L’importanza della coerenza

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L’informazione, la comunicazione è sempre stata carente nelle relazioni biregionali Unione europea – America latina, questo è ancor più evidente nei loro diversi paesi, dove prosperano gli stereotipi.

La situazione in Venezuela ha messo il giornalismo europeo e italiano in un vicolo cieco senza sapere come trasmettere la situazione, era necessario conoscerla in anticipo.

Abituato ad ascoltare se stesso, molte volte, il giornalismo europeo ha trasmesso le proprie visioni, cioè lo sciovinismo, interpretando le situazioni partendo delle proprie realtà, predominano gli stereotipi, non l’informazione veritiera. 

La differenza, in Italia, è stata fatta da Sky TG24, che trasmette anche in diretta su Internet.

Ha invitato nei suoi Studi i giornalisti venezuelani in Italia per spiegare la situazione, ascoltare le loro opinioni, consentendo, una corretta comprensione al pubblico italiano. Ha intervistato, Nicolas Maduro e in esclusiva, Juan Guaidó che ha manifestato “faccio un appello affinché tutti quelli che possono aiutarci, come il Santo Padre, come il resto della diplomazia, possano collaborare per la fine dell’usurpazione, per un governo di transizione, e per portare a elezioni veramente libere in Venezuela, al più presto. Sarei felice di ricevere il Papa nel nostro Paese, un Paese molto cattolico, molto devoto, di grande tradizione religiosa”. 

“La cosa drammatica in questo momento in Venezuela – ha spiegato Guaidò – è che lo spargimento di sangue è in corso. Dopo il 23 Gennaio, quando abbiamo avuto una manifestazione senza precedenti nel nostro Paese, in 53 città, con milioni di persone nelle strade, quando le persone stavano ritornando a casa, gruppi paramilitari armati, denominati collettivi, o gruppi del Faes, che sono una unità delle forze armate, hanno assassinato a sangue freddo molti di questi ragazzi per cercare di intimidirci, di farci paura, così che questo spargimento di sangue è responsabilità di chi usurpa il Palazzo Presidenziale”.

L’ appello non é stato ignorato, il Segretario di Stato, Cardinale Parolin, ha risposto, ricordando quanto già detto da Papa  Francesco al suo ritorno dal viaggio in Arabia Saudita, “sono le parti che devono muoversi com’è successo quando la Santa Sede accettò essere parte del dialogo, il nostro impegno é cercare soluzioni pacifiche della crisis in atto”.

Infine, riferendosi al concetto della posizione di neutralità positiva, ha segnalato “non é l’atteggiamento di chi sta alla finestra a guardare indifferente, sennò quello di chi cerca di stare sopra le parti per superare la conflittualità.”

Lo speriamo, se la Chiesa Cattolica vive per i suoi fedeli e nessuno ha più valore di un’altro, l’attenzione dev’essere verso quelli che soffrono. Il Venezuela soffre e tutti ne conosciamo la ragione.

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