La Romania non è un paese untore per nessuno!

0

La comunità romena è da un po di anni la più numerosa in Italia con oltre 1 milione e 300.000 di  persone ma dovremmo però sfrattare il mito che i cittadini romeni che vivono qui sono solo badanti e braccianti che riportano il virus in Italia ora con il loro ritorno dalle vacanze! Invece anche i romeni che vivono in Italia hanno dato il loro tributo al Covid-19 con 1891 infetti e 31 vittime!     

Dunque, fino ad oggi, 11 agosto 2020, in Romania sono 63.762 casi confermati di Covid-19; 30.585 (48% del totale) guariti e 2.764 (4% del totale) morti. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 35, i nuovi casi confermati 1.215 persone. Malgrado il numero alto dei nuovi contagi con il virus Covid-19, la Romania non è l’untore dell’Europa! Per sapere di più sulla situazione attuale nel paese dei Carpatzi, abbiamo parlato con un esperto infettivologo, Dr. Virgil Musta, Primario e capo del reparto di malattie infettive II dell’Ospedale “Victor Babes” di Timisoara (Romania), coordinatore dell’ospedale Covid di Timisoara, Presidente della commissione di malattie infettive del Governo romeno e membro della commissione scientifica governativa anti Covid-19, cioè in Italia sarebbe il Comitato tecnico scientifico anti Covid-19.

Dr. Virgil Musta, che succede in Romania? Perché ora una crescita smisurata di casi di Covid-19 e non prima? 

E’ vero, assistiamo ora in Romania a una crescita della pandemia, del numero di casi, di casi severi e della mortalità, perché esiste un rapporto tra il numero dei casi, tra l’evoluzione severa dei casi e la mortalità. In Romania la mortalità è ora tra il 5 e 6%. Perché? Perché nella prima parte della pandemia, l’evoluzione è stata tenuta sotto controllo dall’inizio grazie alle misure molto severe ed urgenti prese dal governo nel periodo dell’emergenza e la gente aveva una serie di restrizioni. Nel momento in quale queste restrizioni non ci sono più state ed è iniziato il periodo di rilassamento, la gente non ha capito che deve continuare a rispettare le regole. Esattamente in questo periodo, la Corte Costituzionale ha deciso che non sono legali alcune restrizioni e che la libertà e la dignità dell’uomo è più importante di tutt’altro e per alcuni romeni sembra una violazione dei diritti umani e che i nostri diritti privati sono più importanti dei diritti collettivi e che è sotto la nostra dignità di portare mascherine! Hanno cominciato a stufarsi di portare la mascherina e di tenere il distanziamento sociale, credendo di più alle varie teorie cospirazioniste che sostengono che non esiste il virus o che anche se esiste non è grave.Tutto questo ha preso paravento e li ha portati a non rispettare nessuna regola e dunque, alla crescita rapida dei contagi. Se non si rispettano le tre regole di base: il distanziamento sociale, la mascherina e l’igiene delle mani non si riuscirà mai ha sconfiggere di tutto il virus! Dobbiamo convivere con questa situazione per molto tempo e non per forza con il Sars Cov-2 ma anche con altri virus creduti debellati ma che si ritrovano già in Europa come per esempio la poliomielite.  

 Cosa non ha funzionato in Romania o non funziona nel sistema sanitario romeno? E’ sfuggito qualcosa dal controllo?

No, il sistema sanitario per ora resiste abbastanza bene per il numero di casi. Perché la lotta contro il virus non si fa nell’ospedale ma nella comunità. L’educazione sanitaria e le misure della profilassi sono essenziali. Da noi si è lavorato molto bene nel periodo dell’emergenza ma poi nel rilassamento, la gente non ha rispettato più le regole e siamo arrivati a questa situazione che si può rimediare solo con restrizioni se sarà bisogno anche con chiusure a zona. Se esiste un focolaio di Covid-19 si deve annichilire subito, se c’è un’attività che può diventare un problema di contaminazione per la collettività allora si deve fermare. Qui è la chiave e qui ha paura il politico di azionare di intervenire perché queste misure sono impopolari! Ci saranno le elezioni da noi e dunque è molto difficile scegliere per loro a chi fermi l’attività e a chi no! Oltre a questo, c’è anche una stretta lotta politica che aggrava la situazione dove si speculano regole legate del tenere sotto controllo della situazione.

Che misure ha proposto il team di esperti e Lei personalmente, al governo per combattere il Sars Cov-2? Vi hanno ascoltato?         

Ahimè non sempre! Si e non! Come esperti facciamo proposte ma la decisione è politica.  Abbiamo proposto, per esempio, per tenere sotto controllo la situazione negli ospedali, di acquisire una grande quantità di Remdesivir ma c’è una grande battaglia al livello europeo x ottenere questo farmaco. L’Europa ha fatto un’asta e la quantità sarà divisa come “fette” tra tutti i paesi europei dopo criteri che decide l’Europa. Per esempio, la Romania ha ricevuto fino oggi solo 600 dosi che non possono coprire il fabbisogno nemmeno per un giorno. 

Dunque, come riuscite o siete riusciti a trattare, guarire le persone in questi mesi? 

Noi trattiamo i pazienti con altri antivirali. Abbiamo antivirale che è stato vietato in Europa grazie alle lotte politiche tra case farmaceutiche, come Hidroxiclorochina, Kaletra e altri che usiamo e non posso dire che sono migliori del Remdesivir ma nemmeno lui è miracoloso solo che la politica dei farmaci ha fatto si che alcuni farmaci che non fanno parte dell’Europa e prodotti da altri, siano stati tolti dal mercato. Ahimè non primeggia la salute delle persone ma la lotta tra le case farmaceutiche! Noi non abbiamo altre possibilità e ci accontentiamo con antivirali che costano meno e sono molto efficaci, lavoriamo bene e abbiamo buoni risultati.

A proposito, che risultati avete riscontrato a Timisoara nel suo ospedale sui pazienti con Covid-19?

I nostri risultati ottenuti fino adesso sono eccellenti, i migliori in Europa e ci sono grazie al fatto che noi non trattiamo la malattia ma il paziente, cioè valutiamo molto bene un paziente, trattiamo principalmente i meccanismi patogenetici che portano al peggioramento della situazione .

Non l’antivirale è importante ma di intuire quale è il meccanismo predominante: quel infiammatorio o di coagulazione o se ha altri elementi da tenere sotto controllo. Questa buona valutazione si fa tramite un’analisi molto accurata del paziente ma anche grazie a un programma speciale sul pc che realizza questa cosa e ci aiuta moltissimo nella nostra terapia.

Dr. Virgil Musta cosa consiglia ai cittadini romeni che lavorano ed ora si spostano fuori paese? I Romeni sono diventati “untori” come all’inizio della pandemia gli Italiani!

E’ una questione di marketing e di politica! Non è proprio così, non credo che i Romeni portano il virus in Europa Occidentale perché loro sono testati, non possono entrare nei vari paesi europei se non hanno il test negativo. Ma un numero basso di casi può sfuggire se sviluppa il virus dopo 2-3 giorni ma questo non vuol dire che sono i portatori di virus ed è solo questione di politica ma la cosa che possiamo fare è di essere molto attenti e tenere il virus sotto controllo in Romania che nessuno possa dire che noi siamo gli untori d”Europa. 

Lei è ottimista? 

Ho un po’ di paura ma sono speranzoso che riusciremmo a tenere sotto controllo e sconfiggere il Covid-19 e c’è bisogno per questo di responsabilità e solidarietà, queste sono le parole chiave che quotidianamente dico ai miei compatrioti.

Credito Foto: FotoCredit@tion.ro

Dejar respuesta

Please enter your comment!
Please enter your name here