🇮🇹 Nonostante le forze nocive, nasce il Gruppo di Contatto Internazionale.

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Non c’è niente di più prezioso al mondo di una vita umana, attorno a ciò la natura è stata creata, la costruzione umana va verso il benessere. Tuttavia, i 47 migranti, l’equipaggio della nave della ONG tedesca con bandiera olandese salpava da Siracusa, sono entrati nel porto di Catania dopo dodici giorni in mare, ciò per via del ritardo della decisione per redistribuire i migranti in diversi paesi europei.

In altra latitudine, oltre tre milioni di persone sono state esiliate dal Venezuela, sono partite a piedi dalla loro terra per andare nei paesi vicini. La situazione è impossibile da vivere e non genera sviluppo in Venezuela. Quanto tempo è passato? Anni, tutto è successo sotto i nostri occhi. Chi governa il Venezuela è un dittatore sotto tutti i riflettori, le sue elezioni non sono state riconosciute dalla comunità internazionale, né è stato riconosciuto il suo risultato. Il 10 gennaio, il dittatore Maduro giurò davanti a una Corte Suprema nominata da lui stesso. L’unica istituzione democratica, eletta dai venezuelani è l’Assemblea nazionale, il suo presidente è Juan Guaidó. La Costituzione venezuelana lo prevede, Guaidó ha rispettato le norme costituzionali.

Tuttavia, come nel medioevo, c’è una discussione tra coloro che detengono il potere, le alleanze, le convenienze, dunque le persone sono una conseguenza, non la centralità.

Dopo le Nazioni Unite, l’Organizzazione degli Stati Americani, il Gruppo di Lima, il 31 gennaio il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione riconoscendo Juan Guaidó come presidente facente funzione del Venezuela.

Durante il dibattito al Parlamento europeo, si è presentata l’ambiguità dei socialisti e dei comunisti che lavorano per dare ossigeno a Maduro e compagni: inspiegabili.

Il dibattito parlamentare rifletteva l’animosità e la nostalgia comunista che persiste ancora nel Parlamento europeo, è opportuno conoscerli e squalificarli.

I socialisti, con una grande confusione di idee espresse dal deputato Ramon Jaúregui, presidente dell‘Assemblea EuroLat, hanno riconosciuto la crisi politica e umanitaria, la mancanza di democrazia. Jaúregui ha confermato che le elezioni dello scorso maggio non sono state riconosciute e quindi non è stato anche riconosciuto come presidente Maduro. Tuttavia, ha chiesto, in modo confuso di dare ossigeno a Maduro, fare un accordo in modo che le elezioni si svolgessero con garanzie.

Mettendo così sullo stesso piano il presidente dell’Assemblea nazionale e il dittatore di Maduro.

La risposta del gruppo ALDE, a carico del deputato Javier Nart, ha sottolineato che Maduro era il potere de facto, ha tenuto elezioni fraudolente, il loro potere si basa sulla forza bruta guidata dal sistema cubano di spionaggio, quanto si propone è “l’antipode del socialismo, della libertà, della democrazia.” Ha spiegato, in modo esplicito, al poco chiaro deputato Jaúregui e ai nostalgici del comunismo “che il presidente costituzionale del Venezuela è Juan Guaidó, ai sensi dell’articolo 233 della Costituzione. Perché la presidenza Maduro è cessato quando lui ha indetto elezioni fraudolente. La scadenza è finita: chiedere al non presidente di fungere da presidente e, sulla base di quella presunta presidenza, indire le elezioni. Questo è, il marxismo.”

Di fronte a una gran perdita di tempo da parte dei politici non democratici che ricoprono posizioni nell’Assemblea euro-latinoamericana, persone completamente avulsa dalla realtà che insistono nell’interrompere lo sviluppo sociale ed economico, è auspicabile che stiano lontani e non si occupino più della regione latinoamericana. Il deputato Nart ha chiesto “il riconoscimento del presidente costituzionale del Venezuela, Juan Guaidó, e il rispetto per l’Assemblea Nazionale del Venezuela, così come una inchiesta per i malefatti commessi da Maduro. Quella è la libertà.”

Il giorno dopo, il 1° febbraio, il Consiglio dei Ministri degli Esteri, riunitosi in Romania, ha approvato la proposta espressa da Federica Mogherini, “istituire un gruppo di contatto internazionale” coordinato dall’Unione europea mirata a promuovere la comprensione comune e di un approccio concertato tra i principali attori internazionali sulla situazione in Venezuela, indicando un risultato pacifico e democratico della crisi.”

Seguendo le orme del presidente ad interim Juan Guaidó nel pieno rispetto della Costituzione del Venezuela, che permetterà ai venezuelani di determinare il proprio futuro attraverso lo svolgimento di nuove elezioni, con tutte le garanzie per un processo elettorale libero ed equo che possa essere supervisionato da osservatori internazionali indipendenti.

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