Mediatrends: Jesus Gonzales sull’accordo UE-Mercosur

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota informativa inviataci da ‘Mediatrends America – Europa’ sulla Conferenza di Jesus Gonzales, uno dei più noti giornalisti spagnoli specializzato in questioni politiche ed economiche europee. Mediatrends è un autorevole Osservatorio giornalistico che studia le tendenze dell’informazione internazionale. E’guidato da due giornalisti latinoamericani: Roberto Montoya (peruviano) ed Hernan Mora (argentino).

“In un mondo così polarizzato, in cui le grandi potenze rappresentano quasi l’opposto di ciò che erano un tempo, l’America Latina sta assumendo una dimensione strategica attraverso un mercato comune con l’Unione Europea di oltre 700 milioni di persone: si tratta del più grande spazio democratico del pianeta”. Lo ha affermato a Roma Jesús González, fondatore di Editored e proprietario dei quotidiani Aquí Europa https://aquieuropa.com/ e The Diplomat in Spain https://thediplomatinspain.com/en/, durante una colazione di lavoro che ha riunito diplomatici e giornalisti presso l’Hotel NH Giustiniani di Roma, venerdì 27 febbraio 2026.

Gonzales ha sottolineato che l’accordo è necessario per l’Unione Europea e per l’America Latina perché altrimenti si troverebbero entrambi in balia di due antagonisti, Cina e Stati Uniti. Inoltre, ha considerato paradigmatica la nuova situazione, osservando che “gli Stati Uniti, un tempo modello di libero scambio, ora lo stanno mettendo in discussione con la parola ‘dazio’”. Dal canto suo, “la Russia, il paese più grande d’Europa, ha intrapreso una guerra di quattro anni per un territorio inferiore al 20% del suo”, senza poi dimenticare che “la Cina, un paese comunista, è il paradigma del capitalismo e del multilateralismo, con una crescita enorme”.

In questo contesto, l’UE sta cercando di costruire uno spazio democratico di libertà, dialogo e democrazia, estendendo il suo progetto all’America Latina. E’ qualcosa di più profondo del semplice commercio: è un’architettura strategica in cui le regole non vengono imposte con la forza, dove la chiave è la maturità politica che non farà marcia indietro e dove la strada conduce verso un’Europa federale, al punto che oggi “nessuno propone di uscire dall’Unione”, persino tra i paesi più nazionalisti che solo chiedono riforme strutturali.

Il relatore ha poi osservato che “ciò che un Paese produce, lo produce anche un altro; l’UE è un continente con una popolazione che invecchia, mentre l’America Latina è un continente giovane che si sta avviando verso la maturità istituzionale. Questo accordo ispira ottimismo, poiché creerà uno spazio altamente omogeneo dal punto di vista culturale, religioso, dei valori e delle tradizioni”.

“Il primo Paese a firmare un accordo con l’UE”, ha ricordato González, “è stato il Cile, seguito dal Messico, che ora è anche un partner strategico. Poi è stata la volta della Colombia e infine del Perù, con il Mercosur come tassello finale. Per l’Europa, sovranità e autonomia rappresentano un sogno che si avvera, poiché significa non dipendere dal gas russo e dai prodotti cinesi ma di poter ottenere materie prime essenziali dei quali è carente. Inoltre, l’America Latina è un vero paradiso in termini di sicurezza alimentare”. Per Gonzales, “l’assenza di barriere commerciali implica che entrambe le parti debbano operare con gli stessi standard, anche nel turismo, e con garanzie legali, tenendo presente che l’UE si è impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050”.

L’accordo UE-Mercosur è stato firmato a gennaio e ora deve essere approvato dai parlamenti di ciascun Paese, anche se è ancora sottoposto a una fase di analisi da parte della Corte di giustizia europea a Lussemburgo. Ciò potrebbe comportare alcune modifiche parziali ma l’intero accordo non dovrebbe essere più in discussione. E’ probabile, comunque, che tutto si risolva entro marzo.

Per quanto riguarda il rifiuto da parte di alcuni settori interessati, in particolare quello dell’allevamento e quello dell’agricoltura, secondo Gonzales questo non è stato così forte come previsto, anche perché l’accordo entrerà in vigore gradualmente, in modo che “l’America Latina possa adattarsi agli standard europei, e ciò sta già avvenendo. Per Gonzales, “questo è un momento unico, anche perché gli Stati Uniti non stanno offrendo certe garanzie sul piano commerciale, che invece sono indispensabili per chiunque desideri investire i propri soldi.»

“E’ vero”, ha concluso Gonzales, “che l’agricoltura europea non è mai stata competitiva, avendo sempre bisogno di sussidi, ma è anche vero che la politica agricola dell’UE è maggiormente orientata all’innovazione e all’alta tecnologia.» In altre parole, “l’agricoltura europea non scomparirà, ma si adatterà, anche se solo il 10% circa ne sarà interessato”. Se è vero che le barriere non sono la soluzione e che l’UE in questo momento rappresenta un ostacolo per gli Stati Uniti, rimane il fatto che l’Europa non è un’antagonista come la Cina. In ogni caso, il pericolo maggiore sarebbe proprio quello che alla fine, per una ragione qualsiasi, non si firmi l’accordo di libero scambio tra l’ Europa e l’ America Latina .

Foto dell’Incontro