stati accontentati c’è un riferimento
molto esplicito nelle conclusioni al tetto sui prezzi e sul fatto che la Commissione ora ufficialmente ha ricevuto mandato per studiare la fattibilità del tetto sui prezzi del gas e anche altre questioni.
Poi, appunto abbiamo parlato di difesa
e qui le questioni più importanti si parte sempre dal fatto ormai che è diventato consapevolezza perché non è più una informazione nuova che noi spendiamo per difesa più di tre volte quanto spende la Russia da lì si è discusso la questione della
interoperabilità dei vari sistemi di difesa della necessità di evitare duplicazioni e del
fatto che noi importiamo armi del resto del mondo per una percentuale pari al 60 per cento di tutte le nostre armi.
Queste sono brevi considerazioni.
Poi, ora sono in attesa delle vostre
domande
C’è una prima domanda da RadioRai
Federica Jonica
Buonasera presidente,  vorrei partire
dall’accordo di questa notte sullo stop
sull’embargo al petrolio via mare
c’è una gradualità mi sembra di capire
nel senso prima i due terzi poi si
arriverà al 90 per cento, ci sono delle
eccezioni ad esempio all’Ungheria per
quanto riguarda le ho detto vorrei
capire se queste eccezioni rischiano un
po di rendere inefficace la misura e di
penalizzare la posizione dell’italia

grazie.

L’accordo è stato un successo
immaginare di essere uniti su un accordo
che sostanzialmente mette l’embargo su
mi pare il 90 per cento del petrolio
russo circa 90 direi era una cosa che detta qualche giorno fa non sarebbe stata credibile quindi è stato un successo completo, si è poi tenuto
conto della situazione specifica
dell’Ungheria e della della Repubblica Ceca mi pare, che sono chiuse non hanno accesso sul mare e quindi se si interrompe il petrolio russo occorre essere sicuri che possono avere l’offerta di petrolio anche da altre fonti e lì si è trovato una soluzione
attraverso la croazia e quindi loro avranno una come dire una dispensa da questa un’esenzione da questo obbligo di
di petrolio per un certo periodo di
tempo in modo che si attrezzino per
poter ricevere il petrolio attraverso
questa strada, attraverso il mare
adriatico, cioè su in Croazia ci sono due
importanti punti di accesso e quindi è da lì che è la questione è stata risolta.
C’è poi stata una dichiarazione da parte della Germania, della Polonia che si impegnano per fine anno a non importare petrolio russo perché a loro il petrolio arriva attraverso un gasdotto il cui nome non ricordo e che sarebbe difficile
interrompere.
Devo dire che il cancelliere Scholtz ha spiegato con grande sincerità
la difficoltà che avrebbe avuto ad
interrompere immediatamente questo gas russo è stato compreso da tutti gli
altri e quindi no l’italia non esce
assolutamente penalizzata anche per noi
l’obbligo di non importare gas russo
scatterà dalla fine dell’anno
quindi siamo più o meno come gli altri.
CASTELLANO

Buenas tardes a todos, fue un largo Consejo Europeo pero por los resultados podemos  estar bastante satisfechos.

Les haré un breve resumen de los temas que se han discutido y luego trataré de minimizar el tiempo con el fin de tener más tiempo para responder sus preguntas.

El primer argumento era Ucrania, cómo era predecible, sustancialmente el Consejo Europeo ha reafirmado la unidad de la acción de la Unión Europea y la unidad de toda la Alianza, ha reafirmado que Putin no puede ganar esta guerra, no deba poder ganar esta guerra. Ucrania será la que decidirá la paz, será la que elegirá la paz que quiere además porque una paz forzada no sería tampoco sostenible, en el caso fuese posible.

El segundo punto fue la discusión sobre la seguridad alimentaria de los países pobres. Como saben, hay uno catástrofe humanitaria de proporciones gigantesca que puede abatirse contra millones y millones de personas que podrían estar de aquí a unos meses en una situación de hambruna, discutimos sobre lo que está haciendo la Unión Europea.
Yo mismo hablé de eso en la reunión que tuve antes del Consejo Europeo con Macron y con Scholtz y aquí, claramente, quien parece tener un poco la dirección del proceso son las Naciones Unidas, ahora tenemos que entender qué cosa puede hacer la Unión Europea para ayudarles Se ha hablado de caminos alternativa en este contexto. Una cosa que he señalado que hay una cuestión sobre las sanciones, referida a los fertilizantes que parecen tener un tratamiento diferente por los Estados Unidos en comparación con el Europeo, sobre esto habrá una investigación y luego tendremos una respuesta.

Luego pasamos a discutir de la energía, en particular, de lo que la Comisión llama REpowerEU. Anoche la presidente de la Comisión hizo una presentación muy rica, muy interesante, la acción de la Unión Europea sobre la energía se está desarrollando,  se desarrollará en los próximos años en varios frentes.

Lo primero, es el ahorro de la energía, el segundo son las compras conjuntas, los almacenamientos conjuntos, inversiones en el desarrollo de la red que sirve para utilizarla en la conexión con la energía producida con las renovables y luego hablamos de la financiación y luego qué hacer con los altos precios en el mercado de la energía, en este campo estamos satisfechos, hay una referencia muy explícita en las conclusiones sobre el precio máximo y en el hecho de la Comisión ha recibido oficialmente mandato para estudiar la viabilidad del techo de los precios del gas y también otros asuntos.

Luego, hablamos de defensa y aquí las preguntas más importantes, siempre se parte del hecho de que se ha tomado conciencia, porque no es más información nueva, que nosotros gastamos para la defensa más de tres veces de cuanto gasta Rusia de ahí se ha discutido la cuestión de la interoperabilidad de los diversos sistemas de defensa, de la necesidad de evitar la duplicación y del hecho de que importamos armas del resto del mundo en uno porcentaje igual al 60 por ciento de todas nuestras armas, estas son unas breves consideraciones.
Ahora espero sus preguntas.

Hay una primera pregunta de RadioRai Federica Jonica
Buenas noches presidente. Me gustaría iniciar del acuerdo de esta noche, sobre el paro del embargo al petróleo por mar, hay una gradualidad, me parece entender en el sentido primero dos tercios luego se llegará al 90 por ciento, hay algunas excepciones, por ejemplo, Hungría para en cuanto a que le dije que me gustaría entender si estas excepciones corren el riesgo de dejar sin efecto la medida y de penalizar la posición de Italia gracias
El acuerdo fue un éxito, imaginar estar unidos en un acuerdo que básicamente aplica el embargo sobre, creo, el 90 por ciento del petróleo ruso, alrededor del 90 diría que uno era uno cosa que dicha hace unos días no habría sido creíble por lo que entonces ha sido un éxito completo, además, se ha tomado en cuenta de la situación específica de Hungría y de la República Checa, creo que están encerrados no tienen acceso al mar y por lo tanto si se interrumpe el petróleo ruso es necesario estar seguro de que pueden  tener la oferta de suministro de petróleo también de otras fuentes y se encontró una solución a través de Croacia y por lo tanto,  ellos tendrán, cómo decir, una despensa de esta exención, de esta obligación de petróleo durante un cierto período de tiempo para que se preparen para poder recibir petróleo a través de este camino, a través del mar Adriático, es decir, en Croacia donde hay dos puntos de acceso importantes y es ahí donde la cuestión se resolvió.

Hubo también una declaración de Alemania, de Polonia que están comprometiéndose para fines de año a no importar más petróleo ruso porque hoy les llega el petroleo a través de una tubería cuyo nombre no recuerdo y eso seria difícil interrumpir.

Debo decir que el Canciller Scholtz explicó con gran sinceridad la dificultad que hubiera tenido para detener este gas ruso  inmediatamente, fue entendido por todos  y por lo tanto, Italia no sale absolutamente penalizada, para nosotros también
la obligación de no importar gas ruso
comenzará a partir de fin de año,
así estamos más o menos como los demás.