Urbi et Orbi: “In questo giorno di festa imploriamo il Signore che doni la sua pace ad un mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio”
Papa Leone XIV ha celebrato la prima Pasqua del suo pontificato sotto l’ombra di un conflitto che sta devastando il Medio Oriente e che minaccia i cristiani di quella regione. La Pasqua è tempo di Resurrezione: “Cristo è risorto e vive tra di noi”. Davanti a una folla di oltre 50.000 fedeli riuniti in Piazza San Pietro il Pontefice ha parlato del potere trasformatore della Risurrezione di Cristo: “La creazione intera risplende oggi di nuova luce, dalla terra si leva un canto di lode, esulta la gioia il nostro cuore: Cristo è risorto dalla morte e, con Lui, anche noi risorgiamo a vita nuova!”
Nella penombra di un lungo Sabato Santo, fra la Croce e la Risurrezione, il Vangelo racconta che lo Spirito suscita fiducia. Nel Triduo Pasquale abbiamo contemplato la sofferenza di un Dio che si riconcilia con le caratteristiche della nostra umanità: deboli, mortali, osteggiati, minacciati e destinati a morire. Le ferite di Gesù sono le ferite dell’uomo di ogni tempo, della sua malattia e sofferenza, delle violenze, delle ingiustizie, delle nostre città. Questa relazione ci libera dall’illusione di essere sempre perfetti e immortali.

Il Papa ha ricordato che Gesù non solo ha vinto la morte, ma rimane fonte viva che disseta la sete interiore dell’umanità. Il suo messaggio è stato incentrato sul Mistero Pasquale con cui ha invitato i credenti a lasciare che la luce del Signore Risorto illumini le concrete realtà della vita quotidiana: “Questo annuncio pasquale abbraccia il mistero della nostra vita e il destino della storia e ci raggiunge fin dentro gli abissi della morte, da cui ci sentiamo minacciati e a volte sopraffatti. Esso ci apre alla speranza che non viene meno, alla luce che non tramonta, a quella pienezza di gioia che niente può cancellare: la morte è stata vinta per sempre, la morte non ha più potere su di noi!”.
Con un tono pastorale, accessibile e umano, il Pontefice ha descritto le tensioni che caratterizzano l’esistenza moderna, la gioia e la stanchezza, i successi e le perdite: “Dentro di noi, quando la zavorra dei nostri peccati ci impedisce di spiccare il volo; quando le delusioni o le solitudini che sperimentiamo prosciugano le nostre speranze; quando le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere; quando proviamo tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati, quando dobbiamo fare i conti con la nostra debolezza, con la sofferenza, con la fatica di ogni giorno, allora ci sembra di essere finiti in un tunnel di cui non vediamo l’uscita”.
La Risurrezione di Gesù Cristo non è solo un pilastro del Cristianesimo, è il pilastro per eccellenza. Se cade, tutto il resto crolla con esso. Non è un evento insignificante, né qualcosa da trascurare con leggerezza. Come dice san Paolo: «Se Cristo non è risorto, vana è la nostra predicazione e vana è anche la vostra fede».

Papa Leone sottolinea che la Pasqua del Signore ci invita ad alzare lo sguardo e ad allargare il cuore. Essa continua ad alimentare nel nostro spirito e nel cammino della storia il seme della vittoria promessa. Ci mette in movimento come Maria di Magdala e come gli Apostoli, per farci scoprire che il sepolcro di Gesù è vuoto, e perciò in ogni morte che sperimentiamo c’è anche spazio per una nuova vita che sorge. Il Signore è vivo e rimane con noi.
Inoltre viviamo vite frenetiche, alla ricerca di risultati, riconoscimenti, sicurezza, eppure sentiamo sempre che ci manca qualcosa. Questa mancanza è il segno della nostra sete di eternità. È attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene: il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita. Siamo orientati una volta per sempre verso la pienezza, perché in Cristo risorto anche noi siamo risorti.
Leone XIV ricorda l’Esortazione apostolica Evangeli gaudium di Papa Francesco a quasi un anno della sua morte. La risurrezione di Cristo «non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto».
La sua Risurrezione è un forte richiamo ai cristiani di tutto il mondo ad “essere luce e a portare luce agli altri”. La Risurrezione di Cristo è un fatto ma non è l’interpretazione di un fatto davanti a cui resta in piedi o cade la fede. La Risurrezione è qualcosa che semplicemente puoi incontrare nella tua vita. L’incontro della Risurrezione è qualcosa che rompe con qualsiasi tipo di razionalità, quella che mette in discussione la nostra maniera di pensare, quella che ci ha fatto male ma che ci ha fatto vivere una vita completamente nuova, la vita eterna: “Un imprevisto è la sola speranza”.

La Pasqua è la nuova creazione operata dal Signore Risorto, è un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna della vittoria di Dio sull’antico Avversario. Di questo canto di speranza oggi abbiamo bisogno. E siamo noi, risorti con Cristo, che dobbiamo portarlo per le strade del mondo. Corriamo allora come Maria di Magdala, annunciamolo a tutti, portiamo con la nostra vita la gioia della risurrezione, perché dovunque aleggia ancora lo spettro della morte possa splendere la luce della vita.
Benedizione Urbi et Orbi
Il Santo Padre nel suo messaggio Pasquale e Benedizione “Urbi et Orbi» ha ricordato che la Pasqua è una vittoria: della vita sulla morte, della luce sulle tenebre, dell’amore sull’odio. Una vittoria a carissimo prezzo: il Cristo, il Figlio del Dio vivente ha dovuto morire, e morire su una croce, dopo aver subito un’ingiusta condanna, essere stato schernito e torturato, e aver versato tutto il suo sangue. Come vero Agnello immolato, ha preso su di sé il peccato del mondo e così ci ha liberati tutti, e con noi anche il creato, dal dominio del male.
Davanti a una piazza gremita di fedeli Leone XIV ha sottolineato che il Cristo, nostro «Re vittorioso», ha combattuto e vinto la sua battaglia con l’abbandono fiducioso alla volontà del Padre, al suo disegno di salvezza. La forza con cui Cristo è risorto è totalmente non violenta. È simile a quella di un chicco di grano che, marcito nella terra, cresce, si apre un varco tra le zolle, germoglia e diventa una spiga dorata. È ancora più simile a quella di un cuore umano che, ferito da un’offesa, respinge l’istinto di vendetta e, pieno di pietà, prega per chi lo ha offeso.
Il Papa ha affermato che la Risurrezione di Gesù Cristo è la vera pace, una pace che vince il peccato, l’odio e la violenza attraverso l’amore misericordioso di Dio e che esige la responsabilità personale di amare, perdonare e stare in solidarietà con chi soffre.
“Fratelli e sorelle, questa è la vera forza che porta la pace all’umanità, perché genera relazioni rispettose a tutti i livelli: tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le nazioni – aggiunge il Santo Padre -, non mira all’interesse particolare, ma al bene comune; non vuole imporre il proprio piano, ma contribuire a progettarlo e a realizzarlo insieme agli altri”. Cita Sant’Agostino: «Se hai paura della morte, ama la Risurrezione!». Amiamo anche noi la risurrezione, che ci ricorda che il male non è l’ultima parola, perché è stato sconfitto dal Risorto.
Infine Papa Leone esorta i presenti che in questo giorno di festa “abbandoniamo ogni volontà di contesa, di dominio e di potere, e imploriamo il Signore che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male. Al Signore raccomandiamo tutti i cuori che soffrono e attendono la vera pace che solo Lui può dare. Affidiamoci a Lui e apriamogli il nostro cuore! Solo Lui fa nuove tutte le cose. Buona Pasqua! Portate a tutti la gioia di Gesù risorto e presente in mezzo a noi”.
Fonte: RaiNews








