Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro.
È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali.
Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la partecipazione dei cittadini.
Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050.
Questa sfida può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità. E può vedere un’Italia in prima fila. Già oggi in molti settori, dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato ai servizi, dal design alla ricerca, siamo protagonisti nel campo dell’economia circolare e sostenibile.
Siamo, ad esempio, primi in Europa come percentuale di riciclo dei rifiuti prodotti.
La nostra green economy rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla bellezza, all’efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di comunità e territori.
Fa della coesione sociale un fattore produttivo e coniuga empatia e tecnologia. Larga parte della nostra economia dipende da questo. I nostri problemi sono grandi e antichi: non solo il debito pubblico ma le diseguaglianze sociali e territoriali, l’illegalità e l’economia in nero, una burocrazia spesso inefficiente e soffocante, l’incertezza per il presente e il futuro che alimenta paure.
Ma l’Italia è anche in grado di mettere in campo risorse ed esperienze che spesso non siamo in grado di valorizzare.
Noi siamo convinti che non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. La sfida della crisi climatica può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore.
Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno.
Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un mondo più sicuro, civile, gentile.
Abordar la crisis climática con valentía no solo es necesario sino que representa una gran oportunidad para convertir
nuestra economía y nuestra sociedad más a escala humana y por lo tanto más capaces de futuro. Es un reto de enorme alcance que requiere el aporte de las mejores energías tecnológicas, institucionales, políticas, sociales, culturales. La
contribución de todos los mundos económicos y productivos y sobre todo la participación de los ciudadanos. Era importante y el papel de la encíclica del Papa Francisco Laudato Si está en esta dirección. Estamos convencidos de que, en presencia de políticas serias y con visión de futuro, sea posible resetear la contribución neta de emisiones de gases de efecto invernadero para 2050. Este desafío puede renovar la misión de Europa dándole fuerza y centralidad. Y puede ver a Italia en primera fila. Ya hoy en muchos sectores, de la industria a la agricultura, de la artesanía a los servicios, desde el diseño hasta la investigación, somos protagonistas en el campo de la economía circular y sostenible. Somos, por ejemplo, primeros en Europa como porcentaje de reciclaje de los residuos producidos.
Nuestra economía verde hace que nuestras empresas sean más competitivas y genera puestos de trabajo al echar raíces, a menudo secular, en una forma de producir ligada a la calidad, la belleza, la eficiencia, la historia de las ciudades, a las experiencias positivas de comunidades y territorios. Hace de la cohesión social un factor productivo y combina la empatía y la tecnología. Gran parte de nuestra economía depende de ello. Nuestros problemas son grandes y antiguos: no sólo la deuda pública sino las desigualdades sociales y territoriales, la ilegalidad y la economía sumergida, una burocracia a veces ineficiente y asfixiante, la incertidumbre por el presente y el futuro que alimenta los miedos. Pero Italia también es capaz de aportar recursos y experiencias que a menudo no somos capaces
de dar valor. Estamos convencidos de que no hay nada malo en Italia que no se pueda corregir con lo que es correcto en Italia. El reto de la crisis climática puede ser una oportunidad para poner en marcha nuestro país en nombre de un futuro común y mejor. Nosotros, en todo caso, dentro de los límites de nuestras posibilidades, trabajaremos en esta dirección, sin dejar a nadie atrás, sin dejar a nadie solo. Una Italia que hace Italia, a partir de nuestras mejores tradiciones, es esencial para este desafío y puede dar una contribución importante para tratar de construir un mundo más seguro, civilizado y amable.








